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    Notizie

    Grande Torino - il 04/05/2019 00:00 con Webmaster

    Sono ormai trascorsi 70 anni quando avvenne la più grande tragedia calcistica della storia italiana.

    grande.jpg

    Erano le 17.04 del 4 maggio 1949 quando l'aereo, un Fiat G.212 della compagnia aerea ALI, Avio Linee Italiane, siglato I-ELCE, con a bordo una delle squadre più forti della storia del calcio, il Grande Torino, si schianta contro il muraglione del terrapieno posteriore della  Basilica di Superga. Non sopravvisse nessuno, le vittime furono 31, tra calciatori, tecnici, dirigenti e giornalisti al seguito.

    L’aereo stava riportando a casa la squadra da Lisbona, dove aveva disputato un incontro amichevole con il Benfica, la partita era stata combinata qualche mese prima, in occasione della partita Italia e il Portogallo, In quell’occasione Francisco Ferreira parlò con Valentino Mazzola (capitano azzurro non che degli Invincibili): ”Vorrei organizzare qualcosa di speciale. Vorrei affrontare la squadra più forte del Mondo”. Quella squadra allora portava la maglia granata era il Torino. Allora i giocatori non guadagnavano come al giorno d'oggi e sembra che Ferreira, capitano del Portogallo, che era in difficoltà economiche, pensò bene di organizzare un match speciale in quanto l’incasso lo avrebbe aiutato, anche se non si sa se questo aneddoto sia vero.

    Vi furono alcuni che dovevano partire con la squadra ma che per un motivo o l'altro non andarono a Lisbona. Il più famoso è Nicolò Carosio, voce del calcio radiofonico e televisivo, che avrebbe voluto andare ma la moglie, a causa della cresima del figlio, si impose e non lo lascio partire. Il presidente del Torino comm. Ferruccio Novo non partì a causa di una forte influenza. Vittorio Pozzo il Commissario Tecnico della nazionale Italiana non partecipò all’ultimo momento. Il giocatore Sauro Tomà non potè partire per questa partita amichevole a causa di un brutto infortunio al ginocchio, era sconvolto e triste di non poter partecipare ma per ironia della sorte, questo gli salvò la vita. L'altro giocatore che si salvò era Renato Gandolfi, che era il secondo portiere, ma in occasione  della trasferta a Lisbona gli fu imposto di lasciare il suo posto a Dino Ballarin, che in realtà era il terzo portiere, su pressione del fratello Aldo, la delusione per Renato fu forte, ma questo fatto gli salvò la vita evitandogli di essere coinvolto nella tragedia di Superga.

    Sono rimasti famosi "i 15 minuti granata" infatti Capitan Valentino Mazzola, ad un certo punto della partita, tirava su le maniche della sua casacca fino oltre i gomiti e urlava il suo "alè", era il segnale della carica, ed in quel quarto d' ora la partita veniva vinta sconfiggendo gli avversari, con goals e gioco spettacoloso.

    Quando la squadra morì il campionato non era ancora finito, mancavano infatti quattro giornate al termine, la Figc, su richiesta di Inter e Milan ed a nome anche delle altre società decisero di assegnare lo scudetto al Torino, alla memoria. La società potè schierare la squadra giovanile delle riserve, che era comunque forte, vinsero tutti e quattro gli incontri, occorre ricordare che, per solidarietà, anche le squadre avversarie mandarono in campo le loro squadre riserva.

    Le Vittime
    Giocatori                               Età Mansione Dirigenti                                       
    Valerio Bacigalupo       25   Portiere Egidio (detto )Arnaldo Agnisetta (Direttore Generale)
    Aldo Ballarin 27 Difensore Ippolito Civalleri (Dir.Accompagnatore)
    Dino Ballarin 23 Portiere Andrea Bonaiuti (Organizzatore delle trasferte della squadra) 
    Émile Bongiorni 28 Attaccante
    Eusebio Castigliano 28 Mediano Allenatori
    Rubens Fadini 21 Centrocampista Egri Erbstein (Direttore Tecnico)
    Guglielmo Gabetto 33 Attaccante Leslie Lievesley (Allenatore)
    Roger (Ruggero) Revelli Grava 27 Centravanti Osvaldo Cortina (Massaggiatore)
    Giuseppe Grezar 30 Mediano
    Ezio Loik 29 Mezzala Destra Giornalisti
    Virgilio Romualdo Maroso 23 Terzino Sinistro Renato Casalbore (Tuttosport)
    Danilo Martelli 25 Mediano e Mezzala Renato Tosatti (Gazzetta del Popolo)
    Valentino Mazzola 30 Attaccante e Centrocampista Luigi Cavallero (La Nuova Stampa)
    Romeo Menti 29 Attaccante
    Piero (detto Pierino) Operto 22 Difensore Equipaggio dell'Aereo
    Franco Ossola 27 Attaccante Pierluigi Meroni (Primo Pilota)
    Mario Rigamonti 26 Difensore Cesare Bianciardi(Secondo Pilota)
    Julius (detto Giulio) Schubert 26 Mezzala Celeste D’Inca (Motorista)
    Antonio Pangrazzi (Radiotelegrafista)

    Di seguito un cinegiornale dell'epoca che riporta la notizia della tragedia



     
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