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Notizie

Torna l'ora solare - il 19/10/2020 00:00 con wald23

Torna l'Ora Solare

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, alle 3 si dovranno spostare le lancette indietro di un'ora, tornando così alle ore 2:00.

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Come solitamente avviene in autunno il buio alla sera arriverà prima, in compenso si avrà più luce la mattina.

L'ora solare rimarrà in vigore fino a domenica 28 marzo 2021 quando si tornerà a spostare le lancette in avanti di un ora.

Vantaggi e svantaggi
E' ben vero che al mattino si potrà dormire un'ora in più ma per molti il cambiamento di orario crea dei disturbi. Infatti degli studi hanno rivelato che mentre alcuni si svegliano sempre alla stessa ora altri potranno lamentano disturbi come insonnia, sonno interrotto e difficoltà ad addormentarsi. Questi fastidi risulteranno però di breve durata.

Nel 2021 ci si prepara all'abolizione
Nel 2021 infatti dovrebbe arrivare una decisione definitiva sull'ipotesi, avanzata nel 2018, di abolire definitivamente il cambio dell’ora, una consultazione voluta dall’Unione Europea. Benchè il 76% dei votanti, soprattutto i paesi del nord, rispose in modo favorevole a questo cambio, non si giunse ad una decisione univoca che potesse accontentare tutti. Mentre la Francia ha già deciso di abolire l'ora solare, in Italia su questo tema non è mai stata presa una decisione. Sembra che mentre i paesi dell’Europa Meridionale tenderebbero a tenere l’ora legale per tutto l’anno, i paesi del Nord opterebbero invece per quella solare.


Nave Vespucci a Ischia - il 28/07/2020 00:00 con Webmaster

Nave Vespucci omaggia l'arcipelago campano ricordando Pino Daniele

La nave scuola della Marina Militare ha effettuato un passaggio tra le isole dell'arcipelago e ha voluto ricordare il grande cantautore napoletano


La Nave più Bella del Mondo - il 08/07/2020 00:00 con Webmaster

Sono trascorsi 58 anni dall'incontro del 12 luglio 1962 avvenuto nel Mar Mediterraneo dell'Amerigo Vespucci, comandata dal Capitano di Vascello Marco Revedin, con a la portaerei statunitense USS Independence (CVA-62), comandata dal Vice Ammiraglio ( VADM ) Captain Evan Peter Aurand.

Apparsa sul Radar la sagoma di una nave in avvicinamento dalla portaerei parti il lampeggiò con il segnale luminoso, chiedendo:
la domanda di rito: «Chi siete?»(“Who are you?”)

La risposta arriva immediata:
«Nave scuola Amerigo Vespucci, Marina Militare Italiana»
(“Amerigo Vespucci, training ship of the Italian Navy”).

La portaerei spegne i motori, in segno di rispetto, interrompe la navigazione e suona tre volte la sirena per salutare è risponde con il segnale luminoso :
«Siete la più bella nave del mondo»( “You are the most beautiful ship in the world”).

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Source U.S. Navy photo USN 1061619

La Marina Militare, in occasione della Giornata della Marina 2020, ha creato un video speciale per salire a bordo dello storico veliero, una visita a bordo di nave Vespucci per farti vedere i luoghi di bordo più famosi ma anche quelli più nascosti.
Benvenuto a bordo!


Avi Schiffmann ed il Coronavirus - il 12/06/2020 17:59 con Webmasteer

Un ragazzo adolescente di 17 anni, Avi Schiffmann, ha creato un sito web di monitoraggio del coronavirus, il Tracker del coronavirus che copre tutto il mondo.

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                                                      Clicca sull'immagine per collegarti al suo sito
Avi Schiffmann è uno studente ebreo americano delle scuole superiori di Mercer Island High School, vicino a Seattle, dello Stato di Washington, vive nel quartiere ebraico di Seattle. Sua madre Nathalie Acher è un medico e suo padre è un biologo, è il più grande degli altri due figli della famiglia Schiffmann.

Da piccolo Shiffman ha vissuto per un anno in Israele ed ha iniziato a studiare programmazione a soli 7 anni, ha letto nel corso degli anni molti articoli on line e guardato su Youtube tutorial di programmazione.
Da buon autodidatta e smanettone a iniziato ad interessarsi del Covid-19 durante le vacanze di Natale 2019, i suoi genitori lo hanno aiutato a comprendere le dinamiche della diffusione del Coronavirus. Utilizzando il codice, noto come “web scaping”, che ha dovuto imparare, ha creato un sito che gli permette di raccogliere dati da diverse fonti in tutto il mondo, la parte grafica è stata curata dall'amico Daniel Conlon che collabora con lui.

In pochi mesi è diventato un  personaggio, il suo sito "Ncov2019.live" è frequentato da numerosissime persone, circa 350 milioni di visitatori da quando ha aperto il sito e sembra che ad oggi abbia circa 30 milioni di visitatori al giorno, dei quali molti da Israele, all'inizio il sito si aggiornava ogni 10 minuti, oggi invece i dati si aggiornano automaticamente ogni minuto, raccoglendo i dati dall'Organizzazione mondiale della sanità, i Centri per il controllo delle malattie ed i vari siti governativi del mondo al fine di poter fornire numeri autentici e aggiornati sulla pandemia Covid-19.

Avi ha dichiarato di aver avuto molte difficoltà, all'inizio, per poter avere informazioni chiare e precise soprattutto dalla Cina in modo particolare per problemi con la lingua, il suo obbiettivo principale era quello di fornire un modo semplice per vedere i dati analizzati e renderli facilmente accessibili. Il sito si presenta con delle tabelle divise per nazione, stato e continente ed una grafica semplice ed efficace con le statistiche mondiali.

Un ragazzino con grande onestà intellettuale ha rifiutato le lusinghe economiche degli inserzionisti pubblicitari e delle multinazionali della tecnologia, non ha voluto pubblicità perchè queste rovinerebbero l'interfaccia utente, inoltre sa che molti non hanno computer o connessioni Internet veloci e pertanto le pubblicità rallenterebbero il sito. Il sito vive soprattutto di donazioni dei lettori, il pulsante “Buy me a coffee”(Offrimi un caffè) in alto a destra sulla home del sito, è un semplice push per poter donare ad Avi e Daniel.

Avi Schiffmann grazie al suo sito web ha vinto il premio "Webby Person on the Year".

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COVID-19 del 2019-2020 Storia della Pandemia - il 08/06/2020 00:00 con Webmaster

COVID-19 del 2019-2020 Storia della Pandemia

Il COVID-19 è una malattia infettiva respiratoria causata dal virus denominato SARS-CoV-2 appartenente alla famiglia dei coronavirus.
Il coronavirus SARS-CoV-2 è un ceppo virale appartenente sottogenere Sarbecovirus, della sottofamiglia dei coronavirus (Orthocoronavirinae), responsabili di patologie che vanno dal raffreddore comune a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS). I coronavirus sono una vasta famiglia di virus, ma solo sei (229E, NL63, OC43, HKU1, MERS-CoV, SARS-CoV) erano precedentemente noti per la capacità di infettare le persone, quindi il SARS-CoV-2 è il settimo.
Una persona infetta può presentare sintomi dopo un periodo di incubazione che può variare tra 2 e 14 giorni circa (raramente ci sono stati casi che presentavano sintomi dopo 29 giorni), durante i quali può comunque essere contagiosa. Il virus si trasmette per via aerea, molto spesso tramite le goccioline respiratorie chiamate anche droplet o droplets.

Epidemiologia e cenni storici
Nel Novembre 2019 Viene registrato il primo caso di contagio accertato da COVID-19, si tratta di un cinquantacinquenne della provincia dello Hubei. Inizialmente il virus non è stato riconosciuto come un nuovo tipo di coronavirus ma come un caso di simil-polmonite e la notizia è stata divulgata dal governo cinese solamente il 13 gennaio 2020.
Intorno a metà dicembre 2019, le autorità sanitarie della città di Wuhan in Cina (circa 11 milioni di abitanti), riscontrarono i primi casi di pazienti che mostravano i sintomi di una "polmonite di causa sconosciuta"; questo primo gruppo di malati era in qualche modo collegato al locale mercato umido, costituito da circa un migliaio di bancarelle su cui si vendevano anche polli, fagiani, pipistrelli, marmotte, serpenti, cervi macchiati e organi di conigli oltre ad altri animali selvatici. L'origine è ad oggi ancora incerta, ma l'ipotesi più accreditata è che si tratti di un nuovo coronavirus proveniente da una fonte animale (una zoonosi).
La malattia viene identificata per la prima volta il 31 dicembre 2019 dalle autorità sanitarie della città di Wuhan, capitale della provincia di Hubei in Cina, anche se i primi casi si riscontrarono nel novembre del 2019 e il governo cinese decise di non promulgare la notizia al di fuori della Cina fino a Gennaio quando il virus aveva già circolato per almeno due mesi in tutto il mondo.
Il ceppo responsabile della pandemia è stato identificato nei primi giorni di gennaio 2020 e designato SARS-CoV-2 o "Nuovo Coronavirus di Wuhan", mentre il suo genoma è stato pubblicato il 10 gennaio.

Verso la fine di gennaio 2020 il virus si è diffuso a Bangkok (Thailandia), Tokyo (Giappone), Seul (Corea del Sud), Cina, Taiwan, Hong Kong, Macao, in Malesia, Giappone, Stati Uniti, Vietnam, Singapore, Francia, Germania, Australia, Canada, Nepal, Cambogia, Sri Lanka, Italia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Spagna.

Al 25 gennaio 2020 non è ancora stato confermato quale possa essere il serbatoio naturale del virus nella fauna selvatica e l'ospite intermedio che lo ha trasmesso agli esseri umani. È stato invece confermato che il SARS-CoV-2 riesce a entrare nella cellula umana attraverso il recettore ACE 2, come il virus SARS.
Il 31 gennaio 2020 il governo italiano, a seguto della dichiarazione di "Emergenza internazionale di salute pubblica” da parte dell'OMS, delibera lo stato d’emergenza, per la durata di sei mesi.
L'11 febbraio 2020 l'OMS (Organizzazione mondiale della sanità) ha annunciato che la malattia respiratoria causata dal nuovo coronavirus è stata chiamata COVID-19, l'OMS ha inoltre ha spiegato il significato dell'acronimo come segue: "CO" - Corona, "VI" - Virus e "D" per Disease (Malattia in lingua inglese), mentre 19 sta ad indicare l'anno durante il quale il virus è stato identificato per la prima volta, cioè il31 dicembre 2019. Mentre acronimo di SARS-CoV-2 deriva dall'inglese ed è Severe Acute Respiratory Syndrome - Coronavirus - 2.
L’11 marzo il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha annunciato in diretta dalla Svizzera che poiché sono stati registrati più di 118mila casi di Covid-19 in 114 paesi, e 4.291 persone hanno perso la vita, si è passati da un’epidemia a una pandemia.

Sebbene nel tempo il tasso di mortalità del COVID-19 si sia rivelato decisamente più basso di quello dell'epidemia di SARS che aveva imperversato nel 2003,la trasmissione del virus SARS-CoV-2, alla base del COVID-19, è risultata essere molto più ampia di quella del precedente virus del 2003, ed ha portato a un numero totale di morti molto più elevato.

Per contrastare l'infezione del virus vi sono stati numerosi test di Trattamento farmacologico quali Chemioterapici antimicrobici, Antivirali, Antimalarici, Antinfiammatori, Immunosoppressori e anticorpi monoclonali, Monossido di azoto, Camostat mesilato, Anticoagulanti ed Antagonisti del recettore per l'angiotensina II.
Al 16 marzo 2020 sono registrate nel mondo ben 625 sperimentazioni sull'uomo riferite a farmaci o vaccini e procedure diagnostiche contro la COVID-19.
A tutt'oggi non esiste nessun trattamento o vaccino disponibile per l'infezione da SARS-CoV-2.

Prevenzione e Protezione individuale
Tutorial Conosciamo il rischio. Nuovo Coronavirus prodotto dall' INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro


Aspettando i Falò - il 06/02/2020 00:00 con Webmaster

Tutti gli anni, nelle Valli Valdesi, la sera del 16 febbraio la tradizione vuole che si usi accendere dei falò commemorativi per ricordare il 17 febbraio 1848, in quel giorno vennero promulgate lo Statuto e le Lettere Patenti con cui il Re Carlo Alberto concesse i diritti civili e politici ai valdesi (pubblicate il successivo 25 febbraio), ma non la piena libertà religiosa.

E' impossibile dire quanti siano i falò che vengono accesi la sera del 16 febbraio, alle ore 20, sulle pendici dei monti della Val Pellice, della Val Chisone e della Val Germanasca ed anche sulle colline del pinerolese. Attorno a questi fuochi la gente si raduna festosamente, riscaldandosi con un bicchiere di “vin brulé” o di cioccolata calda generosamente offerto da chi a preparato il falò.

Il falò più importante della Val Pellice è in località Stallè, una borgata che si trova sulla strada che da Torre Pellice conduce ad Angrogna

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il falò preparato quest'anno.

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il luogo dove vi è il falò in località Stallè

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Un immagine del falò dello scorso anno

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Perché i Valdesi accendono i falò per celebrare il 17 febbraio, qual è il significato?

La leggenda vuole che alcuni giovani valdesi erano stati mandati a Torino, davanti al palazzo reale, per avere più informazioni sulla notizia. Appena seppero che il re aveva dato la sua approvazione, i giovani salirono in groppa ai loro cavalli e con foga si precipitarono verso le Valli. La popolazione valdese li aspettava con ansia ed i primi che li videro, intuirono la buona notizia, e per avvisare più velocemente tutta la borgata accesero un falò, chi vedeva, anche da lontano i falò, capirono ed accesero anche loro dei falò, in poco tempo le valli furono illuminate da fuochi e gente in festa.


L’originale delle Lettere Patenti del 17 febbraio 1848 – con cui il Re Carlo Alberto concesse ai valdesi i diritti civili e politici, fra cui la possibilità di frequentare scuole, Università e conseguire titoli accademici e arruolarsi è conservato all’Archivio di Stato di Torino.

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La trascrizione del documento è la seguente:

    Lettere Patenti del re Carlo Alberto 17 febbraio 1848
    CARLO ALBERTO
    per grazia di Dio
    re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme
    duca di Savoia, di Genova, ec ec
    principe di Piemonte, ec ec

Prendendo in considerazione la fedeltà ed i buoni sentimenti delle popolazioni Valdesi, i Reali Nostri Predecessori hanno gradatamente e con successivi provvedimenti abrogate in parte o moderate le leggi che anticamente restringevano le loro capacità civili. E Noi stessi, seguendone le traccie, abbiamo concedute a que’ Nostri sudditi sempre più ampie facilitazioni, accordando frequenti e larghe dispense dalla osservanza delle leggi medesime. Ora poi che, cessati i motivi da cui quelle restrizioni erano state suggerite, può compiersi il sistema a loro favore progressivamente già adottato, Ci siamo di buon grado risoluti a farli partecipi di tutti i vantaggi conciliabili con le massime generali della nostra legislazione.  Epperciò per le seguenti, di Nostra certa scienza, Regia autorità, avuto il parere del Nostro Consiglio, abbiamo ordinato ed ordiniamo quanto segue:
I Valdesi sono ammessi a godere di tutti i diritti civili e politici de’ Nostri sudditi; a frequentare le scuole dentro e fuori delle Università, ed a conseguire i gradi accademici.
Nulla è però innovato quanto all’esercizio del loro culto ed alle scuole da essi dirette.
Date in Torino, addì diciassette del mese di febbraio, l’anno del Signore mille ottocento quarantotto e del Regno Nostro il Decimottavo.

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Dopo secoli di persecuzioni e di umiliazioni, i valdesi vedevano riconosciuti dignità e diritti, infatti fino al febbraio 1848 era loro proibita la frequenza delle scuole pubbliche e d essi non potevano nemmeno possedere beni immobili. A favore della parità di diritti civili per i valdesi vi era stata una petizione di cui il primo firmatario era Roberto d’Azeglio seguito da altri seicento, quali Camillo Cavour ed anche 75 ecclesiastici cattolici.
Bisogna ricordare che i Valdesi vennero scomunicati nel 1184 ma riuscirono a diffondersi comunque in varie zone europee, tra cui la Francia meridionale, alcune aree della Germania, in Italia in molte vallate delle Alpi occidentali ed anche in alcune regioni meridionali. Durante i secoli successivi furono repressi violentemente. Dopo la Riforma protestante del 1532 riuscirono ad insediarsi stabilmente nelle attuali valli alpine della Val Pellice e della Val Germanasca. I Savoia, prima tentarono di annientarli e reprimerli poi di tollerarli, infatti furono sostanzialmente riconosciuti come elemento sgradito ma non eliminabile dal territorio piemontese, di fatto rimasero confinati nelle valli Pellice, Chisone e Germanasca. Non erano cittadini del Regno di Sardegna, mancavano di ogni diritto ed erano dediti ad una vita di povertà e in quanto le valli dove vivevano erano disagevoli e selvagge.

Il 29 marzo dello stesso anno analogo provvedimento di emancipazione fu adottato nei confronti degli Ebrei.

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Bisogna inoltre ricordare che oltre ad essere la festa dei Valdesi il 17 febbraio è anche il giorno in cui Giordano Bruno fu assassinato brutalmente dall'inquisizione cattolica.

Filippo Bruno, noto con il nome di Giordano Bruno (Nola, 1548 – Roma, 17 febbraio 1600), è stato un filosofo, scrittore e frate domenicano italiano vissuto nel XVI secolo. L'8 febbraio 1600, al cospetto dei cardinali inquisitori e dei consultori Benedetto Mandina, Francesco Pietrasanta e Pietro Millini, è costretto ad ascoltare in ginocchio la sentenza che lo scaccia dal foro ecclesiastico e lo consegna al braccio secolare. Giordano Bruno, terminata la lettura della sentenza, secondo la testimonianza di Caspar Schoppe, si alza e ai giudici indirizza la storica frase: «Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam» («Forse tremate più voi nel pronunciare contro di me questa sentenza che io nell'ascoltarla»). Dopo aver rifiutato i conforti religiosi ed il crocefisso, il 17 febbraio 1600, con la lingua in giova – serrata da una mordacchia perché non possa parlare – viene condotto in piazza Campo de' Fiori, denudato, legato a un palo e arso vivo. Le sue ceneri saranno gettate nel Tevere.


Nella notte tra Venerdì e Sabato 23 Novembre ti sei spento improvvisamente, mentre stavi per andare in ospedale per quel male al braccio che ti aveva colto, ma che minimizzavi come al tuo solito. Era notte avevi accanto solo la tua compagna e senza emettere una gemito di dolore ti sei improvvisamente accasciato a terra. La tua compagna mi ha cercato ma per uno strano scherzo del destino il mio telefono era spento, cosa che non accade quasi mai. So che pochi attimi prima di morire stavi scherzando come facevi di solito.

Avevi solo due anni meno di me, per la precisione 20 mesi di differenza, ma benché più piccolo di me sovente mi davi consigli intelligenti e disinteressati, quasi fossi tu il fratello più vecchio, eri un fratello ma anche un amico molto speciale.

Sei stato stroncato da un fulmineo arresto cardiaco, i medici del 118 non sono riusciti a far ripartire il tuo cuore e forse è stato meglio così che avere i problemi di un ipossia cerebrale o danni neurologici irreparabili, cosa che non avresti accettato.

Da un anno a questa parte non riuscivi più a fare la tua solita vita, da quando eri stato operato alla schiena e sapevi di dover fare un lungo periodo per poter tornare a camminare senza problemi per il completo recupero funzionale, ti sei chiuso in te stesso. Non ci siamo più frequentati con assiduità come accadeva prima, non telefonavi più ed ero io a chiamarti per avere notizie, mi sembrava quasi di disturbare chiamandoti, non conoscerò mai la vera causa di questo, forse la momentanea disabilità che stavi subendo ti ha portato a chiuderti o la tua riservatezza ed il non poter fare come avresti voluto.

So che avevi dei bei progetti per il futuro, che purtroppo non si avvereranno.

Te ne sei andato improvvisamente senza vedere in volto la morte, creando solo quel poco di “disturbo” imprescindibile in queste circostanze.

Ti ho voluto vedere nella camera mortuaria, infatti non riuscivo ancora a credere alla tua morte, ma non sono riuscito a rimanere li molto, entravo ti guardavo e poi dovevo uscir fuori, il mio cuore veniva attanagliato da una morsa di dolore, non riesco a darmi una ragione di ciò, ringrazio la tua compagna di aver trascorso lunghe ore con Te in camera mortuaria.

Ricordo ché nell’età adolescenziale, era la fine degli anni sessanta, frequentavamo gli stessi amici e gli stessi luoghi, io che sono un po’ orso, non ho tenuto i contatti con i vecchi amici, tu invece si anche se avevamo cambiato città e questi erano lontani, d'altronde eravamo molto diversi nel carattere. Hai sempre vissuto la tua vita in modo semplice ed umile, ma non potrò mai criticare le tue scelte e quello che hai fatto, eri sempre pronto ad aiutare qualcuno. Ne abbiamo passate così tante …insieme si andava in chiesa, in vacanza al mare o dalla nonna, a fare lunghe passeggiate in bicicletta, insomma, tu eri sempre con me, avevo l’amico migliore del mondo ed ora non ce l’ho più.

Purtroppo quando la morte chiama non si sa in anticipo, è una fase della vita che bisogna accettare per quello che è, non si può ne evitare ne cancellare. Quando arriva quel tempo ed un fratello va via insieme a lui va via anche una parte della nostra esistenza. Rimangono i ricordi, dei momenti di dolore e di quelli di gioia vissuti assieme.

Te ne sei andato così come hai vissuto la tua vita, le cose normali non erano da te ed anche lasciarci in modo normale non avresti potuto farlo.

Ho subito altri dolori ed elaborato quei lutti, ma la tua dipartita, oltre a lasciarmi addolorato ed esterrefatto, mi ha fatto capire quanto siano importanti le piccole cose, che non dobbiamo rimandare al domani, che potrebbe non esserci, quello che possiamo fare oggi. Mi ha fatto diventare consapevole che il tempo a nostra disposizione per vivere senza rimpianti è troppo poco, può sfuggirci di mano in ogni momento senza che noi si possa far nulla.

Avevamo avuto tanti anni addietro delle controversie, di quelle che possono nascere in qualsiasi famiglia, non ci eravamo parlati per un po’ di tempo, poi grazie all’intervento di un amico comune e delle nostre reciproche compagne ci eravamo rappacificati con gioia di entrambi.

Quando ero stato costretto a cercare una casa nuova, mi avevi trovato rapidamente una casa da acquistare, eri stato molto convincente dicendomi compra casa, fai un mutuo, non vorrai passare la tua vita in case in affitto. So che quella casa che mi avevi trovato piaceva anche a te, ora più che mai ti ringrazio di avermi convinto in questa decisione.

Grazie per esserci sempre stato, la tua voce al telefono, per informarti sulla mia salute, darmi dei consigli o semplicemente per augurarmi buon compleanno, insomma nelle occasioni che contano o in cui vi era bisogno la tua presenza ed il tuo generoso sorriso c’è sempre stata, come il tuo modo di essere era unico.

Mi ricordo, come se fosse adesso, che quando nostra sorella era ormai alla fine ti impegnasti a passare le notti con Lei finche spiro, per poi telefonarmi vieni che se ne è andata, allora la cosa non mi colpi come la tua perché, benché nostra sorella fosse giovanissima, sapevo che sarebbe mancata a causa della sua brutta malattia, e probabilmente avevo già elaborato il lutto in precedenza.

Sei stato un grande amante degli animali dei tuoi gatti ma in modo particolare i tuoi cagnetti che avevi salvato da morte certa. Avevi salvato una cucciolata non voluta, cercando tra i vari colleghi ed amici chi si fosse preso cura di uno dei cuccioli, era rimasta Pippi che avevi portato a casa convincendo nostra madre che sarebbe stata per lei una compagnia, ma questa cagnetta era sempre in giro con te appena i vari impegni te lo permettevano. Quando la mamma è volata in cielo il legame, già forte, si è ulteriormente rafforzato, Pippi era praticamente sempre insieme a Te la ricordo in auto dietro di Te con la testina fuori dal finestrino a godersi il vento, o quando ogni volta che venivi a trovarmi Pippi era con Te. Alla sua morte, dopo molti anni trascorsi insieme, l’avevi fatta cremare e tenuto con te la sua cassettina dicendomi così mi è ancora vicina. Era trascorso un po’ di tempo ed avevi salvato Neve che a causa dei suoi problemi ad una zampina volevano sopprimere e cosi come avevi fatto con Pippi avevi viziato Neve.

Le altre tue passioni erano l’informatica, la magia e fare il “Meisinour”, come si dice in piemontese, ovvero “quello che rimette a posto le ossa”.

Avevi fatto il direttore di una casa di riposo, e ricordo come i vecchietti che venivano da te in ufficio, anche solo per una banalità, tu li ascoltavi con pazienza e li consolavi, ne uscivano quindi contenti e rinfrancati.

L’etimologia del tuo primo nome Franco significa letteralmente dall'antico germanico "Uomo Libero" e Tu eri libero veramente.

Sei stato sepolto nella massima semplicità, come desideravi. Una funzione funebre semplicissima, proprio come avresti voluto, il non voler andare in chiesa ma solamente le parole del sacerdote e di un amico al campo santo. Benché non avevi voluto che fossero fatti dei “Tiletti” che annunciavano la Tua morte, vi erano molte persone al Tuo funerale, qualche parente con cui ci si incontra solamente in queste tristi circostanze, qualche amico che aveva saputo per vie traverse della tua morte, e molte persone che io non conosco ma che probabilmente ti conoscevano.

Mi hanno particolarmente colpito due nostri amici comuni, uno che uscendo dalla camera mortuaria si è messo a piangere in disparte e che dopo mi ha detto di aver appreso per caso della tua morte, l’altro che mi ha detto io in camera mortuaria non ci riesco a stare. Da parte mia, purtroppo, il dolore me lo porto dentro, poche lacrime ma un dolore immenso nel cuore, ti venivo vicino poi dovevo andar via non riuscivo ad accettare la tua morte, così come non la accetto tuttora.

Sapevo bene come la pensavi e mi è apparso come tutto fosse stato diretto da Te, anche perdere il carro funebre ed andare in un altro cimitero, Tu avresti voluto proprio così.

Ora intorno a me sento un grande senso di vuoto associato ad un grande dolore.

Sapevo che eri importante per me la mia e la tua compagna, per me in modo speciale, non so neppure io il perché non te l’ho mai detto e di questo me ne pento molto.

Ciao Franco, spero che un giorno, in un'altra vita od in un’altra dimensione potremo ritrovarci e così avrò l’occasione di dirti ciò che non ti ho mai detto,
grazie per tutto quello che mi hai dato ed insegnato in questa vita.

Purtroppo non so scrivere bene come facevi tu, ma penso che mi capirai come hai sempre fatto.


Ci ha lasciati Fred Buongusto - il 08/11/2019 09:00 con Webmaster

Lutto nel mondo della musica italiana è morto Fred Bongusto
Il cantante si è spento a Roma alle 3.30 della notte scorsa.

Un bravo artista una persona discreta ed elegante che ha dato tanto alla musica

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Fred Bongusto, aveva 84 anni, conquistò gli italiani con “Una rotonda sul mare”, leggendaria canzone degli anni 60.

Fred Bongusto, pseudonimo di Alfredo Antonio Carlo Buongusto era nato a Campobasso il 6 aprile 1935
Negli ultimi anni di carriera continuò a esibirsi specialmente in Sudamerica, collaborando con artisti straordinari come Toquinho e Vinicius de Moraes. La sua ultima apparizione pubblica fu quella del 22 aprile 2013 in occasione di un concerto in memoria di Franco Califano.

Una rotonda sul mare (1964) è considerato il suo maggiore successo.
Tra gli altri suoi brani più noti vi sono Malaga, Spaghetti a Detroit, Amore fermati, Doce doce, Frida, Tre settimane da raccontare, La mia estate con te, Lunedì e Prima c'eri tu che vinse nel 1966 Un disco per l'estate, manifestazione alla quale ha partecipato anche nel 1964 con Mare non cantare, nel 1965 con Il mare quest'estate, nel 1969 con Una striscia di mare, nel 1972 con Questo nostro grande amore e nel 1974 con Perdonami amore. Nel 1976 e nel 1977 incide altri due successi estivi
che rimarranno negli anni: La mia estate con te (di Luigi Albertelli e Gene Colonnello) e Balliamo (Di Francia-Iodice-Di Francia) che sarà poi tradotto in spagnolo e diverrà un grande successo anche in Sud America, specie nell'interpretazione di Manolo Otero.

Altre notizie sul suo Sito o su Facebook


Nadia Toffa se n'è andata - il 13/08/2019 00:00 con Webmaster

Nadia Toffa se n'è andata, ma ha lasciato in eredità il suo sorriso, affidato ai social, speso soprattutto durante il periodo della malattia per dare speranza a chi stava lottando come lei

"Vi bacio tutti tutti tutti": l'ultimo messaggio di Nadia Toffa

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Nadia Toffa con il suo cane Totò

A dare la brutta notizia è stato stamattina lo staff della trasmissione TV le Iene sulle proprie pagine Social.

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Il 2 dicembre 2017 ha un malore nella sua camera d'albergo a Trieste e viene ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell'Ospedale di Cattinara. L'11 febbraio 2018 ritorna a condurre Le Iene e rivela di aver sconfitto un tumore grazie alla chemioterapia e alla radioterapia. “Ho avuto un cancro. In questi mesi mi sono curata: prima ho fatto l’intervento, poi la chemioterapia e la radioterapia. L’intervento ha tolto interamente il tumore, ma poteva esserci una piccola cellula rimasta e quindi ho seguito i consigli del medico e ho seguito le cure previste. Ora è tutto finito: il 6 febbraio ho finito la radio e la chemio”, aveva detto nel corso della trasmissione. Affermazioni che avevano suscitato forti polemiche sui social da parte dei malati di cancro tanto che la Toffa aveva, poi, precisato su Instagram: “Nessuno di noi può parlare di guarigione e nemmeno la sottoscritta lo ha fatto”. Una frase che, forse, lasciava presagire che non tutto era risolto. Domenica 8 aprile, infatti, annuncia via Twitter che non avrebbe partecipato al programma: “Ciao ragazzi, - si legge sul suo profilo - stasera non sarò alla conduzione del mio programma preferito, #LeIene, perché negli ultimi giorni ho fatto delle cure che mi hanno provata un bel po' e quindi mi tocca saltare la puntata di questa domenica. Vi prometto comunque che da settimana prossima tornerò”.

Il Video del rientro alla Iene e la sua dichiarazione di lotta al cancro :


I presidenti dell'Unione Europea - il 04/07/2019 00:00 con Webmaster

I presidenti dell'Unione Europea - Chi fa cosa

Ciascuna delle tre principali istituzioni dell'Unione Europea ha un presidente come di seguito riportiamo:

Il Presidente della Commissione Europea: Ursula Von der Leyen001.jpg
Durata del mandato: 1°novembre 2019 - 31 ottobre 2024
Succede a Jean-Claude Juncker  - Durata del mandato: novembre 2014 - ottobre 2019
Nominato da: i leader nazionali (capi di Stato o di governo dei paesi membri), con l'approvazione del Parlamento europeo
Il suo Ruolo principale è:
Assicurare la guida politica della Commissione
Convocare e presiedere le riunioni del collegio dei commissari
Guidare i lavori della Commissione per l'attuazione delle politiche dell'Unione Europea
Prende parte alle riunioni del G7
Contribuire ai più importanti dibattiti sia in sede del Parlamento Europeo che del Consiglio dell'Unione europea (nel quale sono rappresentati i governi nazionali).

Il presidente del Consiglio Europeo: Charles Michel002.jpg
Durata del mandato: 1º dicembre 2019 al 31 maggio 2022
Succede a Donald Tusk - Durata del mandato: giugno 2017 - novembre 2019
Il presidente del Consiglio europeo è eletto per un periodo di due anni e mezzo
Nominato da: i leader nazionali (capi di Stato o di governo dei paesi membri)
Il suo Ruolo principale è:
Presiede e anima i lavori del Consiglio europeo per stabilire gli orientamenti politici generali e le priorità dell'UE, in cooperazione con la Commissione
Promuove la coesione e il consenso in seno al Consiglio europeo
Assicura la rappresentanza esterna dell'Unione Europes per quanto riguarda le questioni di politica estera e di sicurezza.

Il presidente del Parlamento Europeo: David Maria Sassoli003.jpg
Durata del mandato: dal 3 luglio 2019
Succede ad Antonio Tajani - Durata del mandato: gennaio 2017 - luglio 2019
Il presidente viene eletto per un mandato di due anni e mezzo, per cui ad ogni legislatura del Parlamento Europeo si alternano due presidenti.
Eletto da: i deputati del Parlamento Europeo
Il suo Ruolo principale è:
Assicurarsi che vengano seguite le procedure prescritte dal regolamentoV
Vigilare sulle attività del Parlamento e delle sue commissioni
Rappresentare il Parlamento in tutte le questioni giuridiche e nelle relazioni internazionali
Dichiarare l'adozione finale del bilancio