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    Notizie

    Il Giardino Botanico più alto d'Europa - il 23/07/2013 14:53 con Webmaster

    Il Giardino Botanico Alpino "Bruno Peyronel"

    Il Giardino Botanico Alpino "Bruno Peyronel" è una riserva naturale di circa  17.000 m²., che riveste un particolare interesse per la flora alpina.

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    È situato in alta Val Pellice, al Colle Barant (comune di Bobbio Pellice), ad un’altitudine di 2290 metri.

    Il giardino ha aperto nel 1991 con una dedica alla memoria del naturalista e botanico Bruno Peyronel (1919-1982).

    Innanzi Tutto vediamo chi era Bruno Peyronel
    Nato il 29 marzo del 1919 a Roma dove il padre Beniamino era assistente alla stazione di Patologia Vegetale, frequentò il liceo classico a Firenze e l'Università a  Torino, dove si laureò in scienze naturali nel 1941.
    Iniziò la carriera universitaria con un breve periodo da sperimentatore all'Osservatorio Fitopatologico di Torino. Poi si trasferì come assistente alla cattedra di botanica dell'Università di Ferrara. Nel 1951 fece ritorno a Torino con l'incarico di botanica sistematica alla Facoltà di Agraria.
    Nel 1955 conseguì la libera docenza in botanica e nel '59 divenne assistente ordinario alla Facoltà di Scienze Docente di botanica sistematica all'Università. di Torino fino al 1981. Aveva una carattere arguto, ironico, polemico il giusto, sempre critico, a volte caustico, provocatorio. Ma soprattutto grande entusiasta e generoso combattente per le idee in cui credeva, capace di intuizioni che precorrevano i tempi è stato uno dei padri dell' ambientalismo italiano .
    In anticipo di decenni Bruno Peyronel si era battuto per far capire la fragilità del nostro ecosistema, e  della necessità di variare i comportamenti affinché vi fosse un futuro migliore, ed ad oggi queste sue battaglie restano di straordinaria attualità.
    E stato un pioniere in tanti campi, nell'ecologia, nella protezione della biodiversità e nella gestione dei parchi naturali, un gran difensore dell’ambiente naturale alpino, studioso, naturalista e noto botanico.
    Il prof. Bruno Peyronel  segui numerosi Giardini Botanici, in modo particolare il  “Giardino botanico Chanousia” al colle del  Piccolo San Bernardo e fu uno degli artefici della sua rinascita, e direttore per alcuni anni,  e così scrisse nel 1982: « Il Colle del Piccolo San Bernardo, tra la Val d' Aosta e la Savoia, 2200 metri di altitudine: una quota relativamente modesta, ma un clima da 3000 metri o poco meno: normalmente sei metri di neve, spesso anche otto o più; una buona stagione di un paio di mesi (da metà luglio a metà settembre); temperature invernali che toccano spesso i 25-30° sotto zero; nevicate, quasi tutti gli anni, perfino in agosto. Ma un panorama meraviglioso su un pianoro in fiore tra monti scintillanti di neve, sullo sfondo della massa imponente del Monte Bianco.
    In questa meravigliosa cornice sta rinascendo un Giardino Alpino ultracentenario che aveva raggiunto fama mondiale e che la stupidità e l' incuria degli uomini avevano distrutto».

    Il Prof. Bruno Peyronel ha pubblicato e curato la versione italiana di numerosi Libri tra i quali :
    Guida ai fiori d'Europa -  Edizioni Zanichelli - 1984
    Parco-castello di Stupinigi - Regione Piemonte, 1980
    La montagna in fiore, giardino di tutti - A cura della Pro Torre Pellice, 1961
    Vita nell'acquario - A. Mondadori, 1974
    L'«Herbarium Alpium Occidentalium», di Bruno Peyronel e Giovanna Dal Vesco, con contributi di Annalaura Pistarino, Giuliana Forneris, Maurizio Bovio, Enrica Matteucci e Guglielmo Pandolfo.
    Il libro, edito dal Museo Regionale di Scienze Naturali della Valle d'Aosta rappresenta un contributo alla conoscenza della flora valdostana e piemontese".

    Un Libro a cura di Walter Giuliano lo ricorda
    Tra natura e società : l'impegno ambientalista di Bruno Peyronel con  prefazione di Piero Bianucci - Edito da Torino  Pro Natura

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    Mori il 14 Novembre 1982 per un  improvviso ictus venne sepolto in un piccolo cimitero sulla collina di Torino -  ( Cimitero di Cavoretto)

    Il Giardino Botanico alpino Bruno Peyronel
    Il Giardino è situato in alta Val Pellice al Colle Barant (Comune di Bobbio Pellice), sul versante della Conca del Prà a 2.290 metri di quota, nel cuore dell' oasi di protezione faunistica del Barant, destinata alla riproduzione ed alla tutela dei selvatici,  3850 ettari, pari al 41% del territorio comunale e al 13% della superficie dell'intera valle.
    Il Giardino è composto da un'area di 17.000 mq. di particolare interesse botanico ed è interamente recintato, il percorso di visita dispone di appositi cartelli indicatori delle singole specie e degli ambienti floristici.

    Come si Raggiunge
    Le possibilità sono due :
    1 ) – Con circa un ora e mezza di marcia, dal Rifugio Lowrie Barbara ( Comba dei Carbonieri )
    Provenendo da Torre Pellice prima di raggiungere Bobbio Pellice , si imbocca la deviazione per la Comba dei Carbonieri, attraverso una strada asfaltata giunti in prossimità del Rifugio Lowrie Barbara si lascia l’auto in un area appositamente attrezzata e si prosegue a piedi su di una  vecchia strada
    militare in ascesa, con tornanti e suggestive vedute sulla valle, per un dislivello di cira 700 metri.
    Giunti in cima al colle Barant (mt. 2373), troviamo sulla sinistra un vecchio caseggiato militare, ora ristrutturato, da cui si gode un meraviglioso panorama sul gruppo del Monviso, la vetta del Granero, la Comba dei Carbonieri e lo snodarsi della strada percorsa.

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    Proseguendo in discesa si giunge al “Giardino Botanico Bruno Peyronel”.

    2) – (Dal Rifugio Jervis - Conca del Prà) Provenendo da Torre Pellice si attraversa Bobbio Pellice e si prosegue diritti verso Villanova , qui giunti si lascia l’auto e si prosegue a piedi attraversando il piccolo agglomerato di Villanova ( mt. 1223) ed inerpicandosi per la mulattiera da cui si possono godere delle viste suggestive, si tocca il vecchio Forte di Mirabuc, di cui restano ben poche rovine .
    Volendo invece si può proseguire per la pista sterrata carrabile, in tutti e due i casi a un certo punto un poco prima della cascata del Pis i due percorsi si riuniscono, si prosegue quindi verso il Pian dei Morti e con un ultimo sforzo si raggiunge la conca del prà ed il Rifugio Willy Jervis (mt.1732) tempo di percorrenza da Villanova circa ore 1,20 - 1,40.

    Da qui si attraversa il pianoro, verso sinistra, e si va a cercare la vecchia strada militare per il Col Barant che si inerpica attraverso un saliceto, usciti dal bosco si affrontano gli ultimi tornanti in ascesa che si snodano per circa Km. 5,5 in mezzo all’Oasi del Barant (area di 3850 ettari compresa tra i confini naturali del torrente Pellice e del Guicciard, la Francia e la provincia di Cuneo), si giunge al Giardino Botanico del Peyronel tempo di percorrenza circa con un'ora e mezza di marcia

    Si segnala la possibilità di salire in auto per lo sterrato fino al Rifugio Jervis pagando 5 Euro, ma attenzione vi sono due vincoli, max 50 auto al giorno e salita vincolata dalle 8,30 alle 10,30 e discesa dalle 16 alle 17.

    Particolarità delle salite :
    Con un poco di fortuna si possono vedere marmotte, o la Salamandra Lanzai ( Salamandra di Lanza), specie endemica della Alpi Cozie in particolare della Val Pellice sopra i 1200 mt.
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    Il Giardino Botanico Alpino " Bruno Peyronel "
    Scendendo dal Col Barant si visualizza subito l’avvallamento con una staccionata di legno che delimita il giardino botanico, un piccolo cancello d’accesso, la casetta-magazzino degli attrezzi con bacheche illustrative ed una stazione meteorologica , nivo-pluviometrica. consultabile via internet al seguente indirizzo: http://webgis.arpa.piemonte.it/webmeteo/meteo.php?CODTOT=001026900

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    Varcato il cancello, agli occhi del visitatore si offrono, in uno spazio circoscritto, un piccolo lago, ambienti naturali diversi, varie specie protette di flora.

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    La definizione di giardino è dovuta al fatto che è del tutto naturale e inalterato, si presenta così come è, mentre l'orto botanico si ottiene trapiantando le varie specie.


    Troviamo zone che si diversificano per la qualità del suolo e della vegetazione, dove si potranno osservare
    il pascolo alpino ( viole, garofanini e potentille )
    le zone umide  ( il giallo delle pinguicole )
    la valletta nivale (sotto neve per 9 mesi) (blu delle genziane e viola delle soldanelle)
    la zona di greto
    la vegetazione delle rocce calcaree ( stelle alpine, camedrio e salice reticolato )
    la vegetazione delle rocce silicee (con genepì, antennaria e semprevivo ragnateloso )
    la zona dei salici
    le zone degli arbusti contorti (con i mirtilli, i fiori dei rododendri e le foglie dei salici nani )

    Sono presenti sulla sua superficie oltre 300 specie di piante alpine autoctone, molte delle quali contrassegnate da cartelli indicanti il loro nome.
    Le specie ospitate comprendono Carex sempervirens, Dryas octopetala, Festuca violacea e Salix erbacea, Salix serpyllifolia ( l'albero più piccolo del mondo), Salix reticulata Pinguicola vulgaris, Botrychium lunaria, arnica montana, festuca violacea, dianthus neglectus, lotus alpinus, artemisia umbelliformis,  thymus serpyllum, lichene, Chenopodium bonus-henricus, Artemisia umbelliformis (il genepì), il rododendro, la genziana, le primule e molte altre.
    Pressochè tutte piante endemiche, cioè esclusive di un certo territorio, in questo caso in Val Pellice troviamo specie endemiche esclusive del massiccio del Monviso come la Veronica allionii e la Gentiana rostani.
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    Dal lato a Nord-Ovest si può ammirare lo splendido panorama sulla Conca del Pra con le sue baite della Partia d’Amunt, alpeggio dove greggi di pecore e gruppi di cavalli pascolano liberamente.
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    E’ un luogo favoloso per un botanico esperto, ma anche per il ‘naturalista’ o per il visitatore comune,  chi ha provato l’emozione di inoltrarsi in questo microcosmo, sicuramente ci ritorna.

    Da tener presente che viste le abbondanti nevicate molto probabilmente quest’anno la fioritura avverrà con certo ritardo rispetto agli anni passati.

    Disclaimer e Copyright
    Questo articolo è il frutto di ricerche fatte in internet, ringrazio tutti coloro che hanno scritto qualche articolo e postato foto di questo magnifico Giardino Botanico, onestamente la parte più difficile è stata la ricerca sul Prof. Bruno Peyronel, di cui ho trovato veramente poco, se qualche visitatore ha più notizie mi scriva, sarò ben lieto di integrare l’articolo.

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