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    Notizie

    Si è spenta il mattino del 23 febbraio 2019 - il 26/02/2019 00:00 con Webmaster

    Donna Marella principessa Caracciolo di Castagneto Vedova dell’Avvocato Gianni Agnelli

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    Una passione di Donna Marella i suoi Huski

    Marella Caracciolo era nata a Firenze il 4 maggio 1927. Figlia di Filippo Caracciolo Principe di Castagneto, una famiglia ricchissima dell’alta e antica aristocrazia napoletana e di Margaret Clarke, signora americana dell’Illinois. Dopo aver seguito gli studi superiori e conseguito il diploma in Svizzera, frequenta “l’Académie des Beaux-Arts” e poi “l’Académie Julian” di Parigi. In seguito inizia la sua attività di fotografa a New York quale assistente di Erwin Blumenfeld. Tornata in Italia collabora come redattrice e fotografa per la Condé Nast. Nel 1952 conosce Gianni Agnelli a Roma. Si sposano l’anno dopo il 19 novembre 1953 con rito religioso in una chiesetta nel castello di Osthofen nei pressi di Strasburgo dove il padre di lei è segretario del Consiglio generale d’Europa. Cerimonia ristretta, per modo di dire dato il numero dei parenti, e poi festa al Trianon Palace di Versailles e partenza per gli Stati Uniti a bordo della Queen Elizabeth. A giugno del 1954 nasce Edoardo e due anni dopo la sorella Margherita, madre di tutti i suoi otto nipoti, John e Lapo e Ginevra, figli di Alain Elkann e degli altri cinque nipoti, Pietro, Sofia, Maria, Anna e Tatiana, figli di Margherita e Serge de Pahlen.

    Nel 1973, su richiesta della fabbrica di tessuti in Svizzera Abraham Zumsteg, ha realizzato una serie di disegni per tessuti d’arredamento. Ad essa sono seguite le collezioni in Italia per la Ditta Ratti di Como, in Francia per gli Stabilimenti Steiner, negli Stati Uniti per la Martex e numerose collezioni per la Marshall Field’s.

    Nel 1977 ha ottenuto negli Stati Uniti l’Oscar del disegno con il premio “Product Design Award of the Resources Council Inc.”. Ha comunque sempre continuato a fotografare, collaborando con la Condé Nast ed altre riviste.

    Nell’ottobre 2000 è stata insignita del titolo di “Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana”.

    Era una grande appassionata d'arte, di fotografia e di giardinaggio.

    Aveva appreso una vastissima cultura botanica che la portò a dedicarsi con passione per anni all’Associazione dei Giardini Hanbury, presiedendo il famoso e prestigioso premio letterario dei Giardini stessi. Aveva anche patrocinato ed in parte inventato per il FAI le giornate al Castello di Masino. Testimonianza di questa sua passione botanica, sono i suoi progetti dei giardini della residenza di Torino "Villa Frescot", quelli di Villar Perosa che sentiva sua più di tutte le altre, il giardino prese forma grazie al suo gusto personale e quello di Russel Page, il celebre paesaggista inglese, con cui collaborò fianco a fianco nella realizzazione di quel gande giardino e di tanti altri, continuando, dopo la morte di Page, con Paolo Pejrone, nel giardino c'è anche una cisterna ottocentesca, imitazione di una torre medievale. La villa della Corsica piena di piccoli ruscelletti che portano dappertutto scendendo di balza in balza, di orto in orto, l’acqua arriva a perdersi per vecchi e spaziosi agrumeti, gelsomini, ortensie, insalate, zucchine, pomodori, aranci, mandarini e pompelmi.

    Aveva creato dei giardini biologici, contraria ai veleni sotto forma di insetticidi o anticrittogamici non li aveva mai usati nei suoi giardini, dicendo "perché far vivere una situazione dannosa e pericolosa a chi lavora e a chi gode e vive nel suo giardino?". Utilizzava concimi naturali, fatti in casa con i resti di sfalci, foglie, rami e letame, sono stati da sempre la base del suo grande successo. Aveva poi progettato il giardino in Marocco, nel ritiro invernale di Marrakech, l’Aïn Kassimou, che in dialetto berbero vuol dire “l’occhio della fonte”,  dove negli ultimi tempi si rifugiava anche per poter curare una lunga malattia.In onore di questa sua passione è stata a lei dedicata una rosa dal famoso vivaio pistoiese Rose Barni. Si era distinta anche per il suo impegno nel Board degli Amici dei Giardini Botanici Hanbury ed era presidente honoris causa della Riserva Naturalistica Torrente Chisone di Villar Perosa.

    La sua passione per ila botanica l'aveva portata a scrivere dei libri che avessero come tema il giardinaggio, sua grande passione dopo la fotografia, avvalendosi della consulenza di Paolo Pejrone, archittetto e paesaggista. I più famosi sono il best-seller "Giardini Italiani",della Weidenfeld e Nicholson, scritto nel 1987, "Giardino Segreto", nel 1998, "Ninfa Ieri e Oggi", del 2007, "Ho coltivato il mio giardino" del 2007, “Ho coltivato il mio giardino’ del 2014 ed ‘La Signora Gocà’ del 2015.

    Oltre al giardinaggio, Marella Agnelli ha ‘coltivato’ il mecenatismo. Era membro dell’International Board of Trustees del Salk Institute di San Diego (California) e dell’International Council of the Museum of Modern Art di New York. È stata, tra l’altro, vicepresidente del Consiglio di Palazzo Grassi a Venezia, nonché presidente de “I 200 del Fai” di Milano e dell’Associazione degli Amici Torinesi dell’Arte Contemporanea di Torino. Inoltre presidente Onorario Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, presidente de ‘I 200 del Fai’ di Milano e dell’Associazione degli Amici Torinesi dell’Arte Contemporanea di Torino. E’ stata vicepresidente della Commissione Nazionale dei Collegi del Mondo Unito.

    Donna Marella non offre tanti spunti alle cronache mondane, la sua discrezione come stile di vita era una sua scelta, è stata un perno nella sua famiglia d’ origine, aveva un legame strettissimo con i fratelli Carlo e Nicola, che adorava. Ma era anche un riferimento per tutti i nipoti.

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    Da grande signora era sempre gentilissima con tutti, il suo modo di fare era uguale sia si trattasse di un nobile o di un cameriere.

    Molto impegnata nelle attività sociali di charity ed aiuto ai poveri, sia a Villar Perosa che a Torino.

    È un addio privato quello che si è celebrato a Villar Perosa, la cittadina della Val Chisone, dove la famiglia ha le sue radici e dove è stato proclamato il lutto cittadino. Nella Chiesa di San Pietro in Vincoli si ritrova per il funerale la famiglia al completo per una cerimonia semplice e sobria, all'ingresso in chiesa del feretro le note dell'Ave Verum di Mozart mentre durante la comunione è stato suonato “Lascia che io pianga” di Handel. Donna Marella riposa nella cappella di famiglia sulla sommità del cimitero di Villar Perosa, è sepolta vicino al figlio Edoardo, morto suicida nel novembre del 2000 e al nipote Giovanni Alberto, prematuramente scomparso nel 1997, di fronte alla tomba di Gianni Agnelli.

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