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    Notizie

    La Storia di Nero - il 07/10/2014 00:00 con Wald23

    La Storia di un Cane chiamato Nero

    Nero_01.jpg

    Nero era un meticcio, probabile incrocio tra un Pastore Maremmano ed un Pastore Tedesco anche se sembrava più un Lupo, tutto nero con un pelo foltissimo.

    L'incontro con Nero avvenne una tarda sera di maggio del 2001, quando sulla statale che arriva a Torino, nel rettilineo che attraversa il parco di Stupinigi,  rimanemmo bloccati dalla fila di macchine che in entrambi i sensi di marcia andavano a passo d’uomo.

    Subito si pensò ad un incidente poi ci accorgemmo che in mezzo alla strada camminava un cucciolone un po’ spaventato, che sembrava rincorrere le auto di passaggio, ci fermammo nella prima piazzola disponibile, intanto il cane aveva abbandonato il centro della carreggiata e si era infilato in un campo. Ci dicemmo subito: quel cane è stato scaricato da un’automobile e sta cercando di correre dietro al padrone.

    Cercammo di chiamare il cane e sfruttando una pagnotta, dura e rinsecchita che era lì in terra, riuscimmo a farlo avvicinare, era molto timoroso e diffidente, ma aveva anche molta fame e divorò quella pagnotta,  piano piano si lasciò avvicinare ed accarezzare, provammo a chiamare i Vigili, i Carabinieri ma ci dissero di chiamare il canile, che però non rispondeva al telefono. A vederlo così aveva apparentemente 6-7 mesi, presupponemmo fosse stato un regalo di Natale abbandonato perché divenuto troppo grande .

    Cosa fare... non volevamo abbandonarlo per strada con il pericolo che un autoveicolo lo mettesse sotto, a casa non potevamo portarlo essendo, benché cucciolo di taglia grande. Ci venne l’idea di telefonare ad una nostra amica che aveva già due Pastori Tedeschi chiedendole se poteva ospitarlo, visto le circostanze, ci rispose di portarglielo.

    Il problema era come farlo salire in auto, dopo alcuni tentativi, con dei biscottini che avevamo, riuscii a caricarlo in auto, appariva più tranquillo ma affamatissimo. Giunti dalla nostra amica, lei stava preparando le ciotole con il mangiare per le sue due cagnette, ne aggiunse un’altra per il nuovo arrivato. Le due cagnette lo avevano accettato ma gli avevano già fatto capire che era un ospite. Non ho mai visto un cane mangiare in quel modo, probabilmente per la fame patita, ingurgitava il cibo come fosse un aspirapolvere.

    Dopo una quindicina di giorni la nostra amica ci comunicava che aveva difficoltà a tenerlo, in quanto si era adattato benissimo ed era praticamente diventato il Capo Branco, ma la sua esuberanza e la sua vivacità creava non pochi problemi.

    Convincemmo la mamma della mia compagna a tenerlo, nonostante lei avesse già un Pastore Tedesco maschio, di nome Molos, si convinse a tenerlo in attesa di una sua nuova sistemazione, visto il suo colore fu chiamato Nero.

    Nero_02.jpg

    I due cani andavano abbastanza d’accordo, avevano un giardino dove poter correre, ma il problema era che Nero era effettivamente molto esuberante, vivacissimo ed anche un poco grossolano, voleva giocare con l’altro cane ma quest’ultimo, essendo già adulto, non accettava di buon grado l’esuberanza del cucciolone, dovemmo cosi dividere il giardino in due parti.

    Nero_03.jpg

    Anche se ogni tanto restavano insieme, ciò creava qualche problema in quanto a Nero era rimasta la fame atavica, e se riusciva ad entrare in cucina cercava sopra i mobili qualcosa da mangiare, soprattutto pane. Un giorno aveva tirato giù dal mobile il cestino della frutta e mentre Molos, ghiotto di frutta, la mangiava, Nero cercava di arrivare a prendere il Pane.

    Il tempo passava, avevamo cercato di dare una nuova sistemazione a Nero, ma non  trovammo nessuno disposto a prendersene cura amorevolmente e cosi rimase lì in attesa, anche se pian piano ci si affezionava sempre di più.

    Circa un anno più tardi Molos morì, stranamente  Nero lo cercò per parecchio tempo, anche se erano divisi si erano affezionati l’un l’altro.

    Rimasto solo Nero divenne presto il padrone di casa. La sua indole di giocherellone vispo ed esuberante era rimasta, ma diventando adulto si mise a fare la guardia, ed all’infuori delle persone che lui conosceva non ne accettava altre. Abbaiava a chiunque si avvicinasse troppo alla recinzione e vi era il rischio che mordesse.

    Nero_04.jpg Nero_05.jpg

    Passarono gli anni, a Nero la sua razza meticcia aveva dato forza ed energia, e non contrasse mai nessuna malattia.

    Per una serie di coincidenze nel 2009 arrivo Maya, un meticcio di Yorkshire Terrier. Quando andavamo a trovare Nero evitavamo di fargliela vedere  per paura che la mordesse, poi un giorno per caso si incontrarono ed andarono subito d’accordo, anzi la piccola aveva il sopravvento e se non voleva che lui si avvicinasse lo faceva capire.

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    La vita di Nero scorreva felice e spensierata, invecchiava e cominciava ad avere i primi acciacchi, ma giocava ancora con la sua amica.

    Nero_08.jpg

    Passavano gli anni e  Nero invecchiava, il suo colore nero nella parte della coda aveva preso una colorazione bruna e cominciava a far fatica nel correre.

    Piano piano la vecchiaia si faceva sentire, non riusciva più a correre e camminare come voleva, di tanto in tanto le zampe posteriori gli cedevano e lui scivolando cadeva rovinosamente, per fortuna senza farsi male. Inoltre gli venne qualche problemino ai reni e dovette cambiare la sua dieta con delle crocchette apposite, ed ogni tanto un po’ di disfunzione cognitiva, che nel cane anziano è molto simile al morbo di Alzheimer dell'uomo.

    Nero_09.jpg

    Ben quattordici anni sono passati, da un giorno all’altro Nero non riusciva più ad alzarsi senza fare fatica, respirando affannosamente ed ansimando, poi d’un tratto non si alzo più nemmeno per fare i suoi bisogni, tentava di alzarsi, spelandosi le zampe anteriori, ma non vi riusciva, e si vedeva che stava male.

    Vederlo in quello stato creava una pena enorme, nel nostro subconscio speravamo ci lasciasse lui, per non vederlo soffrire ma ciò non avveniva, ci guardava con quei suoi occhi buoni come per dire fate qualcosa.

    La sensazione di sconfitta ed impotenza davanti a quei due occhi che ci guardavano nella ricerca di una soluzione, faceva maturare la decisione che non volevamo prendere, volevamo una Veterinaria amante degli animali per avere consiglio.

    Per fortuna un’amica ci ha consigliato una brava veterinaria, che visitatolo non ci ha dato molte speranze al massimo due settimane di vita, ma che vita e in che condizioni. La qualità della sua vita era arrivata ad un punto tale che non poteva più mangiare, bere, muoversi o fare i suoi bisogni da solo.

    Quando ti trovi nella situazione di dover decidere se l'eutanasia è la cosa giusta, il benessere del cane dovrebbe sempre avere la precedenza. Bisogna purtroppo dimenticare l'attaccamento, le emozioni e il nostro egoismo di volerlo vicino ad ogni costo, e scegliere per il  bene dell'animale.

    È una decisione difficile da prendere, il legame che esiste tra una persona e il proprio animale è qualcosa di molto speciale, parlare d’eutanasia diventa difficile, anche se il significato della parola, tradotto dall'antico greco significa "Dolce Morte", vederlo soffrire così, porta nostro malgrado a questa scelta.

    La Veterinaria è stata molto carina, gentile e compassionevole, Nero è rimasto nel suo posto preferito ed è stato assistito fino in fondo.

    00.png

    Un antica leggenda Indiana "La leggenda del Ponte dell’Arcobaleno" narra che davanti all'entrata del Paradiso c'è un luogo chiamato "Ponte Dell'Arcobaleno" per i bellissimi colori da cui è formato .

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    Tra la terra ed il cielo esiste un posto chiamato "Ponte dell'Arcobaleno" per i bellissimi colori da cui è fomato.

    Quando un animale muore, specialmente se è stato amato da una persona qui sulla terra, va in un luogo che si trova all'inizio di questo ponte.

    E' un posto bellissimo dove l'erba è sempre fresca e profumata, i ruscelli scorrono tra le colline e gli alberi, dove i nostri piccoli amici possono correre e giocare insieme.
    Trovano sempre il loro cibo preferito, l'acqua fresca per dissetarsi ed il sole splendente per riscaldarsi e così i nostri cari amici sono felici. Se in vita erano malati o vecchi qui ritrovano salute e gioventù, se erano menomati o infermi qui ritornano sani e forti.

    In questo luogo gli animali che abbiamo tanto amato stanno bene, eccetto che per una piccola cosa, sentono la mancanza della persona speciale che hanno lasciato sulla terra.

    Così accade di vedere che durante il gioco qualcuno si fermi improvvisamente e scruti sulla collina, tutti i sensi sono in allerta, i suoi occhi si illuminano e le sue zampe iniziano una grande corsa. Tu sei stato visto e quando incontri il tuo amico speciale lo stringi fra le braccia con grande gioia, il tuo viso è baciato ancora e ancora ed i tuoi occhi incontrano i suoi occhi sinceri che tanto ti hanno amato. Adesso insieme potrete attraversare il Ponte dell'Arcobaleno per non lasciarvi mai più....

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    Il dolore che si prova in seguito alla perdita di un cane è normale e naturale. Non è assolutamente sciocco, folle, o troppo sentimentale piangere. Durante gli anni trascorsi con noi, il cane è diventato una parte rilevante e costante della nostra vita, è diventato un membro della famiglia. E’ stato una fonte di conforto e di compagnia, d’amore incondizionato, di divertimento e di gioia. Quindi non dobbiamo stupirci se ci sentiamo devastati dalla perdita di un animale con cui avevamo  questo rapporto. Vi sono persone che non capiscono il legame che può esserci con un animale non possono quindi capire il dolore che stiamo provando.

    Buon viaggio Nerino, arrivederci al Ponte dell'Arcobaleno.

    Nero_11.jpg



     
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