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    Notizie

    Rifugio Italia - il 03/02/2014 18:06 con Webmaster

    Arrivata la Casa dei Guardiani

    La costruzione di Rifugio Italia, da parte di Andrea Cisternino per fortuna prosegue.

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    Rifugio Italia è un rifugio per dare protezione ai randagi (cani e gatti) dell'ucraina a rischio uccisione, sara' un rifugio piu' piccolo del previsto , 9000mq su 20.000 mq , purtroppo infatti le donazioni nel 2013 ne sono arrivate pochine, speriamo che nel 2014 ve ne siano molte di più, magari trovando qualche sponsor importante.
     
    Comunque la costruzione va avanti e dopo varie peripezie, finalmente è arrivata la casa prefabbricata per i guardiani armati ( purtroppo ) di Rifugio Italia.

    Altre notizie le trovate qui

    Nelle foto carico e scarico della casa dei custodi
    .

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    Segui Babbo Natale - il 24/12/2013 16:49 con Webmaster

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    Anche quest’anno il NORAD seguirà Babbo Natale.
    Per chi non lo sapesse, il NORAD è l’organizzazione internazionale che difende i cieli di Canada e Stati Uniti da incursioni aeree ed attacchi missilistici.

    Il Comando di difesa aerea del Nord America ha messo online, come ogni anno, il sito che consente ai bambini di "tracciare" il percorso della slitta di Babbo Natale (Santa Claus) durante il suo giro del mondo per portare i regali.

    Anche quest'anno per il secondo anno consecutivo niente Google, che dal 2007 si affidava a Google Maps e Google Earth per individuare il vecchietto e la sua slitta volante, quindi dopo  quattro anni di collaborazione e stato abbandonato, a favore di Bing e Microsoft.
    L’azienda di Redmond, che ha evidentemente fatto un’offerta “che non si poteva rifiutare” e lasciato a BigG il suo Google Santa Tracker inaugurato lo scorso anno.

    Il Norad, (North American Aerospace Defense Command, il Comando di difesa aerea del Nord America) come ogni anno,a partire dal 1955, segue Babo Natale. La storia  nacque nel 1955 a Colorado Springs, quando il locale supermercato della catena Sears-Roebuck & Co (la stessa che nel 1973 trasferì il suo quartier generale nella famosa Sears Tower di Chicago, all'epoca il più alto edificio mai costruito) pubblicò un annuncio pubblicitario per invitare i bambini a telefonare a Santa Claus, come negli USA chiamano Babbo Natale.

    Un banale errore tipografico fece sì che, al posto del numero telefonico del supermercato, venisse pubblicato quello del centro operativo del NORAD (con sede appunto a Colorado Springs) il cui direttore, colonnello Harry Shoup, si ritrovò letteralmente bombardato dalle più strane richieste di doni. Lungi dal dimostrarsi infastidito dal contrattempo, il colonnello Shoup stette al gioco, incaricando i suoi uomini di fornire ai bambini che telefonavano "informazioni" circa la rotta seguita dalla mitica slitta.
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    Da allora, all'approssimarsi del Natale, il NORAD attiva delle speciali linee telefoniche, alle quali rispondono centinaia di volontari.

    Con l'avvento di internet, le operazioni NTS (NORAD Santa Tracking) si sono dotate anche di un sito dedicato, dove oltre alle tracce radar e satellite di Babbo Natale, è possibile trovare tutta una serie di contenuti interattivi che vanno dalla ricostruzione della casa al Polo Nord a una squadriglia di caccia che ha il compito di scortare e proteggere renne, slitta, vecchio e regali.

    E proprio quest'ultima iniziativa ha nelle ultime settimane sollevato le proteste di numerose associazioni parentali ed educative degli Stati Uniti, le quali vedono di cattivo occhio l'associazione di un simbolo natalizio, che per definizione dovrebbe veicolare concetti di pace e fratellanza, con mezzi di guerra, e si spingono ad accusare senza mezzi termini il NORAD di sfruttare l'immagine di Babbo Natale a fini di propaganda militare, per ovviare in qualche modo al calo di domande di arruolamento.

    Insomma, secondo autorevoli esperti di comunicazione come Amy Hagopian, professore alla Washington University, oltre ad essere ormai un'icona del consumismo più sfrenato, Babbo Natale sta addirittura correndo il rischio di diventare uno spot pubblicitario militarista


    Ha messo online il sito http://www.noradsanta.org/ che consente ai bambini di "tracciare" il percorso della slitta di Babbo Natale nei cieli del mondo.

    Microsoft stavolta non ha badato a spese e per l’occasione il team di Internet Explorer ha completamente ridisegnato la pagina di tracking del NORAD e l’ha resa touch friendly, abbracciando quindi quella sempre crescente fetta di pubblico che accede al sito da dispositivi touch, ha integrato il tutto con Skype per permettere agli utenti di ricevere aggiornamenti in tempo reale e rilasciato un’applicazione ufficiale per Windows e Windows Phone.
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    Il sito, oltre a permette di seguire gli spostamenti di Babbo Natale, offre tutta di altre attività che faranno sicuramente felici i più piccoli.
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    Video, ospitati su YouTube, spiegano il backstage del progetto e altre curiosità, una biblioteca con curiosità e informazioni su Babbo Natale e sulla sua storia, brani musicali natalizi e tanti giochini scopribili giorno dopo giorno in un calendario dell’Avvento.

    Sul sito NORAD Tracks Santa sono disponibili informazioni in tempo reale, con tanto di mappa radar e video in streaming con le immagini dei luoghi già visitati. Le informazioni sono rese disponibili in numerose lingue fra cui, oltre all'italiano, l'inglese, il francese, lo spagnolo, il tedesco, il giapponese ecc.

    Oltre a Norad quest'anno anche Google dà la possibilità di seguire Babbo Natale http://www.google.com/santatracker. La multinazionale di Mountain View ha messo a disposizione un'anteprima del quadro comandi di cui si serve per controllare la tecnologia che fa funzionare la slitta durante il suo viaggio intorno al mondo. Si legge nel sito: "Abbiamo ricevuto questa speciale anteprima da uno dei vari elfi sviluppatori di Babbo Natale che sono al lavoro al Polo Nord per aiutare Babbo Natale a prepararsi per il giorno più importante. Il quadro comandi di Babbo Natale, con l'ultima e più moderna tecnologia di Google Maps e le più innovative soluzioni per le slitte, ti permetterà di seguire Babbo Natale in tutto il mondo.


    Aiutiamo un Italiano eccezionale - il 07/08/2013 16:06 con Webmaster

    Andrea Cisternino

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    Da molto tempo mi occupo della sensibilizzazione e dell'informazione sulla difesa degli animali, sulla loro tutela ed il loro benessere, in fondo al cuore sono un animalista attivista (se mi passate questo termine ).

    Sono convinto che gli animali, trattati come si deve, ridiano all'uomo un affetto ed un calore impagabile, come molti proprietari di animali sanno.

    Volevo segnalarvi un iniziativa molto interessante sul salvataggio dei cani e dei gatti in Ukraina. Questa attività è il frutto di un Amico, Andrea Cisternino, nostro connazionale,  che si dedica da molto tempo alla lotta contro le uccisioni, torture e sevizie perpetuate a questi poveri animali a Kiev in Ukraina dove vive e lavora.

    Ho conosciuto Andrea su internet in occasione degli Europei di calcio - Euro 2012, premetto che non sono un appassionato di calcio, pero come molti, non appassionati, in occasione di partite internazionali le seguivo, tranne che in quell'occasione, in quanto allora ho saputo seguendo i reportages di Andrea, che, diciamo cosi per ripulire le strade dai "Randagi", e non rovinare il business che veniva da Euro2012, in Ukraina hanno pensato bene di uccidere tutti i randagi che potevano,
    io nel mio piccolo avevo postato su Facebook queste immagini.

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    Andrea è un fotoreporter professionista , che si occupa di pubblicita, moda sport, infatti pensavo fosse a Kiev per Euro 2012, ho poi scoperto che li ci vive e lavora, ed  è uno dei pochi, che con coraggio ed abnegazione, ha documentato questi orrendi episodi.
       

    Finiti gli Europei e spentesi le luci sull'avvenimento le uccisioni dei "Randagi" sono continuate e molti di quelli che si erano scandalizzati e avevano promesso il loro impegno, associazioni animaliste italiane comprese, sono spariti, Andrea è rimasto li a lottare da solo.

    In Ukraina, come anche in Russia, non è tanto la popolazione ma vi sono i dog hunter ("cacciatori di cani"), che nella maggior parte dei casi non sono altro che crudeli aguzzini, che seviziano e torturano questi animali indifesi, visto anche che il governo ucraino è particolarmente mite nel condannare chi commette abusi sugli animali.

    Bisognerebbe ricordarsi che il male che si semina cresce come l'edera, e puo ritorcersi contro, come pare sia successo ad uno dei più noti dog hunter di nom
    e Vedula Alexey, che ha subito in carcere, da altri detenuti che forse non gradivano quello che lui aveva fatto agli animali, lo stesso trattamento che lui aveva riservato ai randagi.

    Alcune immagini del suo processo conclusosi con una condanna.
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    La ragazza tiene il cartello che dice  Dove nascondere un senzatetto da un senz'anima.

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    I cartelli, dicono Chiediamo il massimo della pena per Vedula - il sadico

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    La ragazza tiene il ritratto di Vedula sul cartello, dice Attenzione! Lui è il tuo vicino di casa

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    Andrea ha continuato il suo instancabile lavoro anche dopo che sono finiti i mondiali, infatti le uccisioni continuano e pare che Andrea ed i volontari di strada che si occupano di questi poveri randagi sono stati più volte minacciati.

    Andrea sta creando " Rifugio Italia ", un Rifugio che dia protezione ai randagi (cani e gatti) dell'ucraina a rischio uccisione, questo progetto, sogno di Andrea, sta andando in porto grazie alle donazioni volontarie di molti. Questo rifugio nel quale cani e gatti non debbano più essere bersaglio di botte, pallotole, bocconi al veleno e di tutte quele violenze e sevizie che i frustati dog hunter usano.

    E' un progetto importante, ma anche molto grande, servono tantissime donazioni, anche le più piccole faranno la differenza, pensate che su facebook Andrea ha circa 60.400 persone, se avessero tutti donato un Euro, sarebbe stato un grandissimo aiuto.

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    Andrea è quasi solo in questa ardua impresa, i volontari di strada che lo aiutano non hanno molte disponibilità, e "Rifugio Italia" va avanti man mano che arrivano offerte.

    Aveva pubblicato un bellissimo libro, che purtroppo è esaurito

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    Puoi contribuire anche tu facendo una donazioni.jpganche poco servirà ad aiutare i "Randagi" a ritrovare un poco di pace e di affetto.

    Ti consiglio anche di visitare il suo sito Cisternino.jpg

    o seguirlo su Facebook

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    Il Giardino Botanico più alto d'Europa - il 23/07/2013 14:53 con Webmaster

    Il Giardino Botanico Alpino "Bruno Peyronel"

    Il Giardino Botanico Alpino "Bruno Peyronel" è una riserva naturale di circa  17.000 m²., che riveste un particolare interesse per la flora alpina.

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    È situato in alta Val Pellice, al Colle Barant (comune di Bobbio Pellice), ad un’altitudine di 2290 metri.

    Il giardino ha aperto nel 1991 con una dedica alla memoria del naturalista e botanico Bruno Peyronel (1919-1982).

    Innanzi Tutto vediamo chi era Bruno Peyronel
    Nato il 29 marzo del 1919 a Roma dove il padre Beniamino era assistente alla stazione di Patologia Vegetale, frequentò il liceo classico a Firenze e l'Università a  Torino, dove si laureò in scienze naturali nel 1941.
    Iniziò la carriera universitaria con un breve periodo da sperimentatore all'Osservatorio Fitopatologico di Torino. Poi si trasferì come assistente alla cattedra di botanica dell'Università di Ferrara. Nel 1951 fece ritorno a Torino con l'incarico di botanica sistematica alla Facoltà di Agraria.
    Nel 1955 conseguì la libera docenza in botanica e nel '59 divenne assistente ordinario alla Facoltà di Scienze Docente di botanica sistematica all'Università. di Torino fino al 1981. Aveva una carattere arguto, ironico, polemico il giusto, sempre critico, a volte caustico, provocatorio. Ma soprattutto grande entusiasta e generoso combattente per le idee in cui credeva, capace di intuizioni che precorrevano i tempi è stato uno dei padri dell' ambientalismo italiano .
    In anticipo di decenni Bruno Peyronel si era battuto per far capire la fragilità del nostro ecosistema, e  della necessità di variare i comportamenti affinché vi fosse un futuro migliore, ed ad oggi queste sue battaglie restano di straordinaria attualità.
    E stato un pioniere in tanti campi, nell'ecologia, nella protezione della biodiversità e nella gestione dei parchi naturali, un gran difensore dell’ambiente naturale alpino, studioso, naturalista e noto botanico.
    Il prof. Bruno Peyronel  segui numerosi Giardini Botanici, in modo particolare il  “Giardino botanico Chanousia” al colle del  Piccolo San Bernardo e fu uno degli artefici della sua rinascita, e direttore per alcuni anni,  e così scrisse nel 1982: « Il Colle del Piccolo San Bernardo, tra la Val d' Aosta e la Savoia, 2200 metri di altitudine: una quota relativamente modesta, ma un clima da 3000 metri o poco meno: normalmente sei metri di neve, spesso anche otto o più; una buona stagione di un paio di mesi (da metà luglio a metà settembre); temperature invernali che toccano spesso i 25-30° sotto zero; nevicate, quasi tutti gli anni, perfino in agosto. Ma un panorama meraviglioso su un pianoro in fiore tra monti scintillanti di neve, sullo sfondo della massa imponente del Monte Bianco.
    In questa meravigliosa cornice sta rinascendo un Giardino Alpino ultracentenario che aveva raggiunto fama mondiale e che la stupidità e l' incuria degli uomini avevano distrutto».

    Il Prof. Bruno Peyronel ha pubblicato e curato la versione italiana di numerosi Libri tra i quali :
    Guida ai fiori d'Europa -  Edizioni Zanichelli - 1984
    Parco-castello di Stupinigi - Regione Piemonte, 1980
    La montagna in fiore, giardino di tutti - A cura della Pro Torre Pellice, 1961
    Vita nell'acquario - A. Mondadori, 1974
    L'«Herbarium Alpium Occidentalium», di Bruno Peyronel e Giovanna Dal Vesco, con contributi di Annalaura Pistarino, Giuliana Forneris, Maurizio Bovio, Enrica Matteucci e Guglielmo Pandolfo.
    Il libro, edito dal Museo Regionale di Scienze Naturali della Valle d'Aosta rappresenta un contributo alla conoscenza della flora valdostana e piemontese".

    Un Libro a cura di Walter Giuliano lo ricorda
    Tra natura e società : l'impegno ambientalista di Bruno Peyronel con  prefazione di Piero Bianucci - Edito da Torino  Pro Natura

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    Mori il 14 Novembre 1982 per un  improvviso ictus venne sepolto in un piccolo cimitero sulla collina di Torino -  ( Cimitero di Cavoretto)

    Il Giardino Botanico alpino Bruno Peyronel
    Il Giardino è situato in alta Val Pellice al Colle Barant (Comune di Bobbio Pellice), sul versante della Conca del Prà a 2.290 metri di quota, nel cuore dell' oasi di protezione faunistica del Barant, destinata alla riproduzione ed alla tutela dei selvatici,  3850 ettari, pari al 41% del territorio comunale e al 13% della superficie dell'intera valle.
    Il Giardino è composto da un'area di 17.000 mq. di particolare interesse botanico ed è interamente recintato, il percorso di visita dispone di appositi cartelli indicatori delle singole specie e degli ambienti floristici.

    Come si Raggiunge
    Le possibilità sono due :
    1 ) – Con circa un ora e mezza di marcia, dal Rifugio Lowrie Barbara ( Comba dei Carbonieri )
    Provenendo da Torre Pellice prima di raggiungere Bobbio Pellice , si imbocca la deviazione per la Comba dei Carbonieri, attraverso una strada asfaltata giunti in prossimità del Rifugio Lowrie Barbara si lascia l’auto in un area appositamente attrezzata e si prosegue a piedi su di una  vecchia strada
    militare in ascesa, con tornanti e suggestive vedute sulla valle, per un dislivello di cira 700 metri.
    Giunti in cima al colle Barant (mt. 2373), troviamo sulla sinistra un vecchio caseggiato militare, ora ristrutturato, da cui si gode un meraviglioso panorama sul gruppo del Monviso, la vetta del Granero, la Comba dei Carbonieri e lo snodarsi della strada percorsa.

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    Proseguendo in discesa si giunge al “Giardino Botanico Bruno Peyronel”.

    2) – (Dal Rifugio Jervis - Conca del Prà) Provenendo da Torre Pellice si attraversa Bobbio Pellice e si prosegue diritti verso Villanova , qui giunti si lascia l’auto e si prosegue a piedi attraversando il piccolo agglomerato di Villanova ( mt. 1223) ed inerpicandosi per la mulattiera da cui si possono godere delle viste suggestive, si tocca il vecchio Forte di Mirabuc, di cui restano ben poche rovine .
    Volendo invece si può proseguire per la pista sterrata carrabile, in tutti e due i casi a un certo punto un poco prima della cascata del Pis i due percorsi si riuniscono, si prosegue quindi verso il Pian dei Morti e con un ultimo sforzo si raggiunge la conca del prà ed il Rifugio Willy Jervis (mt.1732) tempo di percorrenza da Villanova circa ore 1,20 - 1,40.

    Da qui si attraversa il pianoro, verso sinistra, e si va a cercare la vecchia strada militare per il Col Barant che si inerpica attraverso un saliceto, usciti dal bosco si affrontano gli ultimi tornanti in ascesa che si snodano per circa Km. 5,5 in mezzo all’Oasi del Barant (area di 3850 ettari compresa tra i confini naturali del torrente Pellice e del Guicciard, la Francia e la provincia di Cuneo), si giunge al Giardino Botanico del Peyronel tempo di percorrenza circa con un'ora e mezza di marcia

    Si segnala la possibilità di salire in auto per lo sterrato fino al Rifugio Jervis pagando 5 Euro, ma attenzione vi sono due vincoli, max 50 auto al giorno e salita vincolata dalle 8,30 alle 10,30 e discesa dalle 16 alle 17.

    Particolarità delle salite :
    Con un poco di fortuna si possono vedere marmotte, o la Salamandra Lanzai ( Salamandra di Lanza), specie endemica della Alpi Cozie in particolare della Val Pellice sopra i 1200 mt.
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    Il Giardino Botanico Alpino " Bruno Peyronel "
    Scendendo dal Col Barant si visualizza subito l’avvallamento con una staccionata di legno che delimita il giardino botanico, un piccolo cancello d’accesso, la casetta-magazzino degli attrezzi con bacheche illustrative ed una stazione meteorologica , nivo-pluviometrica. consultabile via internet al seguente indirizzo: http://webgis.arpa.piemonte.it/webmeteo/meteo.php?CODTOT=001026900

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    Varcato il cancello, agli occhi del visitatore si offrono, in uno spazio circoscritto, un piccolo lago, ambienti naturali diversi, varie specie protette di flora.

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    La definizione di giardino è dovuta al fatto che è del tutto naturale e inalterato, si presenta così come è, mentre l'orto botanico si ottiene trapiantando le varie specie.


    Troviamo zone che si diversificano per la qualità del suolo e della vegetazione, dove si potranno osservare
    il pascolo alpino ( viole, garofanini e potentille )
    le zone umide  ( il giallo delle pinguicole )
    la valletta nivale (sotto neve per 9 mesi) (blu delle genziane e viola delle soldanelle)
    la zona di greto
    la vegetazione delle rocce calcaree ( stelle alpine, camedrio e salice reticolato )
    la vegetazione delle rocce silicee (con genepì, antennaria e semprevivo ragnateloso )
    la zona dei salici
    le zone degli arbusti contorti (con i mirtilli, i fiori dei rododendri e le foglie dei salici nani )

    Sono presenti sulla sua superficie oltre 300 specie di piante alpine autoctone, molte delle quali contrassegnate da cartelli indicanti il loro nome.
    Le specie ospitate comprendono Carex sempervirens, Dryas octopetala, Festuca violacea e Salix erbacea, Salix serpyllifolia ( l'albero più piccolo del mondo), Salix reticulata Pinguicola vulgaris, Botrychium lunaria, arnica montana, festuca violacea, dianthus neglectus, lotus alpinus, artemisia umbelliformis,  thymus serpyllum, lichene, Chenopodium bonus-henricus, Artemisia umbelliformis (il genepì), il rododendro, la genziana, le primule e molte altre.
    Pressochè tutte piante endemiche, cioè esclusive di un certo territorio, in questo caso in Val Pellice troviamo specie endemiche esclusive del massiccio del Monviso come la Veronica allionii e la Gentiana rostani.
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    Dal lato a Nord-Ovest si può ammirare lo splendido panorama sulla Conca del Pra con le sue baite della Partia d’Amunt, alpeggio dove greggi di pecore e gruppi di cavalli pascolano liberamente.
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    E’ un luogo favoloso per un botanico esperto, ma anche per il ‘naturalista’ o per il visitatore comune,  chi ha provato l’emozione di inoltrarsi in questo microcosmo, sicuramente ci ritorna.

    Da tener presente che viste le abbondanti nevicate molto probabilmente quest’anno la fioritura avverrà con certo ritardo rispetto agli anni passati.

    Disclaimer e Copyright
    Questo articolo è il frutto di ricerche fatte in internet, ringrazio tutti coloro che hanno scritto qualche articolo e postato foto di questo magnifico Giardino Botanico, onestamente la parte più difficile è stata la ricerca sul Prof. Bruno Peyronel, di cui ho trovato veramente poco, se qualche visitatore ha più notizie mi scriva, sarò ben lieto di integrare l’articolo.

    Alcune immagini pubblicate sono tutte tratte dal web, e dunque valutate di pubblico dominio.
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    E' morta Margherita Hack aveva 91 anni - il 29/06/2013 16:08 con Webmaster

    Addio a Margherita Hack, regina delle stelle e degli animaliMARGHE-articolo.jpg

    L'astrofisica Margherita Hack è morta la notte scorsa all'ospedale di Cattinara (Trieste) dove era ricoverata da una settimana. Aveva compiuto 91 anni il 12 giugno scorso.
    La Hack è morta la notte scorsa alle 4,30 nel polo cardiologico.       

    Era stata ricoverata sabato scorso in seguito al riacutizzarsi dei problemi cardiaci che la affliggevano. Con lei c'erano il marito, Aldo, con il quale era sposata da 70 anni, Tatiana, che la assisteva da tempo, la giornalista Marinella Chirico, sua amica personale, e il responsabile del polo cardiologico, Gianfranco Sinagra.
     

    Era nata a Firenze - Astrofisica di fama mondiale, la Hack era nata a Firenze nel 1922 e si era trasferita a Trieste nel 1963, dove viveva in una casa nel quartiere di Roiano. Senza figli, donna impegnata socialmente, vegetariana da sempre, grande divulgatrice, la Hack era anche una appassionata animalista: aveva otto gatti e un cane.

    Il suo ricovero era stato tenuto segreto per sua volontà, così come ha lasciato indicazioni di essere sepolta nel cimitero di Trieste senza alcuna funzione né rito ma con una cerimonia esclusivamente privata. Le persone che gli sono state vicine fino alla fine hanno riferito che per rispettare le sue volontà non saranno resi noti né giorno né orario della sepoltura.
     

    "Amica delle stelle" - Toscana Doc e atea convinta, Margherita Hack - 'amica delle stelle' come si era essa stessa definita in una sorta di autobiografia pubblicata nel 1998 - ha trascorso buona parte della sua vita a Trieste. Qui ha diretto per oltre 20 anni l'Osservatorio astronomico, portandolo a un livello di rilievo internazionale, ed ha insegnato nell'università dal 1964 al 1992.

    Nota al grande pubblico soprattutto per le due doti di divulgatrice, nel mondo della ricerca ha occupato una posizione di primo piano fin dall'inizio della sua lunga carriera. Celebri anche le sue battute taglienti ed i modi schietti, conditi dal forte accento toscano che non ha mai abbandonato, così come la sua grande gentilezza.
    Nata da genitori vicini alle dottrine teosofiche, dopo aver compiuto gli studi (senza sostenere gli esami di maturità a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale) presso il Liceo Classico "Galileo" di Firenze, si è laureata in fisica nel 1945 con una votazione di 101/110, con una tesi sulle Cefeidi, le stelle 'pulsanti' che si sono rivelate fondamentali nella misurazione delle distanze delle galassie

    A Firenze aveva anche conosciuto il marito Aldo quando avevano, rispettivamente 11 e 13 anni, e al quale è stata vicina per 70 anni.

    Dopo aver ottenuto alcune collaborazioni in Italia e incarichi in università straniere, tra cui Berkeley, Princeton, Parigi, Utrecht e Ankara, a 42 anni aveva ottenuto la cattedra di astronomia nell'Istituto di Fisica Teorica all'Università di Trieste, assieme all'incarico all'osservatorio.

    Nel 1978 ha fondato la rivista 'L'Astronomià ed ha scritto decine di libri divulgativi. Grazie alla sua popolarità ha saputo avvicinare la scienza al grande pubblico negli innumerevoli incontri dal vivo in rassegne e festival, in teatri e auditorium, nelle partecipazioni televisive.

    Per i diritti degli animali

    È stata una animalista convinta ed una vegetariana sin da bambina.
    Riguardo alla carne, ha dichiarato: «Non la mangerei mai, perché mi sembra veramente atroce uccidere milioni e milioni e milioni di animali... è veramente un'ecatombe ogni giorno sulla terra»

     

    Una Citazione
    Credo che uccidere qualsiasi creatura vivente, sia un po' come uccidere noi stessi e non vedo differenze tra il dolore di un animale e quello di un essere umano.


    Agnello Pasquale - il 30/03/2013 10:29 con wald23

    Papa Francesco: a Pasqua evitate di mangiare carne di agnello o capretto

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    Papa Francesco I ha lanciato un appello agli italiani perché «a Pasqua sostituiscano la carne d'agnello e capretto con menù alternativi».
    Papa Ratzinger «Gesù ha celebrato la Pasqua senza agnello»

    (
    Forse le notizie non sono vere, racolte dal Web però bisogna sapere che :)

    Tra le comunità cristiane più antiche, l'agnello era rappresentato sulle spalle del pastore e simboleggiava l'anima salvata da Cristo. La sua uccisione per Pasqua non ha alcun fondamento nella tradizione cristiana, semmai ha radici nel Vecchio Testamento.

    È un rito cruento, in forte contraddizione col concetto di Resurrezione, che porta con sé il rinnovamento della fede e della speranza. È un rito non necessario in una società, la nostra, già impregnata di violenza e di morte, che serve soltanto a soddisfare gli interessi dell'industria alimentare
    .

    Quest'anno festeggia Pasqua senza agnello nel piatto, non è una tradizione, ma una strage di innocenti.

    RICORDALO
    Contribuisci ad evitare l'ingiusto ed inutile sacrificio di vite innocenti!
    NON COMPRARE L'AGNELLO!!

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    L'agnello che tu decidi di mangiare, ad appena un mese di vita, Dopo averlo separato dalla madre, sarà caricato su un camion e, come accade a milioni di altri agnellini, sarà condotto verso il mattatoio.
    Il viaggio sarà lungo ed estenuante, non potrà riposare, avrà fame e sete, freddo e molta paura.
    Trasportato per centinaia di chilometri, stanco e stremato, giungerà alla meta finale: il macello. sarà prima immobilizzato, poi stordito, poi sgozzato, infine lasciato morire dissanguato, molto lentamente, la morte sarà lenta e atroce.

    Ma lo stordimento preventivo spesso non viene fatto perché "non c'e' tempo" di applicarlo secondo le modalità previste dalla legge.

    Mentre ciò avviene gli altri agnellini percepiscono l'odore del sangue e attendono terrorizzati il loro turno per essere barbaramente uccisi, allo stesso modo.


    Ogni anno milioni di agnelli pagano con una morte atroce il prezzo di assurde tradizioni, immobilizzati, sgozzati e fatti morire lentamente dissanguati.
    Tre minuti di pura agonia e questo perchè la carne possa essere più bianca, tenera ed appetibile.

    La Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente da anni cerca di sensibilizzare gli italiani circa la mattanza pasquale di agnelli e capretti. «Sono per lo più cuccioli di 30-40 giorni, nati dopo cinque mesi di gravidanza delle madri, la cui fecondazione è regolata in maniera tale da poter macellare i piccoli quando pesano 8-12 chili», spiega la Lav.

    In un comunicato della Federazione si legge: «L'esortazione a rispettare tutti gli esseri viventi, a cominciare dai più piccoli e dai più deboli, ha trovato un'eco forte nelle parole di Papa Bergoglio, che ha scelto di chiamarsi Francesco come il Santo di Assisi, e ha pronunciato parole memorabili, per le quali la Federazione ha deciso di ringraziarlo direttamente da piazza San Pietro. In questo spirito le associazioni invitano tutti a inserire nel precetto Pasquale il “no" alla carne di agnello e di capretto».


    Il trattamento riservato agli agnellini
    Il 60% degli ovini macellati in Italia, vengono uccisi nel periodo di Pasqua. Quello che
    viene taciuto è che per gli agnellini non c’è pietà. In Italia vengono macellati circa 3
    milioni e mezzo di agnelli. Ma quello che fa indignare è il trattamento riservato alla
    loro seppur breve vita: non è permesso loro di brucare erba per far mantenere la carne più buona, e per questo sono tenuti rinchiusi.
    Nel periodo pasquale il carico di lavoro per le catene di montaggio dei macelli è talmente alto che può capitare che si salti il processo di stordimento degli animali, obbligatorio per legge: in questo modo gli agnelli si rendono conto di tutto quello che accade loro, dai rumori dei macchinari ai lamenti strazianti dei loro simili in fin di vita.

    A pasqua, prima di mangiare l'agnello, mettiti una mano sulla coscienza, fermiamo questo massacro non compriamo più l'agnello e di conseguenza senza richiesta non verranno più uccisi.
    Ogni anno grazie agli animalisti e un pò anche per la crisi il consumo d'agnello a pasqua
    sta diminuendo, facciamolo cessare del tutto!


    festa_della_donna.gifCome nasce la festa della donna? - il 08/03/2013 13:56 con wald23

    Oggi è la festa della donna: quando nasce la ricorrenza?

    Due le date principali, tutte legate all’8 marzo: la celebrazione si è tenuta per la prima volta negli Stati Uniti nel 1909 e in Italia nel 1922. Anche se nel nostro Paese, per iniziativa del Partito comunista d’Italia, inizialmente coincise con il 12 marzo, giornata in cui cadeva la prima domenica dopo l’8 marzo. Da allora si ricordano le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, ma anche le discriminazioni e le violenze che le riguardano ancora in alcune parti del mondo. 

    Quale è stato l’avvenimento che ha dato il via alla festa? 

    Le origini risalirebbero al 1908, quando un gruppo di operaie dell’industria tessile Cotton di New York scioperarono per protestare contro le condizioni in cui lavoravano. Dopo alcuni giorni di conflitto con le maestranze, l’8 marzo il proprietario, per ritorsione, bloccò tutte le porte di uscita dello stabilimento. Quel giorno scoppiò un incendio che uccise 129 di loro. Successivamente questa data fu proposta da Rosa Luxemburg come giornata di lotta internazionale a favore delle donne. 

    E’ vero che si tratterebbe di una versione contestata da molti?

    Sì, secondo alcuni si farebbe in realtà confusione con un’altra tragedia verificatasi a New York, quando il 25 marzo 1911 morirono 146 lavoratori (per la maggior parte giovani donne immigrate dall’Europa) durante l’incendio della fabbrica Triangle. Altri dicono che l’evento prenda invece spunto dalla repressione della polizia di una manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi nella medesima città ben prima, cioè nel 1857. 

    L’8 febbraio viene comunque ricordato anche per un altro fatto… 

    L’8 marzo è una data davvero rivoluzionaria. In quel giorno del 1917, a San Pietroburgo, le donne marciarono lungo le strade per il «Pane per la Pace», chiedendo a gran voce la fine della guerra e manifestando per i propri diritti. Evento che in Russia diede origine alla Rivoluzione di Febbraio, alla successiva destituzione dello zar e all’attribuzione del diritto di voto alle donne stesse. 

    E’ vero che qualcuno nel nostro Paese pensò persino di attribuire all’8 marzo dignità di festa nazionale?

    Sì, accadde nel 1959, quando le senatrici Luisa Balboni, Giuseppina Palumbo e Giuliana Nenni presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna una festa nazionale. Ma l’iniziativa cadde ben presto nel vuoto. 

    Perché la mimosa è il simbolo della festa?

    Anche in questo caso la storia è controversa. Sembra che in Italia l’idea di eleggere il fiore a simbolo della ricorrenza sia da attribuire all’iniziativa risalente al 1946 delle femministe Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei le quali, venute a sapere che il vicesegretario del Pci Luigi Longo intendeva regalare nel giorno della ricorrenza tutta al femminile delle violette, suggerì di cercare un fiore più povero e più diffuso nelle campagne. Scelta probabilmente dettata dalla stagionalità e da un fattore di gusto e di colore.  

    E’ vero che quest’anno non sarà facile regalare le mimose?

    Sì, oggi ci saranno meno mimose a disposizione. Ma non c’entra la crisi, è tutta colpa delle temperature. Le bizze del clima, infatti, hanno ritardato la fioritura della pianta simbolo della Festa delle donne provocando una flessione pari a un terzo della produzione totale. Ma i prezzi sono rimasti più o meno invariati. 

    Quali sono le iniziative a corollario della festa?

    La Festa della donna quest’anno sarà all’insegna della prevenzione e della difesa della salute. Numerosi in tutta Italia i progetti dedicati al benessere femminile. A Milano l’Andos (Associazione nazionale donne operate al seno) ha messo in atto un’iniziativa in collaborazione con diverse strutture ospedaliere per visite senologiche gratuite dal 4 all’8 marzo. All’Ospedale San Camillo di Roma si può approfittare di un vero e proprio pacchetto prevenzione per donne dai 40 ai 60 anni, con mammografie, visite senologiche e ginecologiche, pap test e test dell’Hpv. L’Aied (Associazione italiana per l’educazione demografica) offre a Napoli per oggi un Open Day di prevenzione, con visite ginecologiche, senologiche e pap test. 

    Qual è l’attuale apporto della donna nel mondo politico italiano?

    La Festa della donna si celebra quest’anno con un aumento del 47% della presenza femminile in Parlamento, dove quasi un neo eletto su tre (31%) è donna, ma in altri settori come giustizia, authority, università e ricerca le «quote rosa» sono ancora al lumicino. Secondo la Coldiretti, che ha commissionato la ricerca, l’aumento della rappresentanza rosa in parlamento rappresenta «un profondo cambiamento che avvicina l’Italia ai migliori standard europei e mondiali». Valori superiori si registrano solo tra le elette alla Camera in Spagna (38%) ed in Germania (32 %).



     
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