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Sabato 14 Dicembre 2019
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dal 23 Novembre
al 21 Dicembre

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  • San Giovanni della Croce Sacerdote e dottore della Chiesa

  • Buon anniversario á :
  • Noemi
  • Giovanni (della Croce)
  • Pompeo

  • Anniversario celebritá :
  • Luciano Bianciardi 14/12/1922
  • Jane Birkin 14/12/1946

  • Accaddé Oggi :
  • 14/12/1911 Il norvegese Roald Amundsen è il primo uomo a raggiungere il Polo Sud.



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    Nella notte tra Venerdì e Sabato 23 Novembre ti sei spento improvvisamente, mentre stavi per andare in ospedale per quel male al braccio che ti aveva colto, ma che minimizzavi come al tuo solito. Era notte avevi accanto solo la tua compagna e senza emettere una gemito di dolore ti sei improvvisamente accasciato a terra. La tua compagna mi ha cercato ma per uno strano scherzo del destino il mio telefono era spento, cosa che non accade quasi mai. So che pochi attimi prima di morire stavi scherzando come facevi di solito.

    Avevi solo due anni meno di me, per la precisione 20 mesi di differenza, ma benché più piccolo di me sovente mi davi consigli intelligenti e disinteressati, quasi fossi tu il fratello più vecchio, eri un fratello ma anche un amico molto speciale.

    Sei stato stroncato da un fulmineo arresto cardiaco, i medici del 118 non sono riusciti a far ripartire il tuo cuore e forse è stato meglio così che avere i problemi di un ipossia cerebrale o danni neurologici irreparabili, cosa che non avresti accettato.

    Da un anno a questa parte non riuscivi più a fare la tua solita vita, da quando eri stato operato alla schiena e sapevi di dover fare un lungo periodo per poter tornare a camminare senza problemi per il completo recupero funzionale, ti sei chiuso in te stesso. Non ci siamo più frequentati con assiduità come accadeva prima, non telefonavi più ed ero io a chiamarti per avere notizie, mi sembrava quasi di disturbare chiamandoti, non conoscerò mai la vera causa di questo, forse la momentanea disabilità che stavi subendo ti ha portato a chiuderti o la tua riservatezza ed il non poter fare come avresti voluto.

    So che avevi dei bei progetti per il futuro, che purtroppo non si avvereranno.

    Te ne sei andato improvvisamente senza vedere in volto la morte, creando solo quel poco di “disturbo” imprescindibile in queste circostanze.

    Ti ho voluto vedere nella camera mortuaria, infatti non riuscivo ancora a credere alla tua morte, ma non sono riuscito a rimanere li molto, entravo ti guardavo e poi dovevo uscir fuori, il mio cuore veniva attanagliato da una morsa di dolore, non riesco a darmi una ragione di ciò, ringrazio la tua compagna di aver trascorso lunghe ore con Te in camera mortuaria.

    Ricordo ché nell’età adolescenziale, era la fine degli anni sessanta, frequentavamo gli stessi amici e gli stessi luoghi, io che sono un po’ orso, non ho tenuto i contatti con i vecchi amici, tu invece si anche se avevamo cambiato città e questi erano lontani, d'altronde eravamo molto diversi nel carattere. Hai sempre vissuto la tua vita in modo semplice ed umile, ma non potrò mai criticare le tue scelte e quello che hai fatto, eri sempre pronto ad aiutare qualcuno. Ne abbiamo passate così tante …insieme si andava in chiesa, in vacanza al mare o dalla nonna, a fare lunghe passeggiate in bicicletta, insomma, tu eri sempre con me, avevo l’amico migliore del mondo ed ora non ce l’ho più.

    Purtroppo quando la morte chiama non si sa in anticipo, è una fase della vita che bisogna accettare per quello che è, non si può ne evitare ne cancellare. Quando arriva quel tempo ed un fratello va via insieme a lui va via anche una parte della nostra esistenza. Rimangono i ricordi, dei momenti di dolore e di quelli di gioia vissuti assieme.

    Te ne sei andato così come hai vissuto la tua vita, le cose normali non erano da te ed anche lasciarci in modo normale non avresti potuto farlo.

    Ho subito altri dolori ed elaborato quei lutti, ma la tua dipartita, oltre a lasciarmi addolorato ed esterrefatto, mi ha fatto capire quanto siano importanti le piccole cose, che non dobbiamo rimandare al domani, che potrebbe non esserci, quello che possiamo fare oggi. Mi ha fatto diventare consapevole che il tempo a nostra disposizione per vivere senza rimpianti è troppo poco, può sfuggirci di mano in ogni momento senza che noi si possa far nulla.

    Avevamo avuto tanti anni addietro delle controversie, di quelle che possono nascere in qualsiasi famiglia, non ci eravamo parlati per un po’ di tempo, poi grazie all’intervento di un amico comune e delle nostre reciproche compagne ci eravamo rappacificati con gioia di entrambi.

    Quando ero stato costretto a cercare una casa nuova, mi avevi trovato rapidamente una casa da acquistare, eri stato molto convincente dicendomi compra casa, fai un mutuo, non vorrai passare la tua vita in case in affitto. So che quella casa che mi avevi trovato piaceva anche a te, ora più che mai ti ringrazio di avermi convinto in questa decisione.

    Grazie per esserci sempre stato, la tua voce al telefono, per informarti sulla mia salute, darmi dei consigli o semplicemente per augurarmi buon compleanno, insomma nelle occasioni che contano o in cui vi era bisogno la tua presenza ed il tuo generoso sorriso c’è sempre stata, come il tuo modo di essere era unico.

    Mi ricordo, come se fosse adesso, che quando nostra sorella era ormai alla fine ti impegnasti a passare le notti con Lei finche spiro, per poi telefonarmi vieni che se ne è andata, allora la cosa non mi colpi come la tua perché, benché nostra sorella fosse giovanissima, sapevo che sarebbe mancata a causa della sua brutta malattia, e probabilmente avevo già elaborato il lutto in precedenza.

    Sei stato un grande amante degli animali dei tuoi gatti ma in modo particolare i tuoi cagnetti che avevi salvato da morte certa. Avevi salvato una cucciolata non voluta, cercando tra i vari colleghi ed amici chi si fosse preso cura di uno dei cuccioli, era rimasta Pippi che avevi portato a casa convincendo nostra madre che sarebbe stata per lei una compagnia, ma questa cagnetta era sempre in giro con te appena i vari impegni te lo permettevano. Quando la mamma è volata in cielo il legame, già forte, si è ulteriormente rafforzato, Pippi era praticamente sempre insieme a Te la ricordo in auto dietro di Te con la testina fuori dal finestrino a godersi il vento, o quando ogni volta che venivi a trovarmi Pippi era con Te. Alla sua morte, dopo molti anni trascorsi insieme, l’avevi fatta cremare e tenuto con te la sua cassettina dicendomi così mi è ancora vicina. Era trascorso un po’ di tempo ed avevi salvato Neve che a causa dei suoi problemi ad una zampina volevano sopprimere e cosi come avevi fatto con Pippi avevi viziato Neve.

    Le altre tue passioni erano l’informatica, la magia e fare il “Meisinour”, come si dice in piemontese, ovvero “quello che rimette a posto le ossa”.

    Avevi fatto il direttore di una casa di riposo, e ricordo come i vecchietti che venivano da te in ufficio, anche solo per una banalità, tu li ascoltavi con pazienza e li consolavi, ne uscivano quindi contenti e rinfrancati.

    L’etimologia del tuo primo nome Franco significa letteralmente dall'antico germanico "Uomo Libero" e Tu eri libero veramente.

    Sei stato sepolto nella massima semplicità, come desideravi. Una funzione funebre semplicissima, proprio come avresti voluto, il non voler andare in chiesa ma solamente le parole del sacerdote e di un amico al campo santo. Benché non avevi voluto che fossero fatti dei “Tiletti” che annunciavano la Tua morte, vi erano molte persone al Tuo funerale, qualche parente con cui ci si incontra solamente in queste tristi circostanze, qualche amico che aveva saputo per vie traverse della tua morte, e molte persone che io non conosco ma che probabilmente ti conoscevano.

    Mi hanno particolarmente colpito due nostri amici comuni, uno che uscendo dalla camera mortuaria si è messo a piangere in disparte e che dopo mi ha detto di aver appreso per caso della tua morte, l’altro che mi ha detto io in camera mortuaria non ci riesco a stare. Da parte mia, purtroppo, il dolore me lo porto dentro, poche lacrime ma un dolore immenso nel cuore, ti venivo vicino poi dovevo andar via non riuscivo ad accettare la tua morte, così come non la accetto tuttora.

    Sapevo bene come la pensavi e mi è apparso come tutto fosse stato diretto da Te, anche perdere il carro funebre ed andare in un altro cimitero, Tu avresti voluto proprio così.

    Ora intorno a me sento un grande senso di vuoto associato ad un grande dolore.

    Sapevo che eri importante per me la mia e la tua compagna, per me in modo speciale, non so neppure io il perché non te l’ho mai detto e di questo me ne pento molto.

    Ciao Franco, spero che un giorno, in un'altra vita od in un’altra dimensione potremo ritrovarci e così avrò l’occasione di dirti ciò che non ti ho mai detto,
    grazie per tutto quello che mi hai dato ed insegnato in questa vita.

    Purtroppo non so scrivere bene come facevi tu, ma penso che mi capirai come hai sempre fatto.



    Guestbook - Il mio preferito

    Nota n°2
    con Nicola il 07/08/2013 18:12
    Molto bello il tuo articolo sui Randagi vedrò di contribuire  e

     
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