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    Notizie

    Da dove viene Babbo Natale - il 25/12/2014 00:00 con wald23

    La storia di Babbo Natale

    Babbo Natale si sa arriva dal Polo Nord, è un vecchietto allegro un po sovrappeso con una folta barba bianca.

    Torna tutti gli anni la notte tra il 24 e il 25 dicembre, portando regali ai bimbi di tutto il mondo., viaggiando su una slitta trainata da renne il cui capo branco si chiama Rudolf, una renna speciale con il naso rosso che si illumina.

    Ma la storia di Babbo Natale è lunga ed affascinante quasi come la sua leggenda.

    Babbo Natale nasce sulle rive del Mediterraneo, si evolve nell’Europa del Nord e assume la sua forma definitiva (Santa Claus) nel Nuovo Mondo, da dove poi si ridiffonde quasi in ogni parte del globo.


    L'Inizio

    Avvenne con San Nicola, che nacque probabilmente a Pàtara di Licia, tra il 261 ed il 280, da Epifanio e Giovanna che erano cristiani e benestanti. Cresciuto in un ambiente di fede cristiana, perse prematuramente i genitori a causa della peste, diventando così erede di un ricco patrimonio. In seguito lasciò la sua città natale e si trasferì a Myra, oggi Demre nell’attuale Turchia,  dove venne ordinato sacerdote. Alla morte del vescovo metropolita di Myra, venne acclamato dal popolo come nuovo vescovo. Durante gli anni delle persecuzioni dei cristiani, emanate da Diocleziano, si guadagnò la reputazione di fiero difensore della fede venne imprigionato ed esiliato nel 305d.C.,  trascorse molti anni in prigione finché, nel 313 d.C., fu poi liberato da Costantino e riprese l'attività apostolica.

    Vi sono diverse sue immagini, soprattutto in formato di icone, ma di queste  nessuna somiglia a quello che oggi chiamiamo Babbo Natale.

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    Infatti il professore di patologia forense presso l'Università di Bari, Francesco Introna, sapendo degli avanzamenti nella tecnica diagnostica ha assunto, nel 2004, un antropologo facciale esperto, Caroline Wilkinson, dell’Università di Manchester, in Inghilterra, per costruire un modello di testa del santo sfruttando anche le misurazioni precedenti raccolte nel 1950, ha cercato di ricostruirne il vero aspetto basandosi sui resti umani conservati nella cripta della Basilica di San Nicola a Bari, dove le presunte reliquie del santo furono traslate da Myra a Bari, 8 maggio 1087, da un gruppo di marinai e sacerdoti baresi.

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    Caroline Wilkinson ha aggiornato il suo lavoro originale del 2004, dieci anni dopo, nel 2014. Questa nuova immagine incorpora la più recente tecnologia interattiva 3D e sistema di ricostruzione facciale come l'aveva ulteriormente sviluppata presso l'Università di Dundee e Liverpool John Moores University. Lavorando nel nuovo laboratorio alla Scuola di Arte e Design, lei e Mark Roughley hanno prodotto un'immagine del volto, utilizzando le norme anatomiche e tecniche di immagini grafiche le più avanzate. Il risultato è un uomo di mezza età, dalla pelle olivastra, con una lunga barba e capelli grigi, testa rotonda, e mascella quadrata, San Nicola ha avuto anche un naso rotto gravemente che è guarito asimmetricamente.

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    Un documentario della BBC dal titolo “The Teal Face of Santa”, “La reale faccia di Babbo Natale”, ha illustrato queste ricerche.

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    Dopo la morte di San Nicola avvenuta a Myra il 6 dicembre presumibilmente dell'anno 343, forse nel monastero di Sion. Il culto di San Nicola si diffuse dapprima in Asia Minore con pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell'abitato di Myra. Numerosi scritti in greco ed in latino ne fecero progressivamente diffondere la venerazione verso il mondo bizantino-slavo e in Occidente, a partire da Roma e dal meridione d'Italia, allora soggetto a Bisanzio. San Nicola è così diventato già nel Medioevo uno dei santi più popolari del Cristianesimo e protagonista di molte leggende riguardanti miracoli a favore di poveri e defraudati.

    Molte professioni (ad esempio i marinai), città e intere nazioni lo adottarono e ancora lo venerano come loro patrono. E’ infatti il santo patrono della città di Amsterdam e della Russia.  Nei Paesi Bassi, in Belgio e in Lussemburgo, Sinterklaas viene festeggiato il 6 dicembre, giorno in cui distribuisce i doni.

    Ma perché diventò anche protettore dei bambini e mitico dispensatore di doni?

    Vi sono delle leggende che intorno al 1200 ebbero diffusione in Europa, nella prima si narra che Nicola, giovane vescovo,  venuto a conoscenza di un ricco uomo decaduto che voleva avviare le sue tre figlie alla prostituzione perché non poteva farle maritare decorosamente, abbia preso una buona quantità di denaro, lo abbia avvolto in un panno e, di notte, l'abbia gettato nella casa dell'uomo in tre notti consecutive, in modo che le tre figlie avessero la dote per il matrimonio. La leggenda vuole che la terza notte San Nicola trovò tutte le finestre inspiegabilmente chiusa. Deciso a mantenere comunque fede al suo proposito, si arrampicò così sui tetti e gettò il sacchetto di monete attraverso il camino, dov'erano appese le calze ad asciugare, facendo la felicità del nobiluomo e delle sue tre figlie.
    Nella seconda, Nicola entra in una locanda il cui proprietario ha ucciso tre ragazzi, li ha fatti a pezzi e li ha messi sotto sale, servendone la carne agli ignari avventori. Nicola non si limita a scoprire il delitto, ma resuscita anche le vittime. Nella terza leggenda, Nicola regalò a tre bambini poveri tre mele rosse che nottetempo si tramutarono in oro garantendo il loro sostentamento.

    Per questi episodi venne venerato come protettore dei bambini e dei fanciulli.

    In molte località dell'Italia settentrionale il 6 dicembre,il giorno di San Nicola, è una festa molto radicata nella tradizione, come in tutte le terre dell'ex Impero Austro-ungarico.                                                                                In Russia San Nicola è di sicuro il santo più venerato. I credenti più umili si rivolgono sempre a lui nei momenti difficili della vita, quelli del bisogno, chiedendo prosperità, felicità e salute. In tante città russe continuano a costruire chiese in suo onore. La Chiesa Russa Ortodossa celebra la festa di San Nicola due volte l’anno, nel giorno della sua morte ( 6/19 dicembre ) e nel giorno della traslazione delle reliquie a Bari da Myra ( 9/22 maggio ).

    Così i bambini scrivono a san Nicola (o sankt Niklaus) una letterina che lasciano sul tavolo della cucina la sera precedente la festa e la mattina del 6 dicembre trovano sul cuscino una mela lucida e tonda, dolcetti, mandarini, biscotti, cioccolato, mandorlato e doni.

    Come si arriva da San Nicola a Santa Claus – Babbo Natale

    E’ difficile spiegare come abbia fatto questo Santo Mediterraneo a spostarsi al Polo Nord e sia stato associato al Natale. In realtà per molti secoli il culto di san Nicola e la tradizione di fare regali ai bambini, continuò ad essere celebrata il 6 dicembre, come avviene tuttora in diverse zone dell’Italia del Nord e dell'arco alpino ed in Germania.

    Col tempo al santo vennero attribuite alcune caratteristiche tipiche di divinità pagane preesistenti, come il romano Saturno o il nordico Odino, anch’essi spesso rappresentati come vecchi dalla barba bianca in grado di volare.                   San Nicola era anche incaricato di sorvegliare i bambini perché facessero i buoni e dicessero le preghiere.

    Con l’avvenire della Riforma protestante, a partire dal Cinquecento, si abolì il culto dei santi in gran parte dell’Europa del Nord. Questo diventò un problema infatti non si sapeva a chi far portare “i doni ai bambini ”. In molti casi il compito fu attribuito a Gesù Bambino, e la data venne spostata dal 6 dicembre a Natale. Ma al piccolo Gesù non si poteva far portare troppi regali, e soprattutto non poteva minacciare i bambini cattivi. Così gli fu spesso affiancato un aiutante più forzuto, in grado anche di mettere paura. Nacquero così nel mondo germanico alcune figure a metà tra il folletto e il demone. Alcune, come i krampus (i diavoli), servono da aiutanti dello stesso san Nicola, in altre il ricordo del Santo sopravvive nel nome, come Ru-klaus (Nicola il Rozzo), Aschenklas (Nicola di cenere) o Pelznickel (Nicola il Peloso). Erano loro a garantire che i bambini facessero i buoni, minacciando punizioni come frustate o rapimenti. Per quanto possa sembrare strano, anche da questi personaggi nasce la figura dell’allegro vecchietto in slitta.

    Infatti gli immigrati nordeuropei portarono con sé queste leggende quando fondarono le prime colonie nel Nuovo Mondo. Quelli olandesi, rimasti affezionati a san Nicola, diffusero il suo nome, sotto il nome di "Sinterklaas", queste leggende piacquero anche ai coloni inglesi che trasformarono il nome in Santa Claus. Gli abiti di Santa Claus sono simili a quelli di un Vescovo. Porta una mitra rossa (copricapo liturgico) con una croce dorata e si appoggia ad un pastorale. Il richiamo al Vescovo di Myra città della Turchia è molto evidente. Santa Claus ha un cavallo bianco od un asinello con il quale vola sui tetti. I suoi aiutanti scendono nei comignoli a lasciare doni nelle scarpe dei bambini buoni.

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    Ma nell’America di quei tempi il Natale era molto diverso da come lo consideriamo oggi. Nel puritano New England era del tutto snobbato, mentre altrove era diventato una specie di festa pagana dedicata soprattutto al massiccio consumo di alcol. Cosi era anche in Inghilterra, e non vi era nessun magico dispensatore di doni.

    Nei primi decenni dell’Ottocento, diversi poeti e scrittori cominciarono a impegnarsi per trasformare il Natale in una festa di famiglia, recuperando anche la leggenda di san Nicola. In un libro del 1809, Washington Irving immaginò un Nicola che passava sui tetti con il suo carro volante portando regali ai bambini buoni, poi fu la volta di un libretto anonimo in versi, The Children’s Friend, con la prima vera apparizione di Santa Claus, associato al Natale, ma privato di qualsiasi caratteristica religiosa. Questo Santa Claus porta doni ma infligge anche punizioni ai bambini cattivi, e il suo carro è trainato da una sola renna.

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    Nel 1822 le renne diventano otto ed il carro diventa una slitta nella poesia scritta da Clement Clark Moore per i suoi figli, dal titolo “A Visit from St. Nicholas”, “Una visita di San Nicola”, più nota con il titolo “La notte di Natale ( The Night Bifore Christmas) ” stampata sul giornale Sentinel della città di Troy (stato di New York) il 23 dicembre 1823. Santa Claus viene descritto come un signore un po’ tarchiato. A sua disposizione ci sono otto renne che vengono nominate per la prima volta con i nomi di Kasher, Dancer, Prancer, Vixen Comet, Cupid, Dander e Blitzen. Fu aggiunta in seguito Rudolph, la nona renna,in una canzone di Gene Autry. Per molti anni ancora Santa Claus viene rappresentato in vari modi,  con vestiti di varie forme e colori. Solo verso la fine del secolo, grazie soprattutto alle illustrazioni fatte da Thomas Nast, grande disegnatore e vignettista politico, una  classica versione di Santa Claus, disegnata nel 1863 per la rivista Harper's Weekly,  Nast, disegnò un uomo anziano, paffuto, barbuto, in pelliccia come lo conosciamo ancor oggi.

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    La versione “standard" è quella di un adulto corpulento, vestito di rosso con i bordi di pelliccia bianca, che parte dal Polo Nord con la sua slitta trainata da renne e sta attento a come si comportano i bambini.

    Il Ritorno in Europa di Santa Claus avvenne grazie anche alla “The Coca-Cola Company” che introdusse pubblicità di Natale nel 1920, che ritraevano un uomo dallo sguardo severo sul modello di quello di Thomas Nast, durante la Seconda mondiale a diffonderlo sono stati anche i soldati americani, e l’allegro uomo paffuto finisce per simboleggiare la generosità degli USA nella ricostruzione dell’Europa occidentale.

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    I nomi di Babbo Natale sono diversi a secondo della nazione come Père Noel, Father Christmas o Babbo Natale e sostituisce man mano i vecchi portatori di doni.

    Naturalmente, c'è anche chi nel Babbo Natale di origine yankee vede nient'altro che il simbolo della deriva consumista del Natale. Altri lo rifiutano o lo snobbano semplicemente in nome della tradizione, come i non pochi italiani ancora affezionati a santa Lucia, alla Befana o al vecchio, originale san Nicola.

    Dimora di Babbo Natale

    La dimora tradizionale di Babbo Natale cambia a seconda delle tradizioni.

    Negli Stati Uniti si sostiene che abiti al Polo Nord (situato per l'occasione in Alaska) mentre in Canada il suo laboratorio è indicato nel nord del paese.

    In Europa è più diffusa la versione finlandese che lo colloca in un villaggio vicino alla ben più grande città finlandese di Rovaniemi, in Lapponia esattamente sul Circolo Polare Artico.

    Secondo i norvegesi la sua residenza è Drøbak, dove si trova l'ufficio postale di Babbo Natale. Altre tradizioni parlano di Dalecarlia, in Svezia, e della Groenlandia. Nei paesi dove viene identificato con San Basilio viene talvolta fatto abitare a Cesarea in Cappadocia.

    Seguire Babbo Natale

    Con l'avvento di Internet, sono stati pubblicati alcuni siti web affinché i bambini e gli adulti interessati potessero simbolicamente seguire via radar il percorso di Babbo Natale.

    In realtà si tratta di un jet della US Air Force che parte da una base canadese per arrivare a Città del Messico, ma l'intento di seguire le gesta di Babbo Natale sono di molto precedenti.

    Ad esempio, nel 1955 Sears Roebuck, un grande magazzino di Colorado Springs, negli Stati Uniti, distribuì ai bambini il fantomatico numero di telefono di Babbo Natale, da chiamare il giorno della vigilia. Per un errore di stampa il numero corrispondeva però al comando della difesa aerea, che allora si chiamava CONAD (Continental Air Defense Command), un precursore del NORAD (North American Aerospace Defense Command). Harry Shoup, il comandante di turno quella sera, quando cominciò a ricevere le prime telefonate dei bambini si rese conto dell'errore e disse loro che sui radar c'erano davvero dei segnali che mostravano Babbo Natale in arrivo dal Polo Nord.

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    Harry Shoup ed il manifesto pubblicitario della Sears Roebuck

    Dal 1958, anno di creazione del NORAD, statunitensi e canadesi hanno approntato un programma congiunto di monitoraggio di Babbo Natale, che ora è disponibile sul sito web del comando della difesa aerea.

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    Allo stesso modo, molte stazioni televisive locali sparse per il Canada e gli Stati Uniti danno conto ai propri telespettatori della posizione di Babbo Natale, facendolo seguire dai propri meteorologi. Sono anche disponibili alcuni siti web che seguono Babbo Natale tutto l'anno, mostrando le attività che si svolgono presso la sua fabbrica di giocattoli. In molti casi sono pubblicati anche indirizzi e-mail a cui inviare una versione più moderna delle letterine cartacee a Babbo Natale.

    Tradizioni della Vigilia di Natale

    Negli Stati Uniti la tradizione vuole che la sera della vigilia di Natale si lascino un bicchiere di latte e dei biscotti per Babbo Natale, in Inghilterra il suo pasto consiste invece di mince pie e sherry. I bambini inglesi e statunitensi lasciano anche fuori casa una carota per le renne di Babbo Natale; un tempo veniva detto loro che se non fossero stati buoni tutto l'anno avrebbero trovato nella calza un pezzo di carbone al posto dei dolci.

    Secondo la tradizione olandese e spagnola di Sinterklaas, invece, i bambini "mettono fuori la scarpa", ovvero riempiono una scarpa con del fieno e una carota e prima di andare a dormire la lasciano fuori di casa (in alcuni casi il rito viene fatto diverse settimane prima della sera di San Nicola, la sinterklaas avond.

    La mattina del giorno successivo il fieno e la carota sono stati sostituiti da un regalo, spesso una figurina di marzapane. Ai bambini cattivi si diceva che avrebbero trovato una fascina, ma questa usanza ormai è stata abbandonata.

    I Nomi di Babbo Natale in uso oggigiorno

    In Europa e Nord America, di solito, le tradizioni legate a Babbo Natale coincidono, anche se in alcuni paesi possono variare il nome, alcune caratteristiche e la data di consegna dei doni. Talora il medesimo ruolo è assunto da Gesù Bambino, il quale può essere chiamato "Cristo Bambino" o semplicemente "Gesù".

    Albania

    Plaku i Vitit te Ri = Il vecchio dell'anno nuovo (imposto dal regime comunista dopo la chiusura delle istituzioni religiose)

    per i cattolici e per molti musulmani si tratta di San Nicola (Shën Nikola) ma viene chiamato anche Padre Inverno (Babadimri)

    Armenia

    Հատ_կ Ան_ն

    Austria

    Christkind ("Cristo Bambino")

    Belgio

    Sinterklaas, Saint-Nicolas ("San Nicola"); Kerstman, Père Noël ("Babbo Natale")

    Bosnia ed Erzegovina

    Djed Mraz

    Bulgaria

    Дядо Коледа (Djado Koleda, "Nonno Natale") Дядо Мраз (Nonno Gelo)

    Canada

    Santa Claus

    Croazia

    Djed Božićnjak o Djed Mraz ("Nonno Natale")

    Rep. Ceca

    Svatý Mikuláš ("San Nicola"); Ježíšek (diminutivo di Ježíš ("Gesù"))

    Danimarca

    Julemanden

    Estonia

    Jõuluvana

    Fær Øer

    Jólamaður

    Finlandia

    Joulupukki

    Francia

    Père Noël ("Babbo Natale"); Père Noël è la forma più comune nei paesi in cui si parla il francese

    Georgia

    თოვლის პაპა (tovlis papa)

    Germania

    Weihnachtsmann ("L'Uomo di Natale"); Christkind ("Cristo Bambino") nelle regioni più meridionali

    Gran Bretagna

    Father Christmas; Santa Claus

    Grecia

    Άγιος Βασίλης ("San Basilio")

    Irlanda

    Santa Claus, Santy o Daidí na Nollag

    Italia

    Babbo Natale, Gesù Bambino (in alcune regioni anche San Nicola da Bari o San Nicolò)

    Islanda

    Jólamaður

    Liechtenstein

    Christkind

    Lituania

    Kalėdų Senelis

    Macedonia

    Дедо Мраз (Dedo Mraz, "Nonno Gelo")

    Malta

    San Niklaw

    Paesi Bassi

    Sinterklaas (arriva la sera del 5 dicembre)

    Norvegia

    Julenissen

    Polonia

    Święty Mikołaj / Mikołaj ("San Nicola"); Gwiazdor in alcune regioni

    Portogallo

    Pai Natal ("Babbo Natale")

    Romania

    Moş Crăciun ("Babbo Natale": 25 dicembre); Moş Nicolae ("Babbo Nicola": 6 dicembre)

    Russia

    Дед Мороз (Ded Moroz, "Nonno Gelo", il suo amico Yamaliri vive al sopra del Circolo Polare Artico in una città unica Salekhard.)

    Serbia

    Деда Мраз (Deda Mraz, "Nonno Gelo")

    Slovacchia

    Svätý Mikuláš ("San Nicola"); Ježiško (diminutivo di Ježiš ("Gesù"))

    Slovenia

    Dedek Mraz ("Nonno Gelo"); Božiček (da "Božič"-Natale); è presente anche la ricorrenza di Sveti Miklavž (San Nicola) il 6 dicembre, con modalità del tutto simili.

    Spagna

    Papá Noel

    Stati Uniti

    Santa Claus; Kris Kringle; Saint Nicholas o Saint Nick ("San Nicola")

    Svezia

    Jultomten

    Svizzera

    Christkind, San Nicola o Gesù Bambino in Ticino

    Turchia

    Noel Baba ("Babbo Natale")

    Ungheria

    Mikulás ("Nicola"); Jézuska o Kis Jézus ("Gesù Bambino")

    America Latina

    Di solito Babbo Natale in America Latina si chiama Papá Noel, ma ci sono alcune piccole differenze tra i vari paesi.

    Argentina

    Papá Noel

    Brasile

    Papai Noel (leggesi:Papai Noeu)

    Cile

    Viejito Pascuero

    Colombia

    Papá Noel, Niño Dios, Niño Jesus (lettura:nigno hésùss) ("Gesù Bambino")

    Messico

    Santa Claus; Niño Dios ("Dio Figlio"); Los Reyes Magos ("I Re Magi")

    Venezuela

    San Nicolás

    Ecuador

    Papa Noel

    Perù

    Papa Noel

    Estremo Oriente

    In Estremo Oriente, in particolare nei paesi che hanno adottato i costumi occidentali, si festeggia il Natale non in senso cristiano ma integrando alle religioni orientali tradizioni simili sui portatori di doni dell'Occidente.

    Corea del Sud

    Santa Claus

    Giappone

    Santa Claus/Santa San / , il "san" sta come in italiano per Sig. (Signore).

    Taiwan

    una derivazione di Santa Claus chiamata o ("Babbo Natale", lett. "Vecchio del Natale")

    Filippine

    Santa Claus

    Africa e Medio Oriente

    Le popolazioni cristiane dell'Africa e del Medio Oriente che celebrano il Natale, in generale, riconoscono le tradizioni dei paesi europei da cui hanno importato la festività, di solito tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Anche i discendenti dei coloni che abitano ancora in quei luoghi seguono le tradizioni dei loro antenati.

    Iran

    (Baba Noel)

    Egitto

    Papa Noël

    Sudafrica

    Sinterklaas; Santa Claus

     

    Disclaimer e Copyright
    Questo articolo è il frutto di ricerche fatte in internet, ringrazio tutti coloro che hanno scritto qualche articolo e postato foto di Babbo Natale, se qualche visitatore ha più notizie mi scriva, sarò ben lieto di integrare l’articolo.

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