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Wald23


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Diego Armando Maradona è morto mercoledì 25 novembre 2020. - con Webmaster il 27/11/2020 00:00 

Era "El Diez" (il 10), numero che portava sulla maglietta, nella nazionale Argentina, El Pibe de oro o Mano de Dios (in spagnolo per Mano di Dio) per una rete segnata di mano, nei quarti di finale del Mondiale 1986, dichiarò «un poco con la cabeza de Maradona y otro poco con la mano de Dios» («un po' con la testa di Maradona ed un altro po' con la mano di Dio»). Nello stesso incontro appena quattro minuti dopo Maradona segnò anche uno dei gol più belli della storia del calcio, scartando cinque avversari.
Un epitaffio è l'omaggio è di Pelé «Spero un giorno, calceremo insieme un pallone in cielo», Diego Armando Maradona non poteva vantare un epitaffio più bello.

Considerato uno dei migliori giocatori della storia del calcio, il fuoriclasse argentino, originario di Villa Fiorito di Lanús, un sobborgo di Buenos Aires, è passato da un'infanzia molto povera al dominio del calcio mondiale. noto anche per i suoi eccessi fuori dal campo. Droghe, alcol ... insomma, una vita piena di eccessi.
Questa volta Maradona è partito per un viaggio da cui non tornerà più.

Ci piace ricordarlo con un brano scritto ed a lui dedicato dal cantautore Franco-Spagnolo Manu Chao "La vida tómbola".

«Ad10s grande Diego»

Diego Armando Maradona è morto mercoledì 25 novembre 2020. - con Webmaster il 27/11/2020 00:00 

Era "El Diez" (il 10), numero che portava sulla maglietta, nella nazionale Argentina, El Pibe de oro o Mano de Dios (in spagnolo per Mano di Dio) per una rete segnata di mano, nei quarti di finale del Mondiale 1986, dichiarò «un poco con la cabeza de Maradona y otro poco con la mano de Dios» («un po' con la testa di Maradona ed un altro po' con la mano di Dio»). Nello stesso incontro appena quattro minuti dopo Maradona segnò anche uno dei gol più belli della storia del calcio, scartando cinque avversari.
Un epitaffio è l'omaggio è di Pelé «Spero un giorno, calceremo insieme un pallone in cielo», Diego Armando Maradona non poteva vantare un epitaffio più bello.

Considerato uno dei migliori giocatori della storia del calcio, il fuoriclasse argentino, originario di Villa Fiorito di Lanús, un sobborgo di Buenos Aires, è passato da un'infanzia molto povera al dominio del calcio mondiale. noto anche per i suoi eccessi fuori dal campo. Droghe, alcol ... insomma, una vita piena di eccessi.
Questa volta Maradona è partito per un viaggio da cui non tornerà più.

Ci piace ricordarlo con un brano scritto ed a lui dedicato dal cantautore Franco-Spagnolo Manu Chao "La vida tómbola".

«Ad10s grande Diego»

(27/11/2020 00:00)

Stefano D'Orazio - Il Covid Colpisce ancora - con Webmaster il 09/11/2020 00:00 

Il coronavirus ha mietuto un’altra vittima tra gli artisti, Stefano D’Orazio storico batterista e flauto traverso dei Pooh.

Oggi alle 15.00 nella chiesa degli artisti di piazza del popolo a Roma avverrà il suo funerale, purtroppo limitato a meno di 100 persone, a causa del coronavirus.

Stefano D’Orazio è scomparso venerdi 6 novembre poco dopo le 22. all’eta’ di 72 anni, la notizia è stata data dall’amico Bobo Craxi che ha scritto su Twitter: «Stefano amico mio. Suona e scrivi anche lassù. Ciao!», poco dopo, sulla loro pagina Facebook ufficiale i Pooh, hanno salutato Stefano dicendo «Stefano ci ha lasciato! Due ore fa... era ricoverato da una settimana e per rispetto non ne avevamo mai parlato... oggi pomeriggio, dopo giorni di paura, sembrava che la situazione stesse migliorando... poi, stasera, la terribile notizia. Abbiamo perso un fratello, un compagno di vita, il testimone di tanti momenti importanti, ma soprattutto, tutti noi, abbiamo perso una persona per bene, onesta prima di tutto con se stessa. Preghiamo per lui. Ciao Stefano, nostro amico per sempre... Roby, Red, Dodi, Riccardo»
Una clip di FacebookFTVMI in Omaggio a Stefano, con musica di Roby Facchinetti e parole di Stefano D'Orazio

Rinascero Rinascerai

Rinascero Rinascerai Originale

Stefano D'Orazio - Il Covid Colpisce ancora - con Webmaster il 09/11/2020 00:00 

Il coronavirus ha mietuto un’altra vittima tra gli artisti, Stefano D’Orazio storico batterista e flauto traverso dei Pooh.

Oggi alle 15.00 nella chiesa degli artisti di piazza del popolo a Roma avverrà il suo funerale, purtroppo limitato a meno di 100 persone, a causa del coronavirus.

Stefano D’Orazio è scomparso venerdi 6 novembre poco dopo le 22. all’eta’ di 72 anni, la notizia è stata data dall’amico Bobo Craxi che ha scritto su Twitter: «Stefano amico mio. Suona e scrivi anche lassù. Ciao!», poco dopo, sulla loro pagina Facebook ufficiale i Pooh, hanno salutato Stefano dicendo «Stefano ci ha lasciato! Due ore fa... era ricoverato da una settimana e per rispetto non ne avevamo mai parlato... oggi pomeriggio, dopo giorni di paura, sembrava che la situazione stesse migliorando... poi, stasera, la terribile notizia. Abbiamo perso un fratello, un compagno di vita, il testimone di tanti momenti importanti, ma soprattutto, tutti noi, abbiamo perso una persona per bene, onesta prima di tutto con se stessa. Preghiamo per lui. Ciao Stefano, nostro amico per sempre... Roby, Red, Dodi, Riccardo»
Una clip di FacebookFTVMI in Omaggio a Stefano, con musica di Roby Facchinetti e parole di Stefano D'Orazio

Rinascero Rinascerai

Rinascero Rinascerai Originale

(09/11/2020 00:00)

Abbiamo perso Due grandi Artisti - con Webmaster il 02/11/2020 06:00 

Questo 2020 ci ha portato via due grandi Artisti, Sean Connery e Gigi Proietti

Sir Thomas Sean Connery il 31 ottobre 2020, si è spento nel sonno a Nassau alle Bahamas, era nato ad Edinburgo in Scozia il 25 agosto del 1930, figlio di Joseph Connery e Euphemia McLean. Sean Connery è stato un attore e produttore cinematografico vincitore di un Premio Oscar, tre Golden Globe e due Premi BAFTA.

Era il 1962 quando Sean Connery fu scelto da Albert Broccoli e Harry Saltzman per interpretare James Bond, l’agente segreto britannico 007 protagonista dei romanzi di Ian Fleming, ruolo che ricoprì in sette pellicole (compresa una fuori serie), che quasi all'unanimità sia la critica che il pubblico riconoscono come il migliore interprete in assoluto del personaggio di 007. Il primo film «Agente 007 – Licenza di uccidere», seguito nel 1963 da «Agente 007 – dalla Russia con amore» , nel 1964 da «Agente 007 – Missione Goldfinger», nel 1965 da «Agente 007 – Thunderball» ed infine nel 1967 da «Agente 007 – Si vive solo due volte». Preoccupato che la sua identificazione solo con il personaggio di 007, Sean Connery decise di abbandonare il ruolo, interpretandolo un’ultima volta nel 1971 «Agente 007 – Una cascata di diamanti».

Altre sue famose interpretazioni sono quella di di Guglielmo da Baskerville, il monaco enigmatico, ma razionale del film «Il nome della rosa» nel 1986, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Umberto Eco, il capitano sovietico Marko Ramius in «Caccia a Ottobre Rosso»  ispirato al best seller «La grande fuga dell’Ottobre Rosso» di Tom Clancy ed in «Indiana Jones e l'ultima crociata» Titolo originale «Indiana Jones and the Last Crusade» in cui interpreta il professore di letteratura medievale Sr. Henry Walton Jones padre di Indiana Jones.

A sedici anni si arruola nella Marina Scozzese ed in questo periodo si fa fare i due tatuaggi che ha sul braccio destro, uno con il motto «Scotland forever (Scozia per Sempre)» ed il secondo con la scritta «Mum and Dad (Mamma e Papà)». Congedato per un’ulcera, fa mille mestieri, muratore, bagnino, modello per l’Edimburgh Art College, guardia del corpo, ed è persino lucidatore di bare. Nel 1950 rappresenta la Scozia all’elezione di Mister Universo e arriva terzo nella sezione ’alti'. Nel 1958 viene scelto come ballerino di fila, ha infatti preso lezioni di danza per undici anni dalla ballerina svedese Gert Malmgren, nel musical South Pacific, dopo ha alcune parti in televisione, viene notato dalla 20th Century Fox e comincia a lavorare nel cinema.

Il premio oscar per miglior attore non protagonista gli viene assegnato per interpretazione del poliziotto irlandese Jimmy Malone in «The Untouchables - Gli intoccabili»,  mentre grazie al «Nome della Rosa» vince il Bafta, ma il pubblico lo ricorda anche per numerosi altri film di grande successo e per aver lavorato accanto ai più grandi registi.

Della sua vita privata si sà molto poco, l'attore è sempre stato molto riservato. Innamoratosi delle Bahamas, acquista una villa a Lyford Cay sull’isola di New Providence, circondato su tre lati da Clifton Bay e dall’Oceano Atlantico, dove decide di trascorrere la sua “vecchiaia” insieme alla moglie, godendo della pace e della bellezza dei Caraibi.

Qui sotto una Clip che ricorda un suo film «Caccia a Ottobre Rosso» :

Coincidenze
Tra i sette attori che hanno impersonato James Bond, tre sono deceduti all’età di 90 anni: Sean Connery (1930-2020), Roger Moore (1927-2017) e Barry Nelson, il primo Bond, (1917-2007).

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Gigi Proietti, per l'anagrafe Luigi Proietti, era nato a Roma il 2 novembre 1940, in via Giulia nel cuore della città. Si è spento a Roma nelle prime ore del 2 novembre 2020, nel giorno del suo 80° compleanno, a causa di un attacco di cuore. Lascia la compagna Sagitta Alter, svedese ed anche se non si sono mai sposati sono rimasti assieme 58 anni e le due figlie Susanna Proietti e Carlotta Proietti, entrambe inserite professionalmente nel mondo dello spettacolo.

Durante gli anni dell'università, mentre si dedica agli studi in Giurisprudenza, si esibisce con la chitarra nei locali notturni della capitale e, fin dagli esordi, si divide tra il teatro (recitando talvolta anche nelle cantine, poi arriverà al teatro Stabile di Roma e dell'Aquila), il cabaret, il gruppo di avanguardia 101, il cinema e la televisione.

I primi successi arrivano nel 1968 quando sostituisce Domenico Modugno nello spettacolo di Garinei e Giovannini "Alleluia Brava Gente" accanto a Renato Rascel. Da quel momento in poi ha inizio un susseguirsi di spettacoli di successo.

E' stato un attore, comico, cabarettista, doppiatore, conduttore televisivo, regista, cantante, direttore artistico ed insegnante. Ha esordito e si è affermato dapprima nel teatro, poi anche in tv e al cinema. Memorabile la sua interpretazione del Mandrake di Steno. Nel doppiaggio ha prestato la sua voce a Gatto Silvestro, in compagnia di Loretta Goggi che interpretava Tweety, a inoltre doppiato  Richard Burton, Richard Harris, Marlon Brando, Robert de Niro, Dustin Hoffman, Charlton Heaston, Kirk Douglas, Paul Newman e Gregory Peck. Sua è la voce del famoso grido "Adriana!", del primo film "Rocky".

La sua passione ed il successo sono stati principalmente il Teatro, ma negli anni novanta è stato protagonista di svariate serie televisive di successo, principalmente per la RAI, prima delle quali è stata la sua interpretazione nella serie «Il maresciallo Rocca», la serie iniziata nel 1996 e divenuta una delle serie di maggior successo della televisione italiana, E'  stato anche San Filippo Neri nella miniserie «Preferisco il Paradiso», il cardinale Romeo Colombo da Priverno in «L'ultimo papa re», il misterioso generale Nicola Persico ne «Il signore della truffa», e lo stravagante giornalista Bruno Palmieri ne «Una pallottola nel cuore».

La sua ultima interpretazione cinematografica è il personaggio di Mangiafuoco nel Pinocchio di Matteo Garrone nel dicembre 2019. Negli ultimi anni è stato sovente il narratore dei programmi-documentari di Alberto Angela, Ulisse - Il piacere della scoperta e Meraviglie - La penisola dei tesori.

Molto riservato anche lui nella vita privata, amava Roma ed il suo dialetto romanesco.

Qui sotto due clip che lo ricordano:

Addio a Gigi Proietti nel giorno dell'80 compleanno ( Courtesy – Quotidiano.net)

Coronavirus: il messaggio di Gigi Proietti rivolto agli anziani ( Courtesy – Polizia di Stato)

Abbiamo perso Due grandi Artisti - con Webmaster il 02/11/2020 06:00 

Questo 2020 ci ha portato via due grandi Artisti, Sean Connery e Gigi Proietti

Sir Thomas Sean Connery il 31 ottobre 2020, si è spento nel sonno a Nassau alle Bahamas, era nato ad Edinburgo in Scozia il 25 agosto del 1930, figlio di Joseph Connery e Euphemia McLean. Sean Connery è stato un attore e produttore cinematografico vincitore di un Premio Oscar, tre Golden Globe e due Premi BAFTA.

Era il 1962 quando Sean Connery fu scelto da Albert Broccoli e Harry Saltzman per interpretare James Bond, l’agente segreto britannico 007 protagonista dei romanzi di Ian Fleming, ruolo che ricoprì in sette pellicole (compresa una fuori serie), che quasi all'unanimità sia la critica che il pubblico riconoscono come il migliore interprete in assoluto del personaggio di 007. Il primo film «Agente 007 – Licenza di uccidere», seguito nel 1963 da «Agente 007 – dalla Russia con amore» , nel 1964 da «Agente 007 – Missione Goldfinger», nel 1965 da «Agente 007 – Thunderball» ed infine nel 1967 da «Agente 007 – Si vive solo due volte». Preoccupato che la sua identificazione solo con il personaggio di 007, Sean Connery decise di abbandonare il ruolo, interpretandolo un’ultima volta nel 1971 «Agente 007 – Una cascata di diamanti».

Altre sue famose interpretazioni sono quella di di Guglielmo da Baskerville, il monaco enigmatico, ma razionale del film «Il nome della rosa» nel 1986, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Umberto Eco, il capitano sovietico Marko Ramius in «Caccia a Ottobre Rosso»  ispirato al best seller «La grande fuga dell’Ottobre Rosso» di Tom Clancy ed in «Indiana Jones e l'ultima crociata» Titolo originale «Indiana Jones and the Last Crusade» in cui interpreta il professore di letteratura medievale Sr. Henry Walton Jones padre di Indiana Jones.

A sedici anni si arruola nella Marina Scozzese ed in questo periodo si fa fare i due tatuaggi che ha sul braccio destro, uno con il motto «Scotland forever (Scozia per Sempre)» ed il secondo con la scritta «Mum and Dad (Mamma e Papà)». Congedato per un’ulcera, fa mille mestieri, muratore, bagnino, modello per l’Edimburgh Art College, guardia del corpo, ed è persino lucidatore di bare. Nel 1950 rappresenta la Scozia all’elezione di Mister Universo e arriva terzo nella sezione ’alti'. Nel 1958 viene scelto come ballerino di fila, ha infatti preso lezioni di danza per undici anni dalla ballerina svedese Gert Malmgren, nel musical South Pacific, dopo ha alcune parti in televisione, viene notato dalla 20th Century Fox e comincia a lavorare nel cinema.

Il premio oscar per miglior attore non protagonista gli viene assegnato per interpretazione del poliziotto irlandese Jimmy Malone in «The Untouchables - Gli intoccabili»,  mentre grazie al «Nome della Rosa» vince il Bafta, ma il pubblico lo ricorda anche per numerosi altri film di grande successo e per aver lavorato accanto ai più grandi registi.

Della sua vita privata si sà molto poco, l'attore è sempre stato molto riservato. Innamoratosi delle Bahamas, acquista una villa a Lyford Cay sull’isola di New Providence, circondato su tre lati da Clifton Bay e dall’Oceano Atlantico, dove decide di trascorrere la sua “vecchiaia” insieme alla moglie, godendo della pace e della bellezza dei Caraibi.

Qui sotto una Clip che ricorda un suo film «Caccia a Ottobre Rosso» :

Coincidenze
Tra i sette attori che hanno impersonato James Bond, tre sono deceduti all’età di 90 anni: Sean Connery (1930-2020), Roger Moore (1927-2017) e Barry Nelson, il primo Bond, (1917-2007).

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Gigi Proietti, per l'anagrafe Luigi Proietti, era nato a Roma il 2 novembre 1940, in via Giulia nel cuore della città. Si è spento a Roma nelle prime ore del 2 novembre 2020, nel giorno del suo 80° compleanno, a causa di un attacco di cuore. Lascia la compagna Sagitta Alter, svedese ed anche se non si sono mai sposati sono rimasti assieme 58 anni e le due figlie Susanna Proietti e Carlotta Proietti, entrambe inserite professionalmente nel mondo dello spettacolo.

Durante gli anni dell'università, mentre si dedica agli studi in Giurisprudenza, si esibisce con la chitarra nei locali notturni della capitale e, fin dagli esordi, si divide tra il teatro (recitando talvolta anche nelle cantine, poi arriverà al teatro Stabile di Roma e dell'Aquila), il cabaret, il gruppo di avanguardia 101, il cinema e la televisione.

I primi successi arrivano nel 1968 quando sostituisce Domenico Modugno nello spettacolo di Garinei e Giovannini "Alleluia Brava Gente" accanto a Renato Rascel. Da quel momento in poi ha inizio un susseguirsi di spettacoli di successo.

E' stato un attore, comico, cabarettista, doppiatore, conduttore televisivo, regista, cantante, direttore artistico ed insegnante. Ha esordito e si è affermato dapprima nel teatro, poi anche in tv e al cinema. Memorabile la sua interpretazione del Mandrake di Steno. Nel doppiaggio ha prestato la sua voce a Gatto Silvestro, in compagnia di Loretta Goggi che interpretava Tweety, a inoltre doppiato  Richard Burton, Richard Harris, Marlon Brando, Robert de Niro, Dustin Hoffman, Charlton Heaston, Kirk Douglas, Paul Newman e Gregory Peck. Sua è la voce del famoso grido "Adriana!", del primo film "Rocky".

La sua passione ed il successo sono stati principalmente il Teatro, ma negli anni novanta è stato protagonista di svariate serie televisive di successo, principalmente per la RAI, prima delle quali è stata la sua interpretazione nella serie «Il maresciallo Rocca», la serie iniziata nel 1996 e divenuta una delle serie di maggior successo della televisione italiana, E'  stato anche San Filippo Neri nella miniserie «Preferisco il Paradiso», il cardinale Romeo Colombo da Priverno in «L'ultimo papa re», il misterioso generale Nicola Persico ne «Il signore della truffa», e lo stravagante giornalista Bruno Palmieri ne «Una pallottola nel cuore».

La sua ultima interpretazione cinematografica è il personaggio di Mangiafuoco nel Pinocchio di Matteo Garrone nel dicembre 2019. Negli ultimi anni è stato sovente il narratore dei programmi-documentari di Alberto Angela, Ulisse - Il piacere della scoperta e Meraviglie - La penisola dei tesori.

Molto riservato anche lui nella vita privata, amava Roma ed il suo dialetto romanesco.

Qui sotto due clip che lo ricordano:

Addio a Gigi Proietti nel giorno dell'80 compleanno ( Courtesy – Quotidiano.net)

Coronavirus: il messaggio di Gigi Proietti rivolto agli anziani ( Courtesy – Polizia di Stato)

(02/11/2020 06:00)

Torna l'ora solare - con wald23 il 19/10/2020 00:00 

Torna l'Ora Solare

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, alle 3 si dovranno spostare le lancette indietro di un'ora, tornando così alle ore 2:00.

sveglia2.jpg

Come solitamente avviene in autunno il buio alla sera arriverà prima, in compenso si avrà più luce la mattina.

L'ora solare rimarrà in vigore fino a domenica 28 marzo 2021 quando si tornerà a spostare le lancette in avanti di un ora.

Vantaggi e svantaggi
E' ben vero che al mattino si potrà dormire un'ora in più ma per molti il cambiamento di orario crea dei disturbi. Infatti degli studi hanno rivelato che mentre alcuni si svegliano sempre alla stessa ora altri potranno lamentano disturbi come insonnia, sonno interrotto e difficoltà ad addormentarsi. Questi fastidi risulteranno però di breve durata.

Nel 2021 ci si prepara all'abolizione
Nel 2021 infatti dovrebbe arrivare una decisione definitiva sull'ipotesi, avanzata nel 2018, di abolire definitivamente il cambio dell’ora, una consultazione voluta dall’Unione Europea. Benchè il 76% dei votanti, soprattutto i paesi del nord, rispose in modo favorevole a questo cambio, non si giunse ad una decisione univoca che potesse accontentare tutti. Mentre la Francia ha già deciso di abolire l'ora solare, in Italia su questo tema non è mai stata presa una decisione. Sembra che mentre i paesi dell’Europa Meridionale tenderebbero a tenere l’ora legale per tutto l’anno, i paesi del Nord opterebbero invece per quella solare.

Torna l'ora solare - con wald23 il 19/10/2020 00:00 

Torna l'Ora Solare

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, alle 3 si dovranno spostare le lancette indietro di un'ora, tornando così alle ore 2:00.

sveglia2.jpg

Come solitamente avviene in autunno il buio alla sera arriverà prima, in compenso si avrà più luce la mattina.

L'ora solare rimarrà in vigore fino a domenica 28 marzo 2021 quando si tornerà a spostare le lancette in avanti di un ora.

Vantaggi e svantaggi
E' ben vero che al mattino si potrà dormire un'ora in più ma per molti il cambiamento di orario crea dei disturbi. Infatti degli studi hanno rivelato che mentre alcuni si svegliano sempre alla stessa ora altri potranno lamentano disturbi come insonnia, sonno interrotto e difficoltà ad addormentarsi. Questi fastidi risulteranno però di breve durata.

Nel 2021 ci si prepara all'abolizione
Nel 2021 infatti dovrebbe arrivare una decisione definitiva sull'ipotesi, avanzata nel 2018, di abolire definitivamente il cambio dell’ora, una consultazione voluta dall’Unione Europea. Benchè il 76% dei votanti, soprattutto i paesi del nord, rispose in modo favorevole a questo cambio, non si giunse ad una decisione univoca che potesse accontentare tutti. Mentre la Francia ha già deciso di abolire l'ora solare, in Italia su questo tema non è mai stata presa una decisione. Sembra che mentre i paesi dell’Europa Meridionale tenderebbero a tenere l’ora legale per tutto l’anno, i paesi del Nord opterebbero invece per quella solare.

(19/10/2020 00:00)

Nave Vespucci a Ischia - con Webmaster il 28/07/2020 00:00 

Nave Vespucci omaggia l'arcipelago campano ricordando Pino Daniele

La nave scuola della Marina Militare ha effettuato un passaggio tra le isole dell'arcipelago e ha voluto ricordare il grande cantautore napoletano

Nave Vespucci a Ischia - con Webmaster il 28/07/2020 00:00 

Nave Vespucci omaggia l'arcipelago campano ricordando Pino Daniele

La nave scuola della Marina Militare ha effettuato un passaggio tra le isole dell'arcipelago e ha voluto ricordare il grande cantautore napoletano

(28/07/2020 00:00)

La Nave più Bella del Mondo - con Webmaster il 08/07/2020 14:53 

Sono trascorsi 58 anni dall'incontro del 12 luglio 1962 avvenuto nel Mar Mediterraneo dell'Amerigo Vespucci, comandata dal Capitano di Vascello Marco Revedin, con a la portaerei statunitense USS Independence (CVA-62), comandata dal Vice Ammiraglio ( VADM ) Captain Evan Peter Aurand.

Apparsa sul Radar la sagoma di una nave in avvicinamento dalla portaerei parti il lampeggiò con il segnale luminoso, chiedendo:
la domanda di rito: «Chi siete?»(“Who are you?”)

La risposta arriva immediata:
«Nave scuola Amerigo Vespucci, Marina Militare Italiana»
(“Amerigo Vespucci, training ship of the Italian Navy”).

La portaerei spegne i motori, in segno di rispetto, interrompe la navigazione e suona tre volte la sirena per salutare è risponde con il segnale luminoso :
«Siete la più bella nave del mondo»( “You are the most beautiful ship in the world”).

USS_Independence_(CVA-62)_Amerigo_Vespucci.jpg

Source U.S. Navy photo USN 1061619

La Marina Militare, in occasione della Giornata della Marina 2020, ha creato un video speciale per salire a bordo dello storico veliero, una visita a bordo di nave Vespucci per farti vedere i luoghi di bordo più famosi ma anche quelli più nascosti.
Benvenuto a bordo!

La Nave più Bella del Mondo - con Webmaster il 08/07/2020 14:53 

Sono trascorsi 58 anni dall'incontro del 12 luglio 1962 avvenuto nel Mar Mediterraneo dell'Amerigo Vespucci, comandata dal Capitano di Vascello Marco Revedin, con a la portaerei statunitense USS Independence (CVA-62), comandata dal Vice Ammiraglio ( VADM ) Captain Evan Peter Aurand.

Apparsa sul Radar la sagoma di una nave in avvicinamento dalla portaerei parti il lampeggiò con il segnale luminoso, chiedendo:
la domanda di rito: «Chi siete?»(“Who are you?”)

La risposta arriva immediata:
«Nave scuola Amerigo Vespucci, Marina Militare Italiana»
(“Amerigo Vespucci, training ship of the Italian Navy”).

La portaerei spegne i motori, in segno di rispetto, interrompe la navigazione e suona tre volte la sirena per salutare è risponde con il segnale luminoso :
«Siete la più bella nave del mondo»( “You are the most beautiful ship in the world”).

USS_Independence_(CVA-62)_Amerigo_Vespucci.jpg

Source U.S. Navy photo USN 1061619

La Marina Militare, in occasione della Giornata della Marina 2020, ha creato un video speciale per salire a bordo dello storico veliero, una visita a bordo di nave Vespucci per farti vedere i luoghi di bordo più famosi ma anche quelli più nascosti.
Benvenuto a bordo!

(08/07/2020 14:53)

Avi Schiffmann ed il Coronavirus - con Webmasteer il 12/06/2020 17:59 

Un ragazzo adolescente di 17 anni, Avi Schiffmann, ha creato un sito web di monitoraggio del coronavirus, il Tracker del coronavirus che copre tutto il mondo.

001.jpg

                                                      Clicca sull'immagine per collegarti al suo sito
Avi Schiffmann è uno studente ebreo americano delle scuole superiori di Mercer Island High School, vicino a Seattle, dello Stato di Washington, vive nel quartiere ebraico di Seattle. Sua madre Nathalie Acher è un medico e suo padre è un biologo, è il più grande degli altri due figli della famiglia Schiffmann.

Da piccolo Shiffman ha vissuto per un anno in Israele ed ha iniziato a studiare programmazione a soli 7 anni, ha letto nel corso degli anni molti articoli on line e guardato su Youtube tutorial di programmazione.
Da buon autodidatta e smanettone a iniziato ad interessarsi del Covid-19 durante le vacanze di Natale 2019, i suoi genitori lo hanno aiutato a comprendere le dinamiche della diffusione del Coronavirus. Utilizzando il codice, noto come “web scaping”, che ha dovuto imparare, ha creato un sito che gli permette di raccogliere dati da diverse fonti in tutto il mondo, la parte grafica è stata curata dall'amico Daniel Conlon che collabora con lui.

In pochi mesi è diventato un  personaggio, il suo sito "Ncov2019.live" è frequentato da numerosissime persone, circa 350 milioni di visitatori da quando ha aperto il sito e sembra che ad oggi abbia circa 30 milioni di visitatori al giorno, dei quali molti da Israele, all'inizio il sito si aggiornava ogni 10 minuti, oggi invece i dati si aggiornano automaticamente ogni minuto, raccoglendo i dati dall'Organizzazione mondiale della sanità, i Centri per il controllo delle malattie ed i vari siti governativi del mondo al fine di poter fornire numeri autentici e aggiornati sulla pandemia Covid-19.

Avi ha dichiarato di aver avuto molte difficoltà, all'inizio, per poter avere informazioni chiare e precise soprattutto dalla Cina in modo particolare per problemi con la lingua, il suo obbiettivo principale era quello di fornire un modo semplice per vedere i dati analizzati e renderli facilmente accessibili. Il sito si presenta con delle tabelle divise per nazione, stato e continente ed una grafica semplice ed efficace con le statistiche mondiali.

Un ragazzino con grande onestà intellettuale ha rifiutato le lusinghe economiche degli inserzionisti pubblicitari e delle multinazionali della tecnologia, non ha voluto pubblicità perchè queste rovinerebbero l'interfaccia utente, inoltre sa che molti non hanno computer o connessioni Internet veloci e pertanto le pubblicità rallenterebbero il sito. Il sito vive soprattutto di donazioni dei lettori, il pulsante “Buy me a coffee”(Offrimi un caffè) in alto a destra sulla home del sito, è un semplice push per poter donare ad Avi e Daniel.

Avi Schiffmann grazie al suo sito web ha vinto il premio "Webby Person on the Year".

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Avi Schiffmann ed il Coronavirus - con Webmasteer il 12/06/2020 17:59 

Un ragazzo adolescente di 17 anni, Avi Schiffmann, ha creato un sito web di monitoraggio del coronavirus, il Tracker del coronavirus che copre tutto il mondo.

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                                                      Clicca sull'immagine per collegarti al suo sito
Avi Schiffmann è uno studente ebreo americano delle scuole superiori di Mercer Island High School, vicino a Seattle, dello Stato di Washington, vive nel quartiere ebraico di Seattle. Sua madre Nathalie Acher è un medico e suo padre è un biologo, è il più grande degli altri due figli della famiglia Schiffmann.

Da piccolo Shiffman ha vissuto per un anno in Israele ed ha iniziato a studiare programmazione a soli 7 anni, ha letto nel corso degli anni molti articoli on line e guardato su Youtube tutorial di programmazione.
Da buon autodidatta e smanettone a iniziato ad interessarsi del Covid-19 durante le vacanze di Natale 2019, i suoi genitori lo hanno aiutato a comprendere le dinamiche della diffusione del Coronavirus. Utilizzando il codice, noto come “web scaping”, che ha dovuto imparare, ha creato un sito che gli permette di raccogliere dati da diverse fonti in tutto il mondo, la parte grafica è stata curata dall'amico Daniel Conlon che collabora con lui.

In pochi mesi è diventato un  personaggio, il suo sito "Ncov2019.live" è frequentato da numerosissime persone, circa 350 milioni di visitatori da quando ha aperto il sito e sembra che ad oggi abbia circa 30 milioni di visitatori al giorno, dei quali molti da Israele, all'inizio il sito si aggiornava ogni 10 minuti, oggi invece i dati si aggiornano automaticamente ogni minuto, raccoglendo i dati dall'Organizzazione mondiale della sanità, i Centri per il controllo delle malattie ed i vari siti governativi del mondo al fine di poter fornire numeri autentici e aggiornati sulla pandemia Covid-19.

Avi ha dichiarato di aver avuto molte difficoltà, all'inizio, per poter avere informazioni chiare e precise soprattutto dalla Cina in modo particolare per problemi con la lingua, il suo obbiettivo principale era quello di fornire un modo semplice per vedere i dati analizzati e renderli facilmente accessibili. Il sito si presenta con delle tabelle divise per nazione, stato e continente ed una grafica semplice ed efficace con le statistiche mondiali.

Un ragazzino con grande onestà intellettuale ha rifiutato le lusinghe economiche degli inserzionisti pubblicitari e delle multinazionali della tecnologia, non ha voluto pubblicità perchè queste rovinerebbero l'interfaccia utente, inoltre sa che molti non hanno computer o connessioni Internet veloci e pertanto le pubblicità rallenterebbero il sito. Il sito vive soprattutto di donazioni dei lettori, il pulsante “Buy me a coffee”(Offrimi un caffè) in alto a destra sulla home del sito, è un semplice push per poter donare ad Avi e Daniel.

Avi Schiffmann grazie al suo sito web ha vinto il premio "Webby Person on the Year".

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(12/06/2020 17:59)

COVID-19 del 2019-2020 Storia della Pandemia - con Webmaster il 08/06/2020 00:00 

COVID-19 del 2019-2020 Storia della Pandemia

Il COVID-19 è una malattia infettiva respiratoria causata dal virus denominato SARS-CoV-2 appartenente alla famiglia dei coronavirus.
Il coronavirus SARS-CoV-2 è un ceppo virale appartenente sottogenere Sarbecovirus, della sottofamiglia dei coronavirus (Orthocoronavirinae), responsabili di patologie che vanno dal raffreddore comune a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS). I coronavirus sono una vasta famiglia di virus, ma solo sei (229E, NL63, OC43, HKU1, MERS-CoV, SARS-CoV) erano precedentemente noti per la capacità di infettare le persone, quindi il SARS-CoV-2 è il settimo.
Una persona infetta può presentare sintomi dopo un periodo di incubazione che può variare tra 2 e 14 giorni circa (raramente ci sono stati casi che presentavano sintomi dopo 29 giorni), durante i quali può comunque essere contagiosa. Il virus si trasmette per via aerea, molto spesso tramite le goccioline respiratorie chiamate anche droplet o droplets.

Epidemiologia e cenni storici
Nel Novembre 2019 Viene registrato il primo caso di contagio accertato da COVID-19, si tratta di un cinquantacinquenne della provincia dello Hubei. Inizialmente il virus non è stato riconosciuto come un nuovo tipo di coronavirus ma come un caso di simil-polmonite e la notizia è stata divulgata dal governo cinese solamente il 13 gennaio 2020.
Intorno a metà dicembre 2019, le autorità sanitarie della città di Wuhan in Cina (circa 11 milioni di abitanti), riscontrarono i primi casi di pazienti che mostravano i sintomi di una "polmonite di causa sconosciuta"; questo primo gruppo di malati era in qualche modo collegato al locale mercato umido, costituito da circa un migliaio di bancarelle su cui si vendevano anche polli, fagiani, pipistrelli, marmotte, serpenti, cervi macchiati e organi di conigli oltre ad altri animali selvatici. L'origine è ad oggi ancora incerta, ma l'ipotesi più accreditata è che si tratti di un nuovo coronavirus proveniente da una fonte animale (una zoonosi).
La malattia viene identificata per la prima volta il 31 dicembre 2019 dalle autorità sanitarie della città di Wuhan, capitale della provincia di Hubei in Cina, anche se i primi casi si riscontrarono nel novembre del 2019 e il governo cinese decise di non promulgare la notizia al di fuori della Cina fino a Gennaio quando il virus aveva già circolato per almeno due mesi in tutto il mondo.
Il ceppo responsabile della pandemia è stato identificato nei primi giorni di gennaio 2020 e designato SARS-CoV-2 o "Nuovo Coronavirus di Wuhan", mentre il suo genoma è stato pubblicato il 10 gennaio.

Verso la fine di gennaio 2020 il virus si è diffuso a Bangkok (Thailandia), Tokyo (Giappone), Seul (Corea del Sud), Cina, Taiwan, Hong Kong, Macao, in Malesia, Giappone, Stati Uniti, Vietnam, Singapore, Francia, Germania, Australia, Canada, Nepal, Cambogia, Sri Lanka, Italia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Spagna.

Al 25 gennaio 2020 non è ancora stato confermato quale possa essere il serbatoio naturale del virus nella fauna selvatica e l'ospite intermedio che lo ha trasmesso agli esseri umani. È stato invece confermato che il SARS-CoV-2 riesce a entrare nella cellula umana attraverso il recettore ACE 2, come il virus SARS.
Il 31 gennaio 2020 il governo italiano, a seguto della dichiarazione di "Emergenza internazionale di salute pubblica” da parte dell'OMS, delibera lo stato d’emergenza, per la durata di sei mesi.
L'11 febbraio 2020 l'OMS (Organizzazione mondiale della sanità) ha annunciato che la malattia respiratoria causata dal nuovo coronavirus è stata chiamata COVID-19, l'OMS ha inoltre ha spiegato il significato dell'acronimo come segue: "CO" - Corona, "VI" - Virus e "D" per Disease (Malattia in lingua inglese), mentre 19 sta ad indicare l'anno durante il quale il virus è stato identificato per la prima volta, cioè il31 dicembre 2019. Mentre acronimo di SARS-CoV-2 deriva dall'inglese ed è Severe Acute Respiratory Syndrome - Coronavirus - 2.
L’11 marzo il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha annunciato in diretta dalla Svizzera che poiché sono stati registrati più di 118mila casi di Covid-19 in 114 paesi, e 4.291 persone hanno perso la vita, si è passati da un’epidemia a una pandemia.

Sebbene nel tempo il tasso di mortalità del COVID-19 si sia rivelato decisamente più basso di quello dell'epidemia di SARS che aveva imperversato nel 2003,la trasmissione del virus SARS-CoV-2, alla base del COVID-19, è risultata essere molto più ampia di quella del precedente virus del 2003, ed ha portato a un numero totale di morti molto più elevato.

Per contrastare l'infezione del virus vi sono stati numerosi test di Trattamento farmacologico quali Chemioterapici antimicrobici, Antivirali, Antimalarici, Antinfiammatori, Immunosoppressori e anticorpi monoclonali, Monossido di azoto, Camostat mesilato, Anticoagulanti ed Antagonisti del recettore per l'angiotensina II.
Al 16 marzo 2020 sono registrate nel mondo ben 625 sperimentazioni sull'uomo riferite a farmaci o vaccini e procedure diagnostiche contro la COVID-19.
A tutt'oggi non esiste nessun trattamento o vaccino disponibile per l'infezione da SARS-CoV-2.

Prevenzione e Protezione individuale
Tutorial Conosciamo il rischio. Nuovo Coronavirus prodotto dall' INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

COVID-19 del 2019-2020 Storia della Pandemia - con Webmaster il 08/06/2020 00:00 

COVID-19 del 2019-2020 Storia della Pandemia

Il COVID-19 è una malattia infettiva respiratoria causata dal virus denominato SARS-CoV-2 appartenente alla famiglia dei coronavirus.
Il coronavirus SARS-CoV-2 è un ceppo virale appartenente sottogenere Sarbecovirus, della sottofamiglia dei coronavirus (Orthocoronavirinae), responsabili di patologie che vanno dal raffreddore comune a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS). I coronavirus sono una vasta famiglia di virus, ma solo sei (229E, NL63, OC43, HKU1, MERS-CoV, SARS-CoV) erano precedentemente noti per la capacità di infettare le persone, quindi il SARS-CoV-2 è il settimo.
Una persona infetta può presentare sintomi dopo un periodo di incubazione che può variare tra 2 e 14 giorni circa (raramente ci sono stati casi che presentavano sintomi dopo 29 giorni), durante i quali può comunque essere contagiosa. Il virus si trasmette per via aerea, molto spesso tramite le goccioline respiratorie chiamate anche droplet o droplets.

Epidemiologia e cenni storici
Nel Novembre 2019 Viene registrato il primo caso di contagio accertato da COVID-19, si tratta di un cinquantacinquenne della provincia dello Hubei. Inizialmente il virus non è stato riconosciuto come un nuovo tipo di coronavirus ma come un caso di simil-polmonite e la notizia è stata divulgata dal governo cinese solamente il 13 gennaio 2020.
Intorno a metà dicembre 2019, le autorità sanitarie della città di Wuhan in Cina (circa 11 milioni di abitanti), riscontrarono i primi casi di pazienti che mostravano i sintomi di una "polmonite di causa sconosciuta"; questo primo gruppo di malati era in qualche modo collegato al locale mercato umido, costituito da circa un migliaio di bancarelle su cui si vendevano anche polli, fagiani, pipistrelli, marmotte, serpenti, cervi macchiati e organi di conigli oltre ad altri animali selvatici. L'origine è ad oggi ancora incerta, ma l'ipotesi più accreditata è che si tratti di un nuovo coronavirus proveniente da una fonte animale (una zoonosi).
La malattia viene identificata per la prima volta il 31 dicembre 2019 dalle autorità sanitarie della città di Wuhan, capitale della provincia di Hubei in Cina, anche se i primi casi si riscontrarono nel novembre del 2019 e il governo cinese decise di non promulgare la notizia al di fuori della Cina fino a Gennaio quando il virus aveva già circolato per almeno due mesi in tutto il mondo.
Il ceppo responsabile della pandemia è stato identificato nei primi giorni di gennaio 2020 e designato SARS-CoV-2 o "Nuovo Coronavirus di Wuhan", mentre il suo genoma è stato pubblicato il 10 gennaio.

Verso la fine di gennaio 2020 il virus si è diffuso a Bangkok (Thailandia), Tokyo (Giappone), Seul (Corea del Sud), Cina, Taiwan, Hong Kong, Macao, in Malesia, Giappone, Stati Uniti, Vietnam, Singapore, Francia, Germania, Australia, Canada, Nepal, Cambogia, Sri Lanka, Italia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Spagna.

Al 25 gennaio 2020 non è ancora stato confermato quale possa essere il serbatoio naturale del virus nella fauna selvatica e l'ospite intermedio che lo ha trasmesso agli esseri umani. È stato invece confermato che il SARS-CoV-2 riesce a entrare nella cellula umana attraverso il recettore ACE 2, come il virus SARS.
Il 31 gennaio 2020 il governo italiano, a seguto della dichiarazione di "Emergenza internazionale di salute pubblica” da parte dell'OMS, delibera lo stato d’emergenza, per la durata di sei mesi.
L'11 febbraio 2020 l'OMS (Organizzazione mondiale della sanità) ha annunciato che la malattia respiratoria causata dal nuovo coronavirus è stata chiamata COVID-19, l'OMS ha inoltre ha spiegato il significato dell'acronimo come segue: "CO" - Corona, "VI" - Virus e "D" per Disease (Malattia in lingua inglese), mentre 19 sta ad indicare l'anno durante il quale il virus è stato identificato per la prima volta, cioè il31 dicembre 2019. Mentre acronimo di SARS-CoV-2 deriva dall'inglese ed è Severe Acute Respiratory Syndrome - Coronavirus - 2.
L’11 marzo il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha annunciato in diretta dalla Svizzera che poiché sono stati registrati più di 118mila casi di Covid-19 in 114 paesi, e 4.291 persone hanno perso la vita, si è passati da un’epidemia a una pandemia.

Sebbene nel tempo il tasso di mortalità del COVID-19 si sia rivelato decisamente più basso di quello dell'epidemia di SARS che aveva imperversato nel 2003,la trasmissione del virus SARS-CoV-2, alla base del COVID-19, è risultata essere molto più ampia di quella del precedente virus del 2003, ed ha portato a un numero totale di morti molto più elevato.

Per contrastare l'infezione del virus vi sono stati numerosi test di Trattamento farmacologico quali Chemioterapici antimicrobici, Antivirali, Antimalarici, Antinfiammatori, Immunosoppressori e anticorpi monoclonali, Monossido di azoto, Camostat mesilato, Anticoagulanti ed Antagonisti del recettore per l'angiotensina II.
Al 16 marzo 2020 sono registrate nel mondo ben 625 sperimentazioni sull'uomo riferite a farmaci o vaccini e procedure diagnostiche contro la COVID-19.
A tutt'oggi non esiste nessun trattamento o vaccino disponibile per l'infezione da SARS-CoV-2.

Prevenzione e Protezione individuale
Tutorial Conosciamo il rischio. Nuovo Coronavirus prodotto dall' INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

(08/06/2020 00:00)

Aspettando i Falò - con Webmaster il 06/02/2020 00:00 

Tutti gli anni, nelle Valli Valdesi, la sera del 16 febbraio la tradizione vuole che si usi accendere dei falò commemorativi per ricordare il 17 febbraio 1848, in quel giorno vennero promulgate lo Statuto e le Lettere Patenti con cui il Re Carlo Alberto concesse i diritti civili e politici ai valdesi (pubblicate il successivo 25 febbraio), ma non la piena libertà religiosa.

E' impossibile dire quanti siano i falò che vengono accesi la sera del 16 febbraio, alle ore 20, sulle pendici dei monti della Val Pellice, della Val Chisone e della Val Germanasca ed anche sulle colline del pinerolese. Attorno a questi fuochi la gente si raduna festosamente, riscaldandosi con un bicchiere di “vin brulé” o di cioccolata calda generosamente offerto da chi a preparato il falò.

Il falò più importante della Val Pellice è in località Stallè, una borgata che si trova sulla strada che da Torre Pellice conduce ad Angrogna

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il falò preparato quest'anno.

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il luogo dove vi è il falò in località Stallè

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Un immagine del falò dello scorso anno

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Perché i Valdesi accendono i falò per celebrare il 17 febbraio, qual è il significato?

La leggenda vuole che alcuni giovani valdesi erano stati mandati a Torino, davanti al palazzo reale, per avere più informazioni sulla notizia. Appena seppero che il re aveva dato la sua approvazione, i giovani salirono in groppa ai loro cavalli e con foga si precipitarono verso le Valli. La popolazione valdese li aspettava con ansia ed i primi che li videro, intuirono la buona notizia, e per avvisare più velocemente tutta la borgata accesero un falò, chi vedeva, anche da lontano i falò, capirono ed accesero anche loro dei falò, in poco tempo le valli furono illuminate da fuochi e gente in festa.


L’originale delle Lettere Patenti del 17 febbraio 1848 – con cui il Re Carlo Alberto concesse ai valdesi i diritti civili e politici, fra cui la possibilità di frequentare scuole, Università e conseguire titoli accademici e arruolarsi è conservato all’Archivio di Stato di Torino.

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La trascrizione del documento è la seguente:

    Lettere Patenti del re Carlo Alberto 17 febbraio 1848
    CARLO ALBERTO
    per grazia di Dio
    re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme
    duca di Savoia, di Genova, ec ec
    principe di Piemonte, ec ec

Prendendo in considerazione la fedeltà ed i buoni sentimenti delle popolazioni Valdesi, i Reali Nostri Predecessori hanno gradatamente e con successivi provvedimenti abrogate in parte o moderate le leggi che anticamente restringevano le loro capacità civili. E Noi stessi, seguendone le traccie, abbiamo concedute a que’ Nostri sudditi sempre più ampie facilitazioni, accordando frequenti e larghe dispense dalla osservanza delle leggi medesime. Ora poi che, cessati i motivi da cui quelle restrizioni erano state suggerite, può compiersi il sistema a loro favore progressivamente già adottato, Ci siamo di buon grado risoluti a farli partecipi di tutti i vantaggi conciliabili con le massime generali della nostra legislazione.  Epperciò per le seguenti, di Nostra certa scienza, Regia autorità, avuto il parere del Nostro Consiglio, abbiamo ordinato ed ordiniamo quanto segue:
I Valdesi sono ammessi a godere di tutti i diritti civili e politici de’ Nostri sudditi; a frequentare le scuole dentro e fuori delle Università, ed a conseguire i gradi accademici.
Nulla è però innovato quanto all’esercizio del loro culto ed alle scuole da essi dirette.
Date in Torino, addì diciassette del mese di febbraio, l’anno del Signore mille ottocento quarantotto e del Regno Nostro il Decimottavo.

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Dopo secoli di persecuzioni e di umiliazioni, i valdesi vedevano riconosciuti dignità e diritti, infatti fino al febbraio 1848 era loro proibita la frequenza delle scuole pubbliche e d essi non potevano nemmeno possedere beni immobili. A favore della parità di diritti civili per i valdesi vi era stata una petizione di cui il primo firmatario era Roberto d’Azeglio seguito da altri seicento, quali Camillo Cavour ed anche 75 ecclesiastici cattolici.
Bisogna ricordare che i Valdesi vennero scomunicati nel 1184 ma riuscirono a diffondersi comunque in varie zone europee, tra cui la Francia meridionale, alcune aree della Germania, in Italia in molte vallate delle Alpi occidentali ed anche in alcune regioni meridionali. Durante i secoli successivi furono repressi violentemente. Dopo la Riforma protestante del 1532 riuscirono ad insediarsi stabilmente nelle attuali valli alpine della Val Pellice e della Val Germanasca. I Savoia, prima tentarono di annientarli e reprimerli poi di tollerarli, infatti furono sostanzialmente riconosciuti come elemento sgradito ma non eliminabile dal territorio piemontese, di fatto rimasero confinati nelle valli Pellice, Chisone e Germanasca. Non erano cittadini del Regno di Sardegna, mancavano di ogni diritto ed erano dediti ad una vita di povertà e in quanto le valli dove vivevano erano disagevoli e selvagge.

Il 29 marzo dello stesso anno analogo provvedimento di emancipazione fu adottato nei confronti degli Ebrei.

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Bisogna inoltre ricordare che oltre ad essere la festa dei Valdesi il 17 febbraio è anche il giorno in cui Giordano Bruno fu assassinato brutalmente dall'inquisizione cattolica.

Filippo Bruno, noto con il nome di Giordano Bruno (Nola, 1548 – Roma, 17 febbraio 1600), è stato un filosofo, scrittore e frate domenicano italiano vissuto nel XVI secolo. L'8 febbraio 1600, al cospetto dei cardinali inquisitori e dei consultori Benedetto Mandina, Francesco Pietrasanta e Pietro Millini, è costretto ad ascoltare in ginocchio la sentenza che lo scaccia dal foro ecclesiastico e lo consegna al braccio secolare. Giordano Bruno, terminata la lettura della sentenza, secondo la testimonianza di Caspar Schoppe, si alza e ai giudici indirizza la storica frase: «Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam» («Forse tremate più voi nel pronunciare contro di me questa sentenza che io nell'ascoltarla»). Dopo aver rifiutato i conforti religiosi ed il crocefisso, il 17 febbraio 1600, con la lingua in giova – serrata da una mordacchia perché non possa parlare – viene condotto in piazza Campo de' Fiori, denudato, legato a un palo e arso vivo. Le sue ceneri saranno gettate nel Tevere.

Aspettando i Falò - con Webmaster il 06/02/2020 00:00 

Tutti gli anni, nelle Valli Valdesi, la sera del 16 febbraio la tradizione vuole che si usi accendere dei falò commemorativi per ricordare il 17 febbraio 1848, in quel giorno vennero promulgate lo Statuto e le Lettere Patenti con cui il Re Carlo Alberto concesse i diritti civili e politici ai valdesi (pubblicate il successivo 25 febbraio), ma non la piena libertà religiosa.

E' impossibile dire quanti siano i falò che vengono accesi la sera del 16 febbraio, alle ore 20, sulle pendici dei monti della Val Pellice, della Val Chisone e della Val Germanasca ed anche sulle colline del pinerolese. Attorno a questi fuochi la gente si raduna festosamente, riscaldandosi con un bicchiere di “vin brulé” o di cioccolata calda generosamente offerto da chi a preparato il falò.

Il falò più importante della Val Pellice è in località Stallè, una borgata che si trova sulla strada che da Torre Pellice conduce ad Angrogna

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il falò preparato quest'anno.

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il luogo dove vi è il falò in località Stallè

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Un immagine del falò dello scorso anno

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Perché i Valdesi accendono i falò per celebrare il 17 febbraio, qual è il significato?

La leggenda vuole che alcuni giovani valdesi erano stati mandati a Torino, davanti al palazzo reale, per avere più informazioni sulla notizia. Appena seppero che il re aveva dato la sua approvazione, i giovani salirono in groppa ai loro cavalli e con foga si precipitarono verso le Valli. La popolazione valdese li aspettava con ansia ed i primi che li videro, intuirono la buona notizia, e per avvisare più velocemente tutta la borgata accesero un falò, chi vedeva, anche da lontano i falò, capirono ed accesero anche loro dei falò, in poco tempo le valli furono illuminate da fuochi e gente in festa.


L’originale delle Lettere Patenti del 17 febbraio 1848 – con cui il Re Carlo Alberto concesse ai valdesi i diritti civili e politici, fra cui la possibilità di frequentare scuole, Università e conseguire titoli accademici e arruolarsi è conservato all’Archivio di Stato di Torino.

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La trascrizione del documento è la seguente:

    Lettere Patenti del re Carlo Alberto 17 febbraio 1848
    CARLO ALBERTO
    per grazia di Dio
    re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme
    duca di Savoia, di Genova, ec ec
    principe di Piemonte, ec ec

Prendendo in considerazione la fedeltà ed i buoni sentimenti delle popolazioni Valdesi, i Reali Nostri Predecessori hanno gradatamente e con successivi provvedimenti abrogate in parte o moderate le leggi che anticamente restringevano le loro capacità civili. E Noi stessi, seguendone le traccie, abbiamo concedute a que’ Nostri sudditi sempre più ampie facilitazioni, accordando frequenti e larghe dispense dalla osservanza delle leggi medesime. Ora poi che, cessati i motivi da cui quelle restrizioni erano state suggerite, può compiersi il sistema a loro favore progressivamente già adottato, Ci siamo di buon grado risoluti a farli partecipi di tutti i vantaggi conciliabili con le massime generali della nostra legislazione.  Epperciò per le seguenti, di Nostra certa scienza, Regia autorità, avuto il parere del Nostro Consiglio, abbiamo ordinato ed ordiniamo quanto segue:
I Valdesi sono ammessi a godere di tutti i diritti civili e politici de’ Nostri sudditi; a frequentare le scuole dentro e fuori delle Università, ed a conseguire i gradi accademici.
Nulla è però innovato quanto all’esercizio del loro culto ed alle scuole da essi dirette.
Date in Torino, addì diciassette del mese di febbraio, l’anno del Signore mille ottocento quarantotto e del Regno Nostro il Decimottavo.

003_separatore.gif

Dopo secoli di persecuzioni e di umiliazioni, i valdesi vedevano riconosciuti dignità e diritti, infatti fino al febbraio 1848 era loro proibita la frequenza delle scuole pubbliche e d essi non potevano nemmeno possedere beni immobili. A favore della parità di diritti civili per i valdesi vi era stata una petizione di cui il primo firmatario era Roberto d’Azeglio seguito da altri seicento, quali Camillo Cavour ed anche 75 ecclesiastici cattolici.
Bisogna ricordare che i Valdesi vennero scomunicati nel 1184 ma riuscirono a diffondersi comunque in varie zone europee, tra cui la Francia meridionale, alcune aree della Germania, in Italia in molte vallate delle Alpi occidentali ed anche in alcune regioni meridionali. Durante i secoli successivi furono repressi violentemente. Dopo la Riforma protestante del 1532 riuscirono ad insediarsi stabilmente nelle attuali valli alpine della Val Pellice e della Val Germanasca. I Savoia, prima tentarono di annientarli e reprimerli poi di tollerarli, infatti furono sostanzialmente riconosciuti come elemento sgradito ma non eliminabile dal territorio piemontese, di fatto rimasero confinati nelle valli Pellice, Chisone e Germanasca. Non erano cittadini del Regno di Sardegna, mancavano di ogni diritto ed erano dediti ad una vita di povertà e in quanto le valli dove vivevano erano disagevoli e selvagge.

Il 29 marzo dello stesso anno analogo provvedimento di emancipazione fu adottato nei confronti degli Ebrei.

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Bisogna inoltre ricordare che oltre ad essere la festa dei Valdesi il 17 febbraio è anche il giorno in cui Giordano Bruno fu assassinato brutalmente dall'inquisizione cattolica.

Filippo Bruno, noto con il nome di Giordano Bruno (Nola, 1548 – Roma, 17 febbraio 1600), è stato un filosofo, scrittore e frate domenicano italiano vissuto nel XVI secolo. L'8 febbraio 1600, al cospetto dei cardinali inquisitori e dei consultori Benedetto Mandina, Francesco Pietrasanta e Pietro Millini, è costretto ad ascoltare in ginocchio la sentenza che lo scaccia dal foro ecclesiastico e lo consegna al braccio secolare. Giordano Bruno, terminata la lettura della sentenza, secondo la testimonianza di Caspar Schoppe, si alza e ai giudici indirizza la storica frase: «Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam» («Forse tremate più voi nel pronunciare contro di me questa sentenza che io nell'ascoltarla»). Dopo aver rifiutato i conforti religiosi ed il crocefisso, il 17 febbraio 1600, con la lingua in giova – serrata da una mordacchia perché non possa parlare – viene condotto in piazza Campo de' Fiori, denudato, legato a un palo e arso vivo. Le sue ceneri saranno gettate nel Tevere.

(06/02/2020 00:00)

Ho perso mio fratello improvvisamente, ed è la prima volta che scrivo di lui - con Webmaster il 27/11/2019 00:00 

Nella notte tra Venerdì e Sabato 23 Novembre ti sei spento improvvisamente, mentre stavi per andare in ospedale per quel male al braccio che ti aveva colto, ma che minimizzavi come al tuo solito. Era notte avevi accanto solo la tua compagna e senza emettere una gemito di dolore ti sei improvvisamente accasciato a terra. La tua compagna mi ha cercato ma per uno strano scherzo del destino il mio telefono era spento, cosa che non accade quasi mai. So che pochi attimi prima di morire stavi scherzando come facevi di solito.

Avevi solo due anni meno di me, per la precisione 20 mesi di differenza, ma benché più piccolo di me sovente mi davi consigli intelligenti e disinteressati, quasi fossi tu il fratello più vecchio, eri un fratello ma anche un amico molto speciale.

Sei stato stroncato da un fulmineo arresto cardiaco, i medici del 118 non sono riusciti a far ripartire il tuo cuore e forse è stato meglio così che avere i problemi di un ipossia cerebrale o danni neurologici irreparabili, cosa che non avresti accettato.

Da un anno a questa parte non riuscivi più a fare la tua solita vita, da quando eri stato operato alla schiena e sapevi di dover fare un lungo periodo per poter tornare a camminare senza problemi per il completo recupero funzionale, ti sei chiuso in te stesso. Non ci siamo più frequentati con assiduità come accadeva prima, non telefonavi più ed ero io a chiamarti per avere notizie, mi sembrava quasi di disturbare chiamandoti, non conoscerò mai la vera causa di questo, forse la momentanea disabilità che stavi subendo ti ha portato a chiuderti o la tua riservatezza ed il non poter fare come avresti voluto.

So che avevi dei bei progetti per il futuro, che purtroppo non si avvereranno.

Te ne sei andato improvvisamente senza vedere in volto la morte, creando solo quel poco di “disturbo” imprescindibile in queste circostanze.

Ti ho voluto vedere nella camera mortuaria, infatti non riuscivo ancora a credere alla tua morte, ma non sono riuscito a rimanere li molto, entravo ti guardavo e poi dovevo uscir fuori, il mio cuore veniva attanagliato da una morsa di dolore, non riesco a darmi una ragione di ciò, ringrazio la tua compagna di aver trascorso lunghe ore con Te in camera mortuaria.

Ricordo ché nell’età adolescenziale, era la fine degli anni sessanta, frequentavamo gli stessi amici e gli stessi luoghi, io che sono un po’ orso, non ho tenuto i contatti con i vecchi amici, tu invece si anche se avevamo cambiato città e questi erano lontani, d'altronde eravamo molto diversi nel carattere. Hai sempre vissuto la tua vita in modo semplice ed umile, ma non potrò mai criticare le tue scelte e quello che hai fatto, eri sempre pronto ad aiutare qualcuno. Ne abbiamo passate così tante …insieme si andava in chiesa, in vacanza al mare o dalla nonna, a fare lunghe passeggiate in bicicletta, insomma, tu eri sempre con me, avevo l’amico migliore del mondo ed ora non ce l’ho più.

Purtroppo quando la morte chiama non si sa in anticipo, è una fase della vita che bisogna accettare per quello che è, non si può ne evitare ne cancellare. Quando arriva quel tempo ed un fratello va via insieme a lui va via anche una parte della nostra esistenza. Rimangono i ricordi, dei momenti di dolore e di quelli di gioia vissuti assieme.

Te ne sei andato così come hai vissuto la tua vita, le cose normali non erano da te ed anche lasciarci in modo normale non avresti potuto farlo.

Ho subito altri dolori ed elaborato quei lutti, ma la tua dipartita, oltre a lasciarmi addolorato ed esterrefatto, mi ha fatto capire quanto siano importanti le piccole cose, che non dobbiamo rimandare al domani, che potrebbe non esserci, quello che possiamo fare oggi. Mi ha fatto diventare consapevole che il tempo a nostra disposizione per vivere senza rimpianti è troppo poco, può sfuggirci di mano in ogni momento senza che noi si possa far nulla.

Avevamo avuto tanti anni addietro delle controversie, di quelle che possono nascere in qualsiasi famiglia, non ci eravamo parlati per un po’ di tempo, poi grazie all’intervento di un amico comune e delle nostre reciproche compagne ci eravamo rappacificati con gioia di entrambi.

Quando ero stato costretto a cercare una casa nuova, mi avevi trovato rapidamente una casa da acquistare, eri stato molto convincente dicendomi compra casa, fai un mutuo, non vorrai passare la tua vita in case in affitto. So che quella casa che mi avevi trovato piaceva anche a te, ora più che mai ti ringrazio di avermi convinto in questa decisione.

Grazie per esserci sempre stato, la tua voce al telefono, per informarti sulla mia salute, darmi dei consigli o semplicemente per augurarmi buon compleanno, insomma nelle occasioni che contano o in cui vi era bisogno la tua presenza ed il tuo generoso sorriso c’è sempre stata, come il tuo modo di essere era unico.

Mi ricordo, come se fosse adesso, che quando nostra sorella era ormai alla fine ti impegnasti a passare le notti con Lei finche spiro, per poi telefonarmi vieni che se ne è andata, allora la cosa non mi colpi come la tua perché, benché nostra sorella fosse giovanissima, sapevo che sarebbe mancata a causa della sua brutta malattia, e probabilmente avevo già elaborato il lutto in precedenza.

Sei stato un grande amante degli animali dei tuoi gatti ma in modo particolare i tuoi cagnetti che avevi salvato da morte certa. Avevi salvato una cucciolata non voluta, cercando tra i vari colleghi ed amici chi si fosse preso cura di uno dei cuccioli, era rimasta Pippi che avevi portato a casa convincendo nostra madre che sarebbe stata per lei una compagnia, ma questa cagnetta era sempre in giro con te appena i vari impegni te lo permettevano. Quando la mamma è volata in cielo il legame, già forte, si è ulteriormente rafforzato, Pippi era praticamente sempre insieme a Te la ricordo in auto dietro di Te con la testina fuori dal finestrino a godersi il vento, o quando ogni volta che venivi a trovarmi Pippi era con Te. Alla sua morte, dopo molti anni trascorsi insieme, l’avevi fatta cremare e tenuto con te la sua cassettina dicendomi così mi è ancora vicina. Era trascorso un po’ di tempo ed avevi salvato Neve che a causa dei suoi problemi ad una zampina volevano sopprimere e cosi come avevi fatto con Pippi avevi viziato Neve.

Le altre tue passioni erano l’informatica, la magia e fare il “Meisinour”, come si dice in piemontese, ovvero “quello che rimette a posto le ossa”.

Avevi fatto il direttore di una casa di riposo, e ricordo come i vecchietti che venivano da te in ufficio, anche solo per una banalità, tu li ascoltavi con pazienza e li consolavi, ne uscivano quindi contenti e rinfrancati.

L’etimologia del tuo primo nome Franco significa letteralmente dall'antico germanico "Uomo Libero" e Tu eri libero veramente.

Sei stato sepolto nella massima semplicità, come desideravi. Una funzione funebre semplicissima, proprio come avresti voluto, il non voler andare in chiesa ma solamente le parole del sacerdote e di un amico al campo santo. Benché non avevi voluto che fossero fatti dei “Tiletti” che annunciavano la Tua morte, vi erano molte persone al Tuo funerale, qualche parente con cui ci si incontra solamente in queste tristi circostanze, qualche amico che aveva saputo per vie traverse della tua morte, e molte persone che io non conosco ma che probabilmente ti conoscevano.

Mi hanno particolarmente colpito due nostri amici comuni, uno che uscendo dalla camera mortuaria si è messo a piangere in disparte e che dopo mi ha detto di aver appreso per caso della tua morte, l’altro che mi ha detto io in camera mortuaria non ci riesco a stare. Da parte mia, purtroppo, il dolore me lo porto dentro, poche lacrime ma un dolore immenso nel cuore, ti venivo vicino poi dovevo andar via non riuscivo ad accettare la tua morte, così come non la accetto tuttora.

Sapevo bene come la pensavi e mi è apparso come tutto fosse stato diretto da Te, anche perdere il carro funebre ed andare in un altro cimitero, Tu avresti voluto proprio così.

Ora intorno a me sento un grande senso di vuoto associato ad un grande dolore.

Sapevo che eri importante per me la mia e la tua compagna, per me in modo speciale, non so neppure io il perché non te l’ho mai detto e di questo me ne pento molto.

Ciao Franco, spero che un giorno, in un'altra vita od in un’altra dimensione potremo ritrovarci e così avrò l’occasione di dirti ciò che non ti ho mai detto,
grazie per tutto quello che mi hai dato ed insegnato in questa vita.

Purtroppo non so scrivere bene come facevi tu, ma penso che mi capirai come hai sempre fatto.

Ho perso mio fratello improvvisamente, ed è la prima volta che scrivo di lui - con Webmaster il 27/11/2019 00:00 

Nella notte tra Venerdì e Sabato 23 Novembre ti sei spento improvvisamente, mentre stavi per andare in ospedale per quel male al braccio che ti aveva colto, ma che minimizzavi come al tuo solito. Era notte avevi accanto solo la tua compagna e senza emettere una gemito di dolore ti sei improvvisamente accasciato a terra. La tua compagna mi ha cercato ma per uno strano scherzo del destino il mio telefono era spento, cosa che non accade quasi mai. So che pochi attimi prima di morire stavi scherzando come facevi di solito.

Avevi solo due anni meno di me, per la precisione 20 mesi di differenza, ma benché più piccolo di me sovente mi davi consigli intelligenti e disinteressati, quasi fossi tu il fratello più vecchio, eri un fratello ma anche un amico molto speciale.

Sei stato stroncato da un fulmineo arresto cardiaco, i medici del 118 non sono riusciti a far ripartire il tuo cuore e forse è stato meglio così che avere i problemi di un ipossia cerebrale o danni neurologici irreparabili, cosa che non avresti accettato.

Da un anno a questa parte non riuscivi più a fare la tua solita vita, da quando eri stato operato alla schiena e sapevi di dover fare un lungo periodo per poter tornare a camminare senza problemi per il completo recupero funzionale, ti sei chiuso in te stesso. Non ci siamo più frequentati con assiduità come accadeva prima, non telefonavi più ed ero io a chiamarti per avere notizie, mi sembrava quasi di disturbare chiamandoti, non conoscerò mai la vera causa di questo, forse la momentanea disabilità che stavi subendo ti ha portato a chiuderti o la tua riservatezza ed il non poter fare come avresti voluto.

So che avevi dei bei progetti per il futuro, che purtroppo non si avvereranno.

Te ne sei andato improvvisamente senza vedere in volto la morte, creando solo quel poco di “disturbo” imprescindibile in queste circostanze.

Ti ho voluto vedere nella camera mortuaria, infatti non riuscivo ancora a credere alla tua morte, ma non sono riuscito a rimanere li molto, entravo ti guardavo e poi dovevo uscir fuori, il mio cuore veniva attanagliato da una morsa di dolore, non riesco a darmi una ragione di ciò, ringrazio la tua compagna di aver trascorso lunghe ore con Te in camera mortuaria.

Ricordo ché nell’età adolescenziale, era la fine degli anni sessanta, frequentavamo gli stessi amici e gli stessi luoghi, io che sono un po’ orso, non ho tenuto i contatti con i vecchi amici, tu invece si anche se avevamo cambiato città e questi erano lontani, d'altronde eravamo molto diversi nel carattere. Hai sempre vissuto la tua vita in modo semplice ed umile, ma non potrò mai criticare le tue scelte e quello che hai fatto, eri sempre pronto ad aiutare qualcuno. Ne abbiamo passate così tante …insieme si andava in chiesa, in vacanza al mare o dalla nonna, a fare lunghe passeggiate in bicicletta, insomma, tu eri sempre con me, avevo l’amico migliore del mondo ed ora non ce l’ho più.

Purtroppo quando la morte chiama non si sa in anticipo, è una fase della vita che bisogna accettare per quello che è, non si può ne evitare ne cancellare. Quando arriva quel tempo ed un fratello va via insieme a lui va via anche una parte della nostra esistenza. Rimangono i ricordi, dei momenti di dolore e di quelli di gioia vissuti assieme.

Te ne sei andato così come hai vissuto la tua vita, le cose normali non erano da te ed anche lasciarci in modo normale non avresti potuto farlo.

Ho subito altri dolori ed elaborato quei lutti, ma la tua dipartita, oltre a lasciarmi addolorato ed esterrefatto, mi ha fatto capire quanto siano importanti le piccole cose, che non dobbiamo rimandare al domani, che potrebbe non esserci, quello che possiamo fare oggi. Mi ha fatto diventare consapevole che il tempo a nostra disposizione per vivere senza rimpianti è troppo poco, può sfuggirci di mano in ogni momento senza che noi si possa far nulla.

Avevamo avuto tanti anni addietro delle controversie, di quelle che possono nascere in qualsiasi famiglia, non ci eravamo parlati per un po’ di tempo, poi grazie all’intervento di un amico comune e delle nostre reciproche compagne ci eravamo rappacificati con gioia di entrambi.

Quando ero stato costretto a cercare una casa nuova, mi avevi trovato rapidamente una casa da acquistare, eri stato molto convincente dicendomi compra casa, fai un mutuo, non vorrai passare la tua vita in case in affitto. So che quella casa che mi avevi trovato piaceva anche a te, ora più che mai ti ringrazio di avermi convinto in questa decisione.

Grazie per esserci sempre stato, la tua voce al telefono, per informarti sulla mia salute, darmi dei consigli o semplicemente per augurarmi buon compleanno, insomma nelle occasioni che contano o in cui vi era bisogno la tua presenza ed il tuo generoso sorriso c’è sempre stata, come il tuo modo di essere era unico.

Mi ricordo, come se fosse adesso, che quando nostra sorella era ormai alla fine ti impegnasti a passare le notti con Lei finche spiro, per poi telefonarmi vieni che se ne è andata, allora la cosa non mi colpi come la tua perché, benché nostra sorella fosse giovanissima, sapevo che sarebbe mancata a causa della sua brutta malattia, e probabilmente avevo già elaborato il lutto in precedenza.

Sei stato un grande amante degli animali dei tuoi gatti ma in modo particolare i tuoi cagnetti che avevi salvato da morte certa. Avevi salvato una cucciolata non voluta, cercando tra i vari colleghi ed amici chi si fosse preso cura di uno dei cuccioli, era rimasta Pippi che avevi portato a casa convincendo nostra madre che sarebbe stata per lei una compagnia, ma questa cagnetta era sempre in giro con te appena i vari impegni te lo permettevano. Quando la mamma è volata in cielo il legame, già forte, si è ulteriormente rafforzato, Pippi era praticamente sempre insieme a Te la ricordo in auto dietro di Te con la testina fuori dal finestrino a godersi il vento, o quando ogni volta che venivi a trovarmi Pippi era con Te. Alla sua morte, dopo molti anni trascorsi insieme, l’avevi fatta cremare e tenuto con te la sua cassettina dicendomi così mi è ancora vicina. Era trascorso un po’ di tempo ed avevi salvato Neve che a causa dei suoi problemi ad una zampina volevano sopprimere e cosi come avevi fatto con Pippi avevi viziato Neve.

Le altre tue passioni erano l’informatica, la magia e fare il “Meisinour”, come si dice in piemontese, ovvero “quello che rimette a posto le ossa”.

Avevi fatto il direttore di una casa di riposo, e ricordo come i vecchietti che venivano da te in ufficio, anche solo per una banalità, tu li ascoltavi con pazienza e li consolavi, ne uscivano quindi contenti e rinfrancati.

L’etimologia del tuo primo nome Franco significa letteralmente dall'antico germanico "Uomo Libero" e Tu eri libero veramente.

Sei stato sepolto nella massima semplicità, come desideravi. Una funzione funebre semplicissima, proprio come avresti voluto, il non voler andare in chiesa ma solamente le parole del sacerdote e di un amico al campo santo. Benché non avevi voluto che fossero fatti dei “Tiletti” che annunciavano la Tua morte, vi erano molte persone al Tuo funerale, qualche parente con cui ci si incontra solamente in queste tristi circostanze, qualche amico che aveva saputo per vie traverse della tua morte, e molte persone che io non conosco ma che probabilmente ti conoscevano.

Mi hanno particolarmente colpito due nostri amici comuni, uno che uscendo dalla camera mortuaria si è messo a piangere in disparte e che dopo mi ha detto di aver appreso per caso della tua morte, l’altro che mi ha detto io in camera mortuaria non ci riesco a stare. Da parte mia, purtroppo, il dolore me lo porto dentro, poche lacrime ma un dolore immenso nel cuore, ti venivo vicino poi dovevo andar via non riuscivo ad accettare la tua morte, così come non la accetto tuttora.

Sapevo bene come la pensavi e mi è apparso come tutto fosse stato diretto da Te, anche perdere il carro funebre ed andare in un altro cimitero, Tu avresti voluto proprio così.

Ora intorno a me sento un grande senso di vuoto associato ad un grande dolore.

Sapevo che eri importante per me la mia e la tua compagna, per me in modo speciale, non so neppure io il perché non te l’ho mai detto e di questo me ne pento molto.

Ciao Franco, spero che un giorno, in un'altra vita od in un’altra dimensione potremo ritrovarci e così avrò l’occasione di dirti ciò che non ti ho mai detto,
grazie per tutto quello che mi hai dato ed insegnato in questa vita.

Purtroppo non so scrivere bene come facevi tu, ma penso che mi capirai come hai sempre fatto.

(27/11/2019 00:00)

27/11/2020 17:58