Proseguendo la vostra navigazione su questo sito, accettate l'utilizzo di cookies per offrirti una navigazione ottimizzata, semplici ed efficiente. Avvisi Legali.
Siete qui :   Home » Notizie
 
Anteprima ...  Stampa...  Stampa la pagina ...
Anteprima ...  Stampa...  Stampa la sezione ...

Notizie

+ Anno 2019
 -  Anno 2019
+ Anno 2018
 -  Anno 2018
+ Anno 2017
 -  Anno 2017
+ Anno 2016
 -  Anno 2016
+ Anno 2015
 -  Anno 2015
+ Anno 2014
 -  Anno 2014
+ Anno 2013
 -  Anno 2013

Preferenze


Riconnettersi :
Il tuo nome ( o pseudonimo ) :
La tua password
<O>


Connessi :
( nessuno )
Snif !!!

Effemeridi

Sabato 14 Dicembre 2019
Sagittario
dal 23 Novembre
al 21 Dicembre

Il Santo del giorno è :
  • San Giovanni della Croce Sacerdote e dottore della Chiesa

  • Buon anniversario á :
  • Noemi
  • Giovanni (della Croce)
  • Pompeo

  • Anniversario celebritá :
  • Luciano Bianciardi 14/12/1922
  • Jane Birkin 14/12/1946

  • Accaddé Oggi :
  • 14/12/1911 Il norvegese Roald Amundsen è il primo uomo a raggiungere il Polo Sud.



  • Calendario

    Chat8

    Spiacenti, la chat è riservata agli utenti registrati

    Visite

     1035079 visitatori

     108 visitatori in linea

    Notizie

    Nella notte tra Venerdì e Sabato 23 Novembre ti sei spento improvvisamente, mentre stavi per andare in ospedale per quel male al braccio che ti aveva colto, ma che minimizzavi come al tuo solito. Era notte avevi accanto solo la tua compagna e senza emettere una gemito di dolore ti sei improvvisamente accasciato a terra. La tua compagna mi ha cercato ma per uno strano scherzo del destino il mio telefono era spento, cosa che non accade quasi mai. So che pochi attimi prima di morire stavi scherzando come facevi di solito.

    Avevi solo due anni meno di me, per la precisione 20 mesi di differenza, ma benché più piccolo di me sovente mi davi consigli intelligenti e disinteressati, quasi fossi tu il fratello più vecchio, eri un fratello ma anche un amico molto speciale.

    Sei stato stroncato da un fulmineo arresto cardiaco, i medici del 118 non sono riusciti a far ripartire il tuo cuore e forse è stato meglio così che avere i problemi di un ipossia cerebrale o danni neurologici irreparabili, cosa che non avresti accettato.

    Da un anno a questa parte non riuscivi più a fare la tua solita vita, da quando eri stato operato alla schiena e sapevi di dover fare un lungo periodo per poter tornare a camminare senza problemi per il completo recupero funzionale, ti sei chiuso in te stesso. Non ci siamo più frequentati con assiduità come accadeva prima, non telefonavi più ed ero io a chiamarti per avere notizie, mi sembrava quasi di disturbare chiamandoti, non conoscerò mai la vera causa di questo, forse la momentanea disabilità che stavi subendo ti ha portato a chiuderti o la tua riservatezza ed il non poter fare come avresti voluto.

    So che avevi dei bei progetti per il futuro, che purtroppo non si avvereranno.

    Te ne sei andato improvvisamente senza vedere in volto la morte, creando solo quel poco di “disturbo” imprescindibile in queste circostanze.

    Ti ho voluto vedere nella camera mortuaria, infatti non riuscivo ancora a credere alla tua morte, ma non sono riuscito a rimanere li molto, entravo ti guardavo e poi dovevo uscir fuori, il mio cuore veniva attanagliato da una morsa di dolore, non riesco a darmi una ragione di ciò, ringrazio la tua compagna di aver trascorso lunghe ore con Te in camera mortuaria.

    Ricordo ché nell’età adolescenziale, era la fine degli anni sessanta, frequentavamo gli stessi amici e gli stessi luoghi, io che sono un po’ orso, non ho tenuto i contatti con i vecchi amici, tu invece si anche se avevamo cambiato città e questi erano lontani, d'altronde eravamo molto diversi nel carattere. Hai sempre vissuto la tua vita in modo semplice ed umile, ma non potrò mai criticare le tue scelte e quello che hai fatto, eri sempre pronto ad aiutare qualcuno. Ne abbiamo passate così tante …insieme si andava in chiesa, in vacanza al mare o dalla nonna, a fare lunghe passeggiate in bicicletta, insomma, tu eri sempre con me, avevo l’amico migliore del mondo ed ora non ce l’ho più.

    Purtroppo quando la morte chiama non si sa in anticipo, è una fase della vita che bisogna accettare per quello che è, non si può ne evitare ne cancellare. Quando arriva quel tempo ed un fratello va via insieme a lui va via anche una parte della nostra esistenza. Rimangono i ricordi, dei momenti di dolore e di quelli di gioia vissuti assieme.

    Te ne sei andato così come hai vissuto la tua vita, le cose normali non erano da te ed anche lasciarci in modo normale non avresti potuto farlo.

    Ho subito altri dolori ed elaborato quei lutti, ma la tua dipartita, oltre a lasciarmi addolorato ed esterrefatto, mi ha fatto capire quanto siano importanti le piccole cose, che non dobbiamo rimandare al domani, che potrebbe non esserci, quello che possiamo fare oggi. Mi ha fatto diventare consapevole che il tempo a nostra disposizione per vivere senza rimpianti è troppo poco, può sfuggirci di mano in ogni momento senza che noi si possa far nulla.

    Avevamo avuto tanti anni addietro delle controversie, di quelle che possono nascere in qualsiasi famiglia, non ci eravamo parlati per un po’ di tempo, poi grazie all’intervento di un amico comune e delle nostre reciproche compagne ci eravamo rappacificati con gioia di entrambi.

    Quando ero stato costretto a cercare una casa nuova, mi avevi trovato rapidamente una casa da acquistare, eri stato molto convincente dicendomi compra casa, fai un mutuo, non vorrai passare la tua vita in case in affitto. So che quella casa che mi avevi trovato piaceva anche a te, ora più che mai ti ringrazio di avermi convinto in questa decisione.

    Grazie per esserci sempre stato, la tua voce al telefono, per informarti sulla mia salute, darmi dei consigli o semplicemente per augurarmi buon compleanno, insomma nelle occasioni che contano o in cui vi era bisogno la tua presenza ed il tuo generoso sorriso c’è sempre stata, come il tuo modo di essere era unico.

    Mi ricordo, come se fosse adesso, che quando nostra sorella era ormai alla fine ti impegnasti a passare le notti con Lei finche spiro, per poi telefonarmi vieni che se ne è andata, allora la cosa non mi colpi come la tua perché, benché nostra sorella fosse giovanissima, sapevo che sarebbe mancata a causa della sua brutta malattia, e probabilmente avevo già elaborato il lutto in precedenza.

    Sei stato un grande amante degli animali dei tuoi gatti ma in modo particolare i tuoi cagnetti che avevi salvato da morte certa. Avevi salvato una cucciolata non voluta, cercando tra i vari colleghi ed amici chi si fosse preso cura di uno dei cuccioli, era rimasta Pippi che avevi portato a casa convincendo nostra madre che sarebbe stata per lei una compagnia, ma questa cagnetta era sempre in giro con te appena i vari impegni te lo permettevano. Quando la mamma è volata in cielo il legame, già forte, si è ulteriormente rafforzato, Pippi era praticamente sempre insieme a Te la ricordo in auto dietro di Te con la testina fuori dal finestrino a godersi il vento, o quando ogni volta che venivi a trovarmi Pippi era con Te. Alla sua morte, dopo molti anni trascorsi insieme, l’avevi fatta cremare e tenuto con te la sua cassettina dicendomi così mi è ancora vicina. Era trascorso un po’ di tempo ed avevi salvato Neve che a causa dei suoi problemi ad una zampina volevano sopprimere e cosi come avevi fatto con Pippi avevi viziato Neve.

    Le altre tue passioni erano l’informatica, la magia e fare il “Meisinour”, come si dice in piemontese, ovvero “quello che rimette a posto le ossa”.

    Avevi fatto il direttore di una casa di riposo, e ricordo come i vecchietti che venivano da te in ufficio, anche solo per una banalità, tu li ascoltavi con pazienza e li consolavi, ne uscivano quindi contenti e rinfrancati.

    L’etimologia del tuo primo nome Franco significa letteralmente dall'antico germanico "Uomo Libero" e Tu eri libero veramente.

    Sei stato sepolto nella massima semplicità, come desideravi. Una funzione funebre semplicissima, proprio come avresti voluto, il non voler andare in chiesa ma solamente le parole del sacerdote e di un amico al campo santo. Benché non avevi voluto che fossero fatti dei “Tiletti” che annunciavano la Tua morte, vi erano molte persone al Tuo funerale, qualche parente con cui ci si incontra solamente in queste tristi circostanze, qualche amico che aveva saputo per vie traverse della tua morte, e molte persone che io non conosco ma che probabilmente ti conoscevano.

    Mi hanno particolarmente colpito due nostri amici comuni, uno che uscendo dalla camera mortuaria si è messo a piangere in disparte e che dopo mi ha detto di aver appreso per caso della tua morte, l’altro che mi ha detto io in camera mortuaria non ci riesco a stare. Da parte mia, purtroppo, il dolore me lo porto dentro, poche lacrime ma un dolore immenso nel cuore, ti venivo vicino poi dovevo andar via non riuscivo ad accettare la tua morte, così come non la accetto tuttora.

    Sapevo bene come la pensavi e mi è apparso come tutto fosse stato diretto da Te, anche perdere il carro funebre ed andare in un altro cimitero, Tu avresti voluto proprio così.

    Ora intorno a me sento un grande senso di vuoto associato ad un grande dolore.

    Sapevo che eri importante per me la mia e la tua compagna, per me in modo speciale, non so neppure io il perché non te l’ho mai detto e di questo me ne pento molto.

    Ciao Franco, spero che un giorno, in un'altra vita od in un’altra dimensione potremo ritrovarci e così avrò l’occasione di dirti ciò che non ti ho mai detto,
    grazie per tutto quello che mi hai dato ed insegnato in questa vita.

    Purtroppo non so scrivere bene come facevi tu, ma penso che mi capirai come hai sempre fatto.


    Ci ha lasciati Fred Buongusto - il 08/11/2019 09:00 con Webmaster

    Lutto nel mondo della musica italiana è morto Fred Bongusto
    Il cantante si è spento a Roma alle 3.30 della notte scorsa.

    Un bravo artista una persona discreta ed elegante che ha dato tanto alla musica

    Bongusto_LP13-800x798.jpg

    Fred Bongusto, aveva 84 anni, conquistò gli italiani con “Una rotonda sul mare”, leggendaria canzone degli anni 60.

    Fred Bongusto, pseudonimo di Alfredo Antonio Carlo Buongusto era nato a Campobasso il 6 aprile 1935
    Negli ultimi anni di carriera continuò a esibirsi specialmente in Sudamerica, collaborando con artisti straordinari come Toquinho e Vinicius de Moraes. La sua ultima apparizione pubblica fu quella del 22 aprile 2013 in occasione di un concerto in memoria di Franco Califano.

    Una rotonda sul mare (1964) è considerato il suo maggiore successo.
    Tra gli altri suoi brani più noti vi sono Malaga, Spaghetti a Detroit, Amore fermati, Doce doce, Frida, Tre settimane da raccontare, La mia estate con te, Lunedì e Prima c'eri tu che vinse nel 1966 Un disco per l'estate, manifestazione alla quale ha partecipato anche nel 1964 con Mare non cantare, nel 1965 con Il mare quest'estate, nel 1969 con Una striscia di mare, nel 1972 con Questo nostro grande amore e nel 1974 con Perdonami amore. Nel 1976 e nel 1977 incide altri due successi estivi
    che rimarranno negli anni: La mia estate con te (di Luigi Albertelli e Gene Colonnello) e Balliamo (Di Francia-Iodice-Di Francia) che sarà poi tradotto in spagnolo e diverrà un grande successo anche in Sud America, specie nell'interpretazione di Manolo Otero.

    Altre notizie sul suo Sito o su Facebook


    Nadia Toffa se n'è andata - il 13/08/2019 00:00 con Webmaster

    Nadia Toffa se n'è andata, ma ha lasciato in eredità il suo sorriso, affidato ai social, speso soprattutto durante il periodo della malattia per dare speranza a chi stava lottando come lei

    "Vi bacio tutti tutti tutti": l'ultimo messaggio di Nadia Toffa

    Nadia_01.jpg

    Nadia Toffa con il suo cane Totò

    A dare la brutta notizia è stato stamattina lo staff della trasmissione TV le Iene sulle proprie pagine Social.

    Nadia_00.jpg

    Il 2 dicembre 2017 ha un malore nella sua camera d'albergo a Trieste e viene ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell'Ospedale di Cattinara. L'11 febbraio 2018 ritorna a condurre Le Iene e rivela di aver sconfitto un tumore grazie alla chemioterapia e alla radioterapia. “Ho avuto un cancro. In questi mesi mi sono curata: prima ho fatto l’intervento, poi la chemioterapia e la radioterapia. L’intervento ha tolto interamente il tumore, ma poteva esserci una piccola cellula rimasta e quindi ho seguito i consigli del medico e ho seguito le cure previste. Ora è tutto finito: il 6 febbraio ho finito la radio e la chemio”, aveva detto nel corso della trasmissione. Affermazioni che avevano suscitato forti polemiche sui social da parte dei malati di cancro tanto che la Toffa aveva, poi, precisato su Instagram: “Nessuno di noi può parlare di guarigione e nemmeno la sottoscritta lo ha fatto”. Una frase che, forse, lasciava presagire che non tutto era risolto. Domenica 8 aprile, infatti, annuncia via Twitter che non avrebbe partecipato al programma: “Ciao ragazzi, - si legge sul suo profilo - stasera non sarò alla conduzione del mio programma preferito, #LeIene, perché negli ultimi giorni ho fatto delle cure che mi hanno provata un bel po' e quindi mi tocca saltare la puntata di questa domenica. Vi prometto comunque che da settimana prossima tornerò”.

    Il Video del rientro alla Iene e la sua dichiarazione di lotta al cancro :


    I presidenti dell'Unione Europea - il 04/07/2019 00:00 con Webmaster

    I presidenti dell'Unione Europea - Chi fa cosa

    Ciascuna delle tre principali istituzioni dell'Unione Europea ha un presidente come di seguito riportiamo:

    Il Presidente della Commissione Europea: Ursula Von der Leyen001.jpg
    Durata del mandato: 1°novembre 2019 - 31 ottobre 2024
    Succede a Jean-Claude Juncker  - Durata del mandato: novembre 2014 - ottobre 2019
    Nominato da: i leader nazionali (capi di Stato o di governo dei paesi membri), con l'approvazione del Parlamento europeo
    Il suo Ruolo principale è:
    Assicurare la guida politica della Commissione
    Convocare e presiedere le riunioni del collegio dei commissari
    Guidare i lavori della Commissione per l'attuazione delle politiche dell'Unione Europea
    Prende parte alle riunioni del G7
    Contribuire ai più importanti dibattiti sia in sede del Parlamento Europeo che del Consiglio dell'Unione europea (nel quale sono rappresentati i governi nazionali).

    Il presidente del Consiglio Europeo: Charles Michel002.jpg
    Durata del mandato: 1º dicembre 2019 al 31 maggio 2022
    Succede a Donald Tusk - Durata del mandato: giugno 2017 - novembre 2019
    Il presidente del Consiglio europeo è eletto per un periodo di due anni e mezzo
    Nominato da: i leader nazionali (capi di Stato o di governo dei paesi membri)
    Il suo Ruolo principale è:
    Presiede e anima i lavori del Consiglio europeo per stabilire gli orientamenti politici generali e le priorità dell'UE, in cooperazione con la Commissione
    Promuove la coesione e il consenso in seno al Consiglio europeo
    Assicura la rappresentanza esterna dell'Unione Europes per quanto riguarda le questioni di politica estera e di sicurezza.

    Il presidente del Parlamento Europeo: David Maria Sassoli003.jpg
    Durata del mandato: dal 3 luglio 2019
    Succede ad Antonio Tajani - Durata del mandato: gennaio 2017 - luglio 2019
    Il presidente viene eletto per un mandato di due anni e mezzo, per cui ad ogni legislatura del Parlamento Europeo si alternano due presidenti.
    Eletto da: i deputati del Parlamento Europeo
    Il suo Ruolo principale è:
    Assicurarsi che vengano seguite le procedure prescritte dal regolamentoV
    Vigilare sulle attività del Parlamento e delle sue commissioni
    Rappresentare il Parlamento in tutte le questioni giuridiche e nelle relazioni internazionali
    Dichiarare l'adozione finale del bilancio


    La storia di Vincenzo è di quelle che commuovono, uno di quei racconti di sofferenza, speranza ed immensa umanità.

    Tra i protagonisti ci sono anche i Volontari del Comitato della Croce Rossa Italiana di Susa.

    Volontari che hanno voluto realizzare l’ultimo desiderio di un uomo in stato terminale.

    E' arrivata a 31 anni quella sentenza senza scampo: "Non ci sono speranze". Così, Vincenzo Corda, ricoverato da gennaio nell'ospedale tedesco di Heidelberg, ha saputo da una dottoressa che il ritorno del tumore creduto sconfitto gli sarebbe stato fatale, e la malattia di era in uno stadio ormai troppo grave.

    A quel punto Vincenzo, giovane fabbro emigrato in Germania nel 2012, a espresso il desiderio"Voglio tornare a Palermo". Per Vincenzo a Palermo c’era una piccola speranza di fare la chemioterapia, un lungo viaggio per tentare una cura straordinaria nella sua terra di origine, ma soprattutto voleva rivedere la sua terra la Sicilia.
    Sua moglie Rosanna ed i suoi familiari si sono subito attivati per poterlo accontentare. La ricerca è però difficile, Vincenzo non poteva essere trasportato ne in aereo ne in auto, ad un certo punto la suocera a un idea, "proviamo con la Croce Rossa Italiana". Il trasporto sanitario, si presenta molto delicato per le condizioni critiche del paziente, ma i Volontari del Comitato di Susa (Torino), in modo particolare l'infermiere Fabio Giammetta milite della Croce Rossa, lo organizzano in due giorni, contribuendo ad esaudire e realizzare il desiderio di Vincenzo. Durante quei 2mila chilometri ha parlato con i Volontari che lo assistevano, con loro si è aperto, ha raccontato le sue speranze, i suoi desideri da papà di una bimba di tre anni, che sognava di tornare a Palermo e costruirsi una casa". Appena arrivato in Sicilia a potuto sentire per l’ultima volta l’odore del mare, attraverso il finestrino dell’ambulanza, e mangiare una brioches.

    Così Vincenzo, nel marzo scorso, è potuto tornare a casa, per vederla per l'ultima volta. Purtroppo Vincezo è mancato due settimane dopo essere tornato in Sicilia e al funerale ha partecipato una delegazione della Croce Rossa Italiana.

    Ora i suoi parenti vogliono far conoscere la storia del suo ultimo viaggio, in compagnia dei volontari Cri. "Sono angeli", sottolinea Rosanna.

    I Volontari della Croce Rossa di Susa hanno realizzato un video "L'ultimo viaggio di Vincenzo" che vi proponiamo di seguito:


    Grande Torino - il 04/05/2019 00:00 con Webmaster

    Sono ormai trascorsi 70 anni quando avvenne la più grande tragedia calcistica della storia italiana.

    grande.jpg

    Erano le 17.04 del 4 maggio 1949 quando l'aereo, un Fiat G.212 della compagnia aerea ALI, Avio Linee Italiane, siglato I-ELCE, con a bordo una delle squadre più forti della storia del calcio, il Grande Torino, si schianta contro il muraglione del terrapieno posteriore della  Basilica di Superga. Non sopravvisse nessuno, le vittime furono 31, tra calciatori, tecnici, dirigenti e giornalisti al seguito.

    L’aereo stava riportando a casa la squadra da Lisbona, dove aveva disputato un incontro amichevole con il Benfica, la partita era stata combinata qualche mese prima, in occasione della partita Italia e il Portogallo, In quell’occasione Francisco Ferreira parlò con Valentino Mazzola (capitano azzurro non che degli Invincibili): ”Vorrei organizzare qualcosa di speciale. Vorrei affrontare la squadra più forte del Mondo”. Quella squadra allora portava la maglia granata era il Torino. Allora i giocatori non guadagnavano come al giorno d'oggi e sembra che Ferreira, capitano del Portogallo, che era in difficoltà economiche, pensò bene di organizzare un match speciale in quanto l’incasso lo avrebbe aiutato, anche se non si sa se questo aneddoto sia vero.

    Vi furono alcuni che dovevano partire con la squadra ma che per un motivo o l'altro non andarono a Lisbona. Il più famoso è Nicolò Carosio, voce del calcio radiofonico e televisivo, che avrebbe voluto andare ma la moglie, a causa della cresima del figlio, si impose e non lo lascio partire. Il presidente del Torino comm. Ferruccio Novo non partì a causa di una forte influenza. Vittorio Pozzo il Commissario Tecnico della nazionale Italiana non partecipò all’ultimo momento. Il giocatore Sauro Tomà non potè partire per questa partita amichevole a causa di un brutto infortunio al ginocchio, era sconvolto e triste di non poter partecipare ma per ironia della sorte, questo gli salvò la vita. L'altro giocatore che si salvò era Renato Gandolfi, che era il secondo portiere, ma in occasione  della trasferta a Lisbona gli fu imposto di lasciare il suo posto a Dino Ballarin, che in realtà era il terzo portiere, su pressione del fratello Aldo, la delusione per Renato fu forte, ma questo fatto gli salvò la vita evitandogli di essere coinvolto nella tragedia di Superga.

    Sono rimasti famosi "i 15 minuti granata" infatti Capitan Valentino Mazzola, ad un certo punto della partita, tirava su le maniche della sua casacca fino oltre i gomiti e urlava il suo "alè", era il segnale della carica, ed in quel quarto d' ora la partita veniva vinta sconfiggendo gli avversari, con goals e gioco spettacoloso.

    Quando la squadra morì il campionato non era ancora finito, mancavano infatti quattro giornate al termine, la Figc, su richiesta di Inter e Milan ed a nome anche delle altre società decisero di assegnare lo scudetto al Torino, alla memoria. La società potè schierare la squadra giovanile delle riserve, che era comunque forte, vinsero tutti e quattro gli incontri, occorre ricordare che, per solidarietà, anche le squadre avversarie mandarono in campo le loro squadre riserva.

    Le Vittime
    Giocatori                               Età Mansione Dirigenti                                       
    Valerio Bacigalupo       25   Portiere Egidio (detto )Arnaldo Agnisetta (Direttore Generale)
    Aldo Ballarin 27 Difensore Ippolito Civalleri (Dir.Accompagnatore)
    Dino Ballarin 23 Portiere Andrea Bonaiuti (Organizzatore delle trasferte della squadra) 
    Émile Bongiorni 28 Attaccante
    Eusebio Castigliano 28 Mediano Allenatori
    Rubens Fadini 21 Centrocampista Egri Erbstein (Direttore Tecnico)
    Guglielmo Gabetto 33 Attaccante Leslie Lievesley (Allenatore)
    Roger (Ruggero) Revelli Grava 27 Centravanti Osvaldo Cortina (Massaggiatore)
    Giuseppe Grezar 30 Mediano
    Ezio Loik 29 Mezzala Destra Giornalisti
    Virgilio Romualdo Maroso 23 Terzino Sinistro Renato Casalbore (Tuttosport)
    Danilo Martelli 25 Mediano e Mezzala Renato Tosatti (Gazzetta del Popolo)
    Valentino Mazzola 30 Attaccante e Centrocampista Luigi Cavallero (La Nuova Stampa)
    Romeo Menti 29 Attaccante
    Piero (detto Pierino) Operto 22 Difensore Equipaggio dell'Aereo
    Franco Ossola 27 Attaccante Pierluigi Meroni (Primo Pilota)
    Mario Rigamonti 26 Difensore Cesare Bianciardi(Secondo Pilota)
    Julius (detto Giulio) Schubert 26 Mezzala Celeste D’Inca (Motorista)
    Antonio Pangrazzi (Radiotelegrafista)

    Di seguito un cinegiornale dell'epoca che riporta la notizia della tragedia


    25 anni Fa - il 01/05/2019 00:00 con Webmaster

    Sono passati 25 anni dal tragico tragico week end del 1° Maggio 1994 ad Imola all'Autodromo Enzo e Dino Ferrari, in quel giorno moriva Ayrton Senna da Silva, pilota brasiliano, tre volte campione del mondo una leggenda della Formula 1.

    Il giorno prima il 30 aprile 1994 perse la vita in seguito ad un terribile incidente durante le qualifiche del Gran Premio di San Marino il pilota automobilistico austriaco Roland Ratzenberger

    Desideriamo rendere omaggio e ricordare questi due Piloti con i video qui sotto, tratti da YouTube.

    Ayrton Senna da Silva
    Roland Ratzenberger

    Ora Legale - il 27/03/2019 00:00 con Webmaster

    Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 Marzo torna l'Ora Legale

    sveglia.jpg

    L'ora legale è la convenzione di spostare avanti di un'ora le lancette degli orologi di uno Stato per sfruttare meglio l'irradiazione del sole durante il periodo estivo, per il risparmio energetico ed un minore consumo di illuminazione elettrica. Dovremo quindi spostare in avanti di un’ora, passando direttamente dalle 2:00 alle ore 3:00. Tale convenzione durerà fino a domenica 27 ottobre, quando andremo a spostare di nuovo le lancette dell’orologio indietro. L'Unione Europea impone agli Stati membri dell’Ue di passare all’ora legale l’ultima domenica di marzo e di tornare all’ora solare l’ultima domenica di ottobre, con l’attuale direttiva. Il 2021 potrebbe essere l'ultimo anno di applicazione in quanto il Parlamento Europeo a approvato la direttiva che sostiene la fine del passaggio dall’ora solare a quella legale.


    Si è spenta il mattino del 23 febbraio 2019 - il 26/02/2019 00:00 con Webmaster

    Donna Marella principessa Caracciolo di Castagneto Vedova dell’Avvocato Gianni Agnelli

    001.jpg

    Una passione di Donna Marella i suoi Huski

    Marella Caracciolo era nata a Firenze il 4 maggio 1927. Figlia di Filippo Caracciolo Principe di Castagneto, una famiglia ricchissima dell’alta e antica aristocrazia napoletana e di Margaret Clarke, signora americana dell’Illinois. Dopo aver seguito gli studi superiori e conseguito il diploma in Svizzera, frequenta “l’Académie des Beaux-Arts” e poi “l’Académie Julian” di Parigi. In seguito inizia la sua attività di fotografa a New York quale assistente di Erwin Blumenfeld. Tornata in Italia collabora come redattrice e fotografa per la Condé Nast. Nel 1952 conosce Gianni Agnelli a Roma. Si sposano l’anno dopo il 19 novembre 1953 con rito religioso in una chiesetta nel castello di Osthofen nei pressi di Strasburgo dove il padre di lei è segretario del Consiglio generale d’Europa. Cerimonia ristretta, per modo di dire dato il numero dei parenti, e poi festa al Trianon Palace di Versailles e partenza per gli Stati Uniti a bordo della Queen Elizabeth. A giugno del 1954 nasce Edoardo e due anni dopo la sorella Margherita, madre di tutti i suoi otto nipoti, John e Lapo e Ginevra, figli di Alain Elkann e degli altri cinque nipoti, Pietro, Sofia, Maria, Anna e Tatiana, figli di Margherita e Serge de Pahlen.

    Nel 1973, su richiesta della fabbrica di tessuti in Svizzera Abraham Zumsteg, ha realizzato una serie di disegni per tessuti d’arredamento. Ad essa sono seguite le collezioni in Italia per la Ditta Ratti di Como, in Francia per gli Stabilimenti Steiner, negli Stati Uniti per la Martex e numerose collezioni per la Marshall Field’s.

    Nel 1977 ha ottenuto negli Stati Uniti l’Oscar del disegno con il premio “Product Design Award of the Resources Council Inc.”. Ha comunque sempre continuato a fotografare, collaborando con la Condé Nast ed altre riviste.

    Nell’ottobre 2000 è stata insignita del titolo di “Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana”.

    Era una grande appassionata d'arte, di fotografia e di giardinaggio.

    Aveva appreso una vastissima cultura botanica che la portò a dedicarsi con passione per anni all’Associazione dei Giardini Hanbury, presiedendo il famoso e prestigioso premio letterario dei Giardini stessi. Aveva anche patrocinato ed in parte inventato per il FAI le giornate al Castello di Masino. Testimonianza di questa sua passione botanica, sono i suoi progetti dei giardini della residenza di Torino "Villa Frescot", quelli di Villar Perosa che sentiva sua più di tutte le altre, il giardino prese forma grazie al suo gusto personale e quello di Russel Page, il celebre paesaggista inglese, con cui collaborò fianco a fianco nella realizzazione di quel gande giardino e di tanti altri, continuando, dopo la morte di Page, con Paolo Pejrone, nel giardino c'è anche una cisterna ottocentesca, imitazione di una torre medievale. La villa della Corsica piena di piccoli ruscelletti che portano dappertutto scendendo di balza in balza, di orto in orto, l’acqua arriva a perdersi per vecchi e spaziosi agrumeti, gelsomini, ortensie, insalate, zucchine, pomodori, aranci, mandarini e pompelmi.

    Aveva creato dei giardini biologici, contraria ai veleni sotto forma di insetticidi o anticrittogamici non li aveva mai usati nei suoi giardini, dicendo "perché far vivere una situazione dannosa e pericolosa a chi lavora e a chi gode e vive nel suo giardino?". Utilizzava concimi naturali, fatti in casa con i resti di sfalci, foglie, rami e letame, sono stati da sempre la base del suo grande successo. Aveva poi progettato il giardino in Marocco, nel ritiro invernale di Marrakech, l’Aïn Kassimou, che in dialetto berbero vuol dire “l’occhio della fonte”,  dove negli ultimi tempi si rifugiava anche per poter curare una lunga malattia.In onore di questa sua passione è stata a lei dedicata una rosa dal famoso vivaio pistoiese Rose Barni. Si era distinta anche per il suo impegno nel Board degli Amici dei Giardini Botanici Hanbury ed era presidente honoris causa della Riserva Naturalistica Torrente Chisone di Villar Perosa.

    La sua passione per ila botanica l'aveva portata a scrivere dei libri che avessero come tema il giardinaggio, sua grande passione dopo la fotografia, avvalendosi della consulenza di Paolo Pejrone, archittetto e paesaggista. I più famosi sono il best-seller "Giardini Italiani",della Weidenfeld e Nicholson, scritto nel 1987, "Giardino Segreto", nel 1998, "Ninfa Ieri e Oggi", del 2007, "Ho coltivato il mio giardino" del 2007, “Ho coltivato il mio giardino’ del 2014 ed ‘La Signora Gocà’ del 2015.

    Oltre al giardinaggio, Marella Agnelli ha ‘coltivato’ il mecenatismo. Era membro dell’International Board of Trustees del Salk Institute di San Diego (California) e dell’International Council of the Museum of Modern Art di New York. È stata, tra l’altro, vicepresidente del Consiglio di Palazzo Grassi a Venezia, nonché presidente de “I 200 del Fai” di Milano e dell’Associazione degli Amici Torinesi dell’Arte Contemporanea di Torino. Inoltre presidente Onorario Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, presidente de ‘I 200 del Fai’ di Milano e dell’Associazione degli Amici Torinesi dell’Arte Contemporanea di Torino. E’ stata vicepresidente della Commissione Nazionale dei Collegi del Mondo Unito.

    Donna Marella non offre tanti spunti alle cronache mondane, la sua discrezione come stile di vita era una sua scelta, è stata un perno nella sua famiglia d’ origine, aveva un legame strettissimo con i fratelli Carlo e Nicola, che adorava. Ma era anche un riferimento per tutti i nipoti.

    002.jpg

    Da grande signora era sempre gentilissima con tutti, il suo modo di fare era uguale sia si trattasse di un nobile o di un cameriere.

    Molto impegnata nelle attività sociali di charity ed aiuto ai poveri, sia a Villar Perosa che a Torino.

    È un addio privato quello che si è celebrato a Villar Perosa, la cittadina della Val Chisone, dove la famiglia ha le sue radici e dove è stato proclamato il lutto cittadino. Nella Chiesa di San Pietro in Vincoli si ritrova per il funerale la famiglia al completo per una cerimonia semplice e sobria, all'ingresso in chiesa del feretro le note dell'Ave Verum di Mozart mentre durante la comunione è stato suonato “Lascia che io pianga” di Handel. Donna Marella riposa nella cappella di famiglia sulla sommità del cimitero di Villar Perosa, è sepolta vicino al figlio Edoardo, morto suicida nel novembre del 2000 e al nipote Giovanni Alberto, prematuramente scomparso nel 1997, di fronte alla tomba di Gianni Agnelli.

    003.jpg


    Norad Track Santa - il 19/12/2018 00:00 con Webmaster

    flying.gif

    Rudolph apre la strada a Babbo Natale e alla sua slitta.

    ( Animation coutesy of CESIUM)



     
    Siete qui :   Home » Notizie
     
     
    Ricerche
     
    Chiudi