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    Una Cestovia che non c'è più - il 20/03/2017 00:00 con Webmaster

    Una Cestovia che non c'è più

    A Torre Pellice negli anni 60 esisteva una cestovia che ormai non esiste più "La Seggiovia del Vandalino".

    Voluta dalla Società Seggiovie Vandalino, diretta dal Generale Stefano Coisson, e di cui facevano parte numerosi valligiani, aveva una doppia funzionalità sia quella turistica, vista la crisi industriale della valle in quei tempi, con la chiusura della stamperia Mazzonis, e sia come mezzo di trasporto locale per l'accesso in quota alle baite ed ai pascoli.

    001.png

    La F.lli Marchisio,azienda italiana di costruzioni funiviarie in attività dal 1951 al 1984, ricevette l'incarico di costruire la Cestovia del Monte Vandalino che collegava la località “Rio Cros” alla Sea, località posta sulle pendici del Monte Vandalino con esposizione nord-est, la costruzione avvenne nell'anno 1964.

    L’impianto, il cui progetto definitivo fu redatto dell'Ing.Lello Prudenza è stato realizzato su commissione della Società Seggiovie Vandalino, venne approvato dalla commissione per le Funicolari Aeree e Terrestri in data 20 maggio 1964, la sigla tecnica delle cestovie è MGF (Monocable - Gondola - Fixed).
    La particolarità di questa Cestovia era quella di essere il più lungo impianto di questo tipo costruito dalla F.lli Marchisio, con una lunghezza totale sviluppata di 2.615 metri. Questo fece si che l'impianto determinò un particolare interesse funiviario, tanto da necessitare di opere di ricognizione disposte dalla stessa amministrazione ministeriale centrale, sia per la sua lunghezza che per le sue caratteristiche tecniche.

    Questa Cestovia aveva le seguenti caratteristiche :
    Lunghezza m. 2615
    Dislivello m. 658,52 ( fra la stazione di valle posta a 597 m.s.l.m. e la stazione di monte a 1282 m.s.l.m.)
    Velocità: m/sec 1,65/2
    Portata oraria persone 250/300
    Potenza motrice CV 120
    Diametro fune mm.30

    La fune era portante-traente, aveva un peso complessivo di c.a. 8.630 Kg pari a 3,3 kg/m, ed era costituita da 114 fili con cordatura crociata. Lo scartamento della linea costante, era di 3,25 m.
    La linea era composta da 21 Tralicci, poggiati su plinti in cemento armato, con disegno classico della F.lli Marchisio, prodotti dalle fonderie Ilva.
    Oltre ai tralicci vi erano 5 sostegni di ritenuta e 356 rulli disposti in bilancieri da 4, 6 od 8 rulli.
    L’impianto montava 108 classici “cesti” biposto, di disegno della F.lli Marchisio, del tipo aperto a bacchette, alternando le colorazioni gialla, verde, rossa e blu. I cesti erano distanti tra loro 48 metri e pesavano 60 kg a vuoto, compreso il morsetto. L'altezza massima della cabina aperta, comprensiva di sospensione, era di 304 cm. Nel corso della loro carriera non subirono nessuna modifica se non l'aggiunta del portasci esterno e la sostituzione del morsetto.

    La sua apetura venne Autorizzata il 29 ottobre del 1965, con protocollo 1533, la cestovia era utilizzata sia in estate sia in inverno.

    002.png

    003.png

    Alla cestovia si aggiunse lo skilift "Sciovia Scarussera" che aveva le seguenti caratteristiche:
    Lunghezza m. 349
    Dislivello m. 114
    Velocità: m/sec 2,20
    Portata oraria pers. 320
    Potenza motrice cv 16
    Diametro fune mm 12

    004.png

    005.jpg

    Pubblicità dell'epoca

    La Stazione a valle era composta da un ampio fabbricato in cemento armato rivestito in pietra e legno, ispirato alle caratteristiche costruzioni alpine, era stata costruita in località “Rio Cros” e costeggiava la strada provinciale che conduce da Torre Pellice all'alta Val Pellice. Essa comprendeva la stazione di rinvio-tenditrice a carro ponte e fossa contrappesi, un servizio di biglietteria e dgli spazi adibiti a magazzino e deposito materiale.
    Inoltre una parte era riservata ad albergo, con 7 camere per il pernottameto (12 posti letto), un Ristorante con 300 coperti, conosciuto ed apprezzato da molti a quei tempi per le specilità quali la Costata Vandalino ai funghie e la torta Vandalino a base di panna e castagne, ed un Bar.

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    La Stazione a monte, architettonicamente simile a quella a valle, era composta dalla sala macchine con motore, relativo volano ed il caratteristico pulpito di comando in uso sulle cestovie e seggiovie F.lli Marchisio di quegli anni. Disponeva inoltre di un ristorantino in stile tipico alpino, di un bar e alcuni spazi adibiti a magazzino. A poca distanza vi era un fabbricato dell'Enel con i trasformatori.

    Poco più in la si trovava una pista di pattinaggio naturale, utilizzata negli anni 70 anche dalla squadra di hockey della "Val Pellice" con leggendarie ascese in quota di arbitri, atleti e tifosi infreddoliti al seguito.

    007.png

    Il percorso si dipanava tra borgate alpine, costituite da case in pietra, prati, boschi di castagno e di frassino e faggio alternati a pascoli. La prima parte attraversava la borgata Servera, quindi passava sopra al piccolo torrente Biglione per poi inerpicarsi, raggiungendo la sua pendenza massima del 56,2%, per poi ritornare alla pendenza media del 27,3%.La media delle campate era di circa 98 metri ad esclusione dell'ultima che era di ben 256,47 metri, le altezze erano in media di 20 metri dal suolo salvo nel punto di salita maggiore che era di solo 2 metri dal suolo.

    In un primo momento l'idea era di far partire dalla Sea una altro impianto a fune ( cestovia o seggiovia ) per raggiungere quote più alte del monte Vandalino ed avere la possibilità di creare ulteriori piste da sci invernali, ma ciò non ha mai avuto seguito soprattutto per la mancanz di fondi ed i progetti di ampliamento rimasero nel solo cassetto dei sogni.

    008.png

    Tante che in una pubblicità di allora si notava il percorso per arrivare al Monte Vandalino.

    "A" - Sciovia Rocca Scarussera"
    "B"  - Cestovia Rio Cros-Sea di Torre
    "C"  - Ristorantino all'arrivo della cestovia
    "D" -  Percorso per il Monte Vandalino, ipotetica area di ampliamento degli impianti a monte.

    Il 29 luglio 1975 vi fu un incidente mortale, non si capì mai bene ciò che avvenne, a causa di più versioni discordanti tra loro, se furono gli addetti a valle che comunicarono ai colleghi a monte il numero del cesto errato o se i due ragazzi coinvolti fossero saliti abusivamente. Fatto sta che l'impianto venne fermato ed i due ragazzi restarono bloccati per alcune ore dopo di che uno dei ragazzi si arrampico sul cesto e quindi cerco aggrappandosi alla fune di raggiungere il traliccio più vicino, purtroppo scivolò e cadde nel vuoto su alcune rocce sottostanti morendo sul colpo. La ragazza che era con lui si mise ad urlare disperata, un agricoltore senti le sue urla e corse alla stazione per avvertire gli addetti, l'impianto venne fatto ripartire subito e vennero recuperati sia la ragazza che il corpo del ragazzo deceduto.

    Nel 1986 l'impianto venne chiuso, sia per la mancanza di neve alla Sea che per la presenza della strada che raggiungeva la località, inoltre vi erano da fare delle pesanti manutenzioni e la mancanza di fondi fece si che si passo alla chiusura definitiva.

    Oggi, lungo il vecchio percorso si trovano ancora alcuni tralicci parti dell'impianto, la stazione a Valle dopa anni di abbandono e degrado è stata ricostruita diventando un fabbricato ad uso residenziale. Mentre la stazione a monte è stata acquistata da un privato che pare intenderla adibire ad agriturismo.

    Bisogna ricordare che negli anni 60/80 a Torre Pellice vi era un notevole afflusso estivo di "Villeggianti", che usufruivano di Alberghi e Pensioni allora esistenti quali, l'Hotel du Park, la Pensione Malan, il Flipot ed il San Martino, ed inoltre di numerevoli appartamenti privati.

    Oggi a Torre Pellice sono spariti tutti gli Alberghi e Pensioni, Villeggianti non ne arrivano più, ci si domanda che il perchè il Turismo non sia stato sviluppato, non si sia cercato di recuperare la vecchia "Cestovia", che aveva contribuito allo sviluppo del turismo in valle.

    Se siete interessati ulteriormente alla storia di questo Impianto, alcuni siti ne hanno pubblicato degli articoli, cliccando sui link seguenti vi verrà aperta una nuova scheda con tali articoli :

    Funivie.org

    Pralimania.com

    Lost Lift - Sciare nel passato

    Retrofutur

    00B_Separa.jpg

    Disclaimer e Copyright
    Questo articolo è il frutto di ricerche fatte in Internet e ricerche fatte a Torre Pellice, ringrazio tutti coloro che hanno scritto qualche articolo e postato foto, se qualche visitatore ha più notizie mi scriva, sarò ben lieto di integrare l’articolo.

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