Sei qui: Home »
    Stampa la pagina ...

Notizie

Alle due del mattino, un marinaio della Pinta di Cristoforo Colombo, avvistò la terra.
Lo sbarco avvenne nella mattinata sull'isola di Guanahaní, nelle Bahamas.
Sono trascorsi 529 anni da quela mattinata.

colombo.jpg

Sbarco di Colombo di dioscoro puebla public domain via wikimedia commons

Leggi di più


Torna l'ora solare - il 29/09/2021 00:00 da Webmaster

Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre, torna l'ora solare. Alle 3 dovremo portare le lancette indietro di un'ora, tornando così alle 2. Con l'arrivo dell'autunno dunque, le giornate si accorceranno inesorabilmente: il buio arriverà prima alla sera ma si avrà più luce la mattina, almeno nella prima fase. L'ora solare rimarrà in vigore fino a domenica 27 marzo 2022 quando si tornerà a spostare le lancette in avanti.

sveglia2.jpg

Leggi di più


Vogliamo ricordare la grande giornalista e scrittore (come desiderava essere definita) con il seguente video della XV edizione del Menorial Oriana Fallaci

Courtesy – Video © Imola Oggi
 
Altre notizie sul sito
thank.jpg
Click sul logo

Leggi di più


Nasce il Ponte Farnese «Un Ponte Volante» - il 14/07/2021 00:00 da Webmaster

Oggi un ponte lungo 18 metri, sospeso sul Tevere tutto in cartone ricilabile, sorretto da tre palloni gonfiati a elio. E' il Ponte Farnese, sogno del Cardinale Alessandro Farense(papa  Paolo  III), uomo colto e mecenate, che quando nel 1579 acquistò il Palazzo del giardino del banchiere Agostino Chigi, da quel momento denominato Villa Farnesina, sognava di realizzare una meravigliosa passeggiata sul Tevere collegando la sua nuova proprietà alla residenza di Palazzo Farnese. Commissionò così a Michelangelo Buonarroti l'ambizioso progetto di un ponte sul fiume, che in realtà mai venne terminato (ne resta solo un arco su via Giulia).

001_ponte.jpg
Courtesy – Foto © Ambasciata di Francia - pontefarnese.org

Promosso dall'Ambasciata di Francia e Institut francais Italia e realizzato grazie al sostegno di Webuild, in collaborazione con Villa Farnesina-Accademia dei Lincei, "il ponte Farnese - racconta l'ambasciatore Christian Masset - è il primo di una serie di eventi culturali e scientifici legati alla valorizzazione di Palazzo Farnese, che abbiamo pensato per raccontarne la storia e renderlo visibile, mentre è in atto il restauro di facciate e tetto, che durerà cinque anni". Il Ponte è un opera collettiva di Olivier Grossetête, artista conosciuto in tutto il mondo per le sue Costruzioni monumentali partecipative

Courtesy – Video ©Trastevere App

Palazzo Farnese venne costruito per volere di per incarico del cardinale Alessandro Farnese (futuro papa Paolo III), che tra il 1495 e il 1512 aveva acquistato il palazzo Ferriz e altri edifici che sorgevano nell'area. Il progetto originario del palazzo si deve ad Antonio da Sangallo il Giovane, che iniziò i lavori nel 1514, ma si bloccarono per il sacco di Roma nel 1527 e vennero ripresi solo nel 1541, dopo che il cardinal Farnese divenne papa. Il Sangallo apportò modifiche al progetto originario ed in modo particolare creò la piazza antistante il palazzo. Dopo la morte del Sangallo nel 1546, i lavori furono affidati alla direzione di Michelangelo che apportò numerose modifiche, introducendo elementi architettonici e decorativi. Definisce inoltre l’assetto dei primi due piani ed aggiunge un terzo piano, termina il cortile interno e inserisce un massiccio cornicione ornato dai gigli dei Farnese. Nella facciata aggiunge anche il balcone centrale e lo stemma pontificio, sormontato dalle chiavi e dalla  tiara. Michelangelo Buonarroti progetta inoltre un ponte sul Tevere che potesse collegre Palazzo Farnese ai giardini Chigi, attuale Villa Farnesina, sull'altra sponda del Tevere, nel tratto vicino a Ponte Sisto, a Roma.

farnese.jpg

La posizione in cui doveva essere costruito il Ponte Farnese

Ma il Ponte Farnese (o Ponte Michelangelo), non fu mai portato a termine, in quanto Michelangelo mori il 18 febbraio 1564 e la sovrintendenza architettonica passò prima al Vignola e successivamente a Giacomo della Porta che nel 1603 costrui solo il primo tratto del ponte, quello che oggi possimo ancora ammirare come «l'Arco Farnese» in via Giulia, probabilmente era la prima arcata del ponte.

02_Arch_Rome ok.jpg

«l'Arco Farnese» in via Giulia

Il ponte però comportava una spesa gigantesca, e i Farnese avevano già investito gran parte delle proprie risorse per costruire (e decorare!) il palazzo che risulta ancora oggi è uno dei più bei palazzi del mondo, pertanto l'idea del ponte fu abbandonata.

Palazzo Farnese oggi è di proprietà dello Stato Italiano, ed è concesso dal 1936 al governo francese, che ha qui la sede della propria ambasciata in Italia, per un periodo di 99 anni, per una cifra simbolica, nell'ambito di un patto che prevedeva la concessione allo Stato Italiano, alle stesse condizioni, dell'Hôtel de La Rochefoucauld-Doudeauville (o Hôtel de Boisgelin), attuale sede dell'ambasciata d'Italia a Parigi.

Visita Virtuale It.jpg

Click sull'Immagine per la visita a Palazzo Farnese( si apre in una Nuova Finestra )

Leggi di più


Ci ha lasciati Raffaella Carrà - il 05/07/2021 17:00 da Webmaster

E' morta Raffaella Carrà.

Raffaella-Carra-mix-costumi.jpg

La notizia annunciata da Sergio Japino con il seguente triste annuncio: «E' andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre».

Raffaella Carrà si è spenta alle ore 16.20 di oggi, è morta all'età di 78 anni Raffaella Carrà, dopo una malattia che aveva voluto tener segreta. Definita la Regina della tv italiana. Showgirl, cantante, ballerina, attrice, conduttrice televisiva, radiofonica e autrice televisiva. Era nata a Bologna il 18 giugno 1943, il suo vero nome era Raffaella Maria Roberta Pelloni.

Il debutto in televisione in "Tempo di danza" (1961), al fianco di Lelio Luttazzi, e nella commedia musicale "Scaramouche" (1965), nel 1970 approdò a Canzonissima, divenendo nota al grande pubblico. Fu così che la Carrà divenne la prima showgirl del piccolo schermo in bianco e nero. Notevole successo ottenne nel 1984 con "Pronto, Raffaella", che raggiunse ascolti straordinari per la fascia meridiana. Conduttrice di "Domenica in" (1986) sempre per la Rai, nel 1987 passò per un breve periodo a Canale 5, per poi tornare nel 1991 a Raiuno con la trasmissione "Fantastico 12". Dopo una parentesi di quattro anni a Madrid, dove portò il programma "Hola Raffaella" per la televisione spagnola, è rientrata in Italia nel 1995 riproponendosi con successo in "Carramba! Che sorpresa" (1995-97 e 2002), trasmissione ispirata al varietà britannico "Surprise, surprise". Nelle stagioni (1998-2000 e 2008) presenta "Carramba! Che fortuna" e "Segreti e … bugie" (1999), su Raiuno. Nel 2001 ha condotto il Festival di Sanremo, nel 2004 il programma "Sogni", mentre dedicato alle adozioni a distanza è stato "Amore" del 2006. Nel 2007 è uscito "Raffica Carrà", raccolta videomusicale delle numerose sigle televisive che ha interpretato. Nel 2013 è tornata sul piccolo schermo su Raidue come coach del talentshow "The Voice of Italy" ed è uscito il suo ultimo album "Replay". Nel 2015 ha condotto su Raiuno il talent show "Forte forte forte" e ha interrotto la sua partecipazione a "The Voice of Italy", ripresa l'anno successivo. Del 2019 è il suo ultimo programma "A raccontare comincia tu" su Raitre.

Leggi di più


Carla Fracci, all'anagrafe Carolina Fracci (Milano, 20 agosto 1936 – Milano, 27 maggio 2021), è stata una grande ballerina italiana. Muore il 27 maggio 2021 all’età di 84 anni nella sua casa di Milano, dopo una lunga lotta contro un tumore.
È stata una delle più grandi ballerine del ventesimo secolo. Nel 1981 il New York Times la definì prima ballerina assoluta, storica étoile del Teatro della Scala.
Ha danzato con vari ballerini, tra i quali Rudolf Nureyev, Vladimir Vasiliev, Henning Kronstam, Mikhail Baryshnikov, Marinel Stefanescu, Alexander Godunov, Erik Bruhn, Gheorghe Iancu, Roberto Bolle.

La vogliamo ricordare con questo brano "La morte del cigno" La notte della musica nel solstizio d'estate Palazzina di caccia di Stupinigi Torino 1987

Leggi di più


Tragedia Funivia del Mottarone - il 26/05/2021 00:00 da Webmaster

Funivia Stresa - Mottarone, le immagini dal luogo dell'incidente

Leggi di più


Ci ha lasciato un Grande della musica - il 18/05/2021 00:00 da Webmaster

Il cantautore siciliano Franco (Francesco) Battiato si è spento stamattina nella sua casa di Milo (Catania), Sulle cause della morte del cantautore non vi sono certezze, ma solo indiscrezioni, anche perchè sulle condizioni di salute dell’artista catanese vige da alcuni anni un alone di mistero, dettato dalla privacy e dalla riservatezza sulla sua vita private che aveva e che ora richiede giustamente la famiglia..
Aveva 76 anni era infatti nato il a Jonia il 23 marzo del 1945, uomo gentile e colto si era ritirato dalla scena pubblica a causa della malattia da qualche tempo. Era poliedrico ed ironico, ha approfondito e combinato tra loro in modo eclettico e personale, il pop, il rock progressivo e la musica più alta e colta, è stato un precursore della musica elettronica, ed era un cultore della musica classica e sinfonica..
Oltre ad essere un musicista era anche pittore e regista dirigendo Perdutoamor e Musikante su Ludwig van Beethoven.

Autore di innumerevoli brani come, l`era del cinghiale bianco, prospettiva nevskij, centro di gravità permanente, bandiera bianca, cuccurucucù, voglio vederti danzare, la stagione dell`amore, e ti vengo a cercare, povera patria, la cura, sono entrati nella storia della musica.

Vogliamo ricordarlo con uno dei suoi pezzi che hanno avuto maggio successo «Centro di gravità permanente», Era inserito nell'album del 1981 "La voce del padrone", questo brano divenne uno dei maggiori successi di Battiato e contribuì alla sua affermazione come artista negli anni 80, assieme ad altri pezzi storici quali «Bandiera bianca» e «Cuccuruccucù». Il testo, come altri successivi del cantautore, esprime il senso di smarrimento nella società attuale, in cui è difficile trovare dei punti stabili. Molti dei riferimenti culturali della canzone richiamano il filosofo e mistico Georges Gurdjieff (1872-1949)

Qui sotto l'ultima opera del Maestro, un pò il suo testamento.

Torneremo ancora · Franco Battiato · Royal Philharmonic Concert Orchestra

Leggi di più


A maggio del 1961 Piero Manzoni realizza «Merda d’artista», in 90 esemplari, scatoletta per conserve, uguali a quelli utilizzati normalmente per la carne in scatola, del diametro di 6 centimetri per 4,8 centimetri, sigillata, sui cui è apposta un’etichetta a stampa in cui si legge, in italiano, inglese, francese e tedesco, la scritta « Merda d’artista, Contenuto netto gr. 30. Conservata al naturale. Prodotta ed inscatolata nel maggio 1961 », Künstlerscheisse, Merde d’artiste,Artist’s shit. Sul coperchio era stato stampato “PRODUCED BY”, seguito dalla firma in corsivo di Piero Manzoni e dal numero dell’esemplare, mentre sul fondo compariva la scritta “MADE IN ITALY”.

merda 01.jpg

Ma chi era Piero Manzoni :

Piero Manzoni nasce a Soncino, Cremona, il 13 luglio 1933, muore in solitudine nelle prime ore del 6 febbraio 1963 nel suo atelier milanese (in via Fiori Chiari 16). Era di nobile discendenza, suo padre Egisto, era un conte, il suo titolo completo era Conte Meroni Manzoni di Chiosca e Poggiolo, la madre Valeria Meroni, nasce nel 1907 a Soncino dalla famiglia titolare della storica Filanda Meroni.

Piero trascorre l’infanzia  in alcuni luoghi che lo segneranno, quali la villa di campagna di Soprazocco, frazione del comune di Gavardo, in provincia di Brescia, altro luogo è Albisola Capo, nei pressi di Savona, terra d’origine della famiglia della madre, il terzo luogo è Milano la famiglia vive prima in via Saffi e, dal 1938, in via Cernaia 4, a un passo da via Brera.
Manzoni non ha seguito studi artistici regolari. Si è iscritto a giurisprudenza per poi frequentare la facoltà di filosofia a Roma e ciò ha influenzato parecchio la sua opera artistica.
Nel 1953 inizia a dedicarsi più stabilmente alla pittura, seguendo in particolare Lucio Fontana .
Manzoni frequenta gli studi di Roberto Crippa e Gianni Dova e stringe amicizia con i giovani Ettore Sordini e Angelo Verga,organizza con loro diverse Mostre d’Arte Contemporanea.
Nel 1958 va a Rotterdam, dove stringe amicizia con gli artisti Gust Romijn e Hans Sonnenberg, mercante e anima del futuro Zero-groep olandese, entrando in contatto anche con Jan J. Schoonhoven e più avanti con Henk Peeters, i quali nel 1960 fonderanno la Nul-beweging.
Crea «Corpi d’aria» (introducendo la variante di «Fiato d’artista», ove i palloncini sono gonfiati dall’autore stesso) e il 21 luglio la Mostra «Consumazione dell’arte Dinamica del pubblico Divorare l’arte», in cui il pubblico consuma uova sode sul cui guscio è impressa la sua impronta digitale ( il Filmgiornale SEDI realizza una versione filmata di questa azione), è l’ultima iniziativa della vita breve di Azimut.
Crea «Achromes» in cotone idrofilo trattato con cloruro di cobalto che cambia colore con il mutare delle condizioni atmosferiche.

A maggio del 1961 realizza «Merda d’artista», opera considerata rivoluzionaria, provocatrice, dissacrante, sconcertante, scandalosa e curiosa. L'acquirente era tenuto, a non aprire la scatoletta, pena la perdita di valore dell’opera. In realtà non si sa se l’etichetta dica il vero circa il contenuto, in quanto un simile un gesto simile avrebbe fatto perdere il  valore dell'opera, che negli anni è andato sempre più crescendo, essendo ritenuta uno dei maggiori esempi di «provocazione artistica» della storia. Sembra che l’inscatolamento sia stato eseguito da un lattoniere in Corso Garibaldi, buon conoscente del tipografo Antonio Maschera stampatore delle etichette in via Palermo. Il prezzo per l'opera era stato fissato dall'autore in 30 grammi d’oro, all’epoca la quotazione dell'oro era di circa 700 lire al grammo, la scatola quindi aveva un valore di 21mila lire, è da tener presente che all'epoca gli stipendi degli impiegati si aggiravano intorno alle 60 mila lire al mese.

Merda 02.jpg

Courtesy – Foto © Giovanni Ricci

In una lettera al collega artista e amico Benjamin Vautier, più conosciuto col diminutivo di Ben, ha scherzosamente ipotizzato, su «Merda d’artista» , dicendogli che "se i collezionisti vogliono qualcosa di intimo, di veramente personale dell'artista, c'è la merda dell'artista, quella è davvero sua".


Nel 1993, l'artista francese Bernard Bazile, ne fece acquistare una scatola da Roger Pailhas, suo gallerista, che apparteneva a Ben (pseudonimo di Benjamin Vautier) per consentire a Bazile di eseguire questa performance, all'epoca l'aveva pagato 200.000 Franchi. Bazile quindi
fa questa performance, davanti a numerose persone ed espone al centro Georges Pompidou «Boite de Merde de Piero Manzoni, ouverte», ma sembra che una volta aperta la sua scatolina, Bazile si sia trovato in presenza di un altro contenitore cilindrico circondato da una sostanza che sembra essere cotone. Insomma, siamo di fronte ad un ulteriore mistero nel più classico stile delle scatole cinesi. Il motivo che potrebbe aver indotto Manzoni ad inserire una scatola nella scatola potrebbe essere che l'artista, in questo modo abbia voluto tutelare la corrosione della scatola di metallo nel tempo e la conseguente fuoriuscita della sostanza organica dalla scatola più grande. Oppure, potrebbe anche voluto aggiungere mistero, immaginando che prima o poi qualcun ne avrebbe aperto una, o più delle sue opere, per curiosare cosa vi fosse all'interno.

Merda 03 Photographie de Xavier Hufkens.jpg

La scatola aperta da Bernard Bazile - Courtesy – Photografie de Xavier Hufkens

Oggi molte Scatole sono state vendute (la famiglia Manzoni ne possiede ancora 5) e si trovano in varie collezioni d'arte contemporanea in tutto il mondo. Sono scambiate a un prezzo elevato, rispetto a quanto stabilito dall'artista.
Il 16 ottobre 2015 una scatola è stata messa all'asta per £ 182.500 (circa € 202.980) in un'asta da Christie's a Londra. Il 28 ottobre 2014, una scatola è stata venduta per € 129.000 (cioè comprensivo di costi d'asta € 160.920) durante una vendita effettuata dalla ditta Cornette de Saint Cyr a Parigi. Una delle famose scatolette di «Merda d’artista» di Piero Manzoni è stata venduta al prezzo di 275 mila euro, compresi i diritti d’asta, presso la casa milanese «Il Ponte» dove si è tenuta una vendita di Arte Moderna e Contemporanea.

Il Manzoni vivente ne ha vendute molto poche delle sue Scatolette, così come pochissimo delle sue opere in genere. Le dava ai suoi amici o le scambiava con altri artisti. Oggi le sue Scatolette vengono scambiate a un prezzo elevato, molto di più rispetto a quanto si era prefissato l'artista.

04 fondazione.jpg

Cliccando sull'immagine si aprira in una nuova scheda il sito della Fondazione

1992 NASCITA della FONDAZIONE Piero Manzoni

Nel 1992 i quatto fratelli di Piero Manzoni (Maria, Melania, Giacomo e Giuseppe) fondano l'Archivio Piero Manzoni, associazione senza fini di lucro.

  • L'Archivio propone la volorizzazione dell'artista attraverso:
  • la ricerca storica, raccogliendo informazioni e materiali su Piero Manzoni, la sua vita e le sue opere; l’archiviazione, continuando il lavoro per stabilire il corpus delle opere autentiche;
  • la collaborazione con istituzioni per l’organizzazione di mostre, o con studiosi per la realizzazione di pubblicazioni e ricerche;
  • le consulenze volte alla corretta conservazione delle opere

Esiste inoltre un sito dedicato a «Merda d’artista»

05 merda.jpg

Cliccando sull'immagine si aprira in una nuova scheda il sito

Qui sotto un video che raccontano dell'artista

06 libri.jpg

Sono numerosi i libri e gli scritti che parlano dell'artista qui sotto ne potrete trovare alcuni:
Un campione del nostro tempo Romano F. Cattaneo “Il Borghese”, Milano, n. 38, 21 settembre 1961
Piero Manzoni. Vita d'artista di Flaminio Gualdoni edito da Johan & Levi, 2013
Breve storia della “Merda d’artista” Flaminio Gualdoni Skira, Milano, 2014
"Piero Manzoni. Divorare l'arte" di Guido Andrea Pautasso  pubblicato da Electa, 2015
"Piero Manzoni. Nuovi studi", Fondazione Piero Manzoni. pubblicato da Carlo Cambi Editore 2017.
Essere zero. Ontologia di Piero Manzoni di Fabio Vander Editore Mimesis, 2019
Infine il ribelle gentile, la vera storia di Piero Manzoni”. Il libro che è stato scritto da Dario Biagi, nipote dell’illustre Enzo Biagi, e pubblicato da Stampa Alternativa nel 2013, questo libro è stato teatro di una causa intentata dalla Fondazione Manzoni che aveva chiesto al Tribunale di Milano il sequestro del libro, ma stato assolto in quanto non diffamatorio nei confronti degli eredi e quindi è rimasto liberamente in commercio.

Le Esposizioni:
Le opere "Merda d'artista" sono esposte in molti dei più grandi musei del mondo.

Museo nazionale d'arte moderna a Paris, Scatola numero 31.
Museo del Novecento a Milano, Scatola numero 80.
Tate Modern London, Scatola numero 004.
Staats Galerie Sttutgart, Scatola numero 0-7 (le prime cifre non sono leggibili perchè raschiate).
Nuovo Museo di Weimar, Scatola numero 043.
Nuovo Museo di Nurnberg, Scatola numero 028.

Leggi di più


Morto il Principe Filippo, marito della Regina Elisabetta d’Inghilterra.

Leggi di più