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    Ritrovato il sottomarino Argentino ARA San Juan - il 18/11/2018 00:00 con Webmaster

    Un anno e due giorni dopo la sua scomparsa, la nave norvegese Seabed Constructor della Ocean Infinity, ha ritrovato il relitto del sottomarino argentino ARA San Juan a 907 metri di profondità nell'Oceano Atlantico meridionale al largo della Patagonia, dopo un anno e due giorni dalla sua scomparsa, avvenuta il 15 Novembre 2017.

    Era l'ultimo giorno di lavoro per la Ocean Infinity, doveva andare in Sud Africa per una revisione obbligatoria della nave norvegese Seabed Constructor, con la quale dallo scorso settembre ha effettuato le sue operazioni per conto dello Stato argentino.

    A bordo della nave norvegese Seabed Constructor vi erano tre ufficiali della Marina Argentina e quattro famigliari dei membri dell'equipaggio del sommergibile ARA San Juan in qualità di osservatori, rispettivamente Silvina Krawczyk (sorella del tenente Eliana Krawczyk, l'unica donna facente parte l'equipaggio del sottomarino), Luis Tagliapietra (padre del tenente comandante Alejandro Tagliapietra), Jose Luis Castillo (fratello dal caporale Enrique Castillo) e Fernando Arjona (fratello del caporale Alberto Arjona) ed appartenente alla Marina Argentina.

    00.jpg

    Fernando Arjona, José Luis Castillo, Luis Tagliapietra e Silvina Krawczyk

    Il "Seabed Constructor" è stato costruito in Norvegia nel 2014, è lungo 115 m, largo 22 m, ca. 8.000 tonnellate di dislocamento. E' dotata di un eliporto, droni subacquei, AUV (Autonomous Underwater Vehicle), ROV (Remote Operated Vehicles), laboratorio informatico di ultima generazione, gru da 250 tonnellate e motoscafi.

    (Come Opera Ocean  Infinity )

    La storia completa del sottomarino ARA San Juan (Sigla S-42).

    L'ARA San Juan,  era uno dei più nuovi e moderni sottomarini della Marina Militare Argentina, ARA è l'acronimo di Armada de la República Argentina, tale sigla è usata come prefisso per le unità della Marina Militare Argentina. Il San Juan era un sottomarino a propulsione Diesel - Elettrica, seconda unità della classe TR-1700, con il gemello ARA Santa Cruz costruito in Germania dalla Nordseewerke nel cantiere di Emden, fu varato il 20 giugno 1983 ed è entrato in servizio nella Marina Argentina il 18 novembre 1985 nel "Comando de la Fuerza de Submarinos (COFS)", la prima traversata oceanica avvenne dal Cantiere Navale di Thyssen Nordseewerke di Emden Mare del Nord fino al Mar del Plata (BNMP) dove arrivò il 16 gennaio 1986 navigando per 26 giorni con 638 ore di navigazione in immersione.

    01.jpg

    Nel 1994, durante l'esercitazione FleetEx 2/94 "George Washington" con la Marina degli Stati Uniti , San Juan evitò di essere scoperto dalle forze anti-sottomarine degli Stati Uniti per l'intera durata del gioco di guerra , penetrando nella difesa del cacciatorpediniere e "affondando (virtualmente)" il cacciatorpediniere USS Mount Whitney . Il sottomarino ha preso parte ad altre esercitazioni tra cui Gringo-Gaucho e UNITAS.

    Il Sottomarino ha subito un aggiornamento di mezza età tra il 2008 e il 2013, impiegando più tempo del previsto a causa di vincoli di bilancio. L'aggiornamento costava circa 100 milioni di pesos (US $ 12,4 milioni) e comprendeva più di 500.000 ore di lavoro durante le quali al sottomarino erano stati sostituiti i suoi quattro motori Diesel MTU e batterie. Gli aggiornamenti sono stati effettuati presso i cantieri navali di Tandanor e cantiere Almirante Storni del complesso navale argentino (CINAR). In seguito, il San Juan fu incaricato di svolgere esercitazioni di sorveglianza nella zona economica esclusiva intorno a Puerto Madryn, in particolare nel ruolo di combattere la pesca illegale.

    Scomparsa, ricerche e sforzi per il salvataggio
    Il 13 novembre 2017, il San Juan era partito da Ushuaia diretto alla sua base navale di Mar del Plata. Il 17 novembre 2017 è stato annunciato che del San Juan non si avevano più notizie da mercoledi 15 novembre, quando alle 7.19, avevano comunicato che i membri dell'equipaggio del sottomarino San Juan "sono stanchi" dopo aver subito una tempesta con onde fino a 6 metri in superficie e domato un incendio al blocco batterie di prua. Alle 7.30 locali il comandante dell’Ara San Juan, il capitano di fregata Pedro Martínez Fernández, trasmetteva un messaggio indicante "Batterie di prua fuori servizio a causa dell'entrata di acqua di mare dallo Snorkel nel sistema di ventilazione del blocco
    batterie n°3 che ha causato un cortocircuito e un incendio, scendiamo a 40 metri di profondità per cercare di riparare una parte delle batterie e riposare, nessuna notizia del personale" aggiungendo il “vi terrò informati” di rito. Succedeva a 432 chilometri (270 miglia) dalla costa patagonica all’altezza del Golfo San Jorge. Poi più nessuna notizia ed il silenzio straziante per chi aspettava sulla terraferma da quel momento tutto piombava nell’incubo.

    Un'operazione di ricerca e soccorso era stata condotta nella stessa area. C'erano 44 militari a bordo del sottomarino, inclusa la prima ufficiale sommergibilista donna argentina, Eliana María Krawczyk.

    02.jpg
    Le operazioni di ricerca e salvataggio sono stata effettuata sotto l'egida dell'International Submarine Escape and Rescue Liaison Office, un'organizzazione di oltre 40 paesi istituita nel 2003 in seguito al disastro sottomarino Russo di Kursk.L'area di ricerca era di 482.507
    chilometri quadrati e le condizioni meteorologiche durante il periodo di ricerca e soccorso erano pessime, con grandi onde e venti forti, rendendo il compito molto più difficile.
    Il 23 novembre il Governo argentino viene informato dal proprio ambasciatore a Vienna, Rafael Grossi che la CTBTO, Organizzazione del Comprehensive
    Nuclear Test Treaty ( Organizzazione del trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari), nelle sue stazioni idroacustiche HA10 Isola di Ascensione (Ascension Island) e HA04 Isole Crozet (Crozet) registrato una forte esplosione "anomalia idroacustica" dovuta ad un'implosione sottomarina avvenuto alle 13:51 GMT del 15 novembre alla posizione Latitudine: W46.12 gradi, Longitudine: S59,69 gradi che si trova a circa 30 miglia nautiche a nord dall'ultimo punto nave conosciuto del sottomarino ARA San Juan alle 10:31 (13:31 UTC ) del 15 novembre 2017. Il portavoce dell’ARA, capitan de navío Enrique Balbi, nella conferenza stampa indetta appositamente, parla di un “rumore anomalo, singolare, corto, violento e non nucleare consistente in un’esplosione”.

    Le operazioni di ricerca e soccorso hanno coinvolto più di 30 aerei e navi provenienti da Argentina, Brasile, Canada, Cile, Stati Uniti, Norvegia, Gran Bretagna e Russia e altri paesi. In tutto, oltre 4.000 persone provenienti da 13 paesi hanno collaborato alla ricerca, perlustrando un'area della dimensione della Spagna.

    Il 27 novembre è stato rivelato alla stampa che, secondo l'ultimo rapporto del sottomarino del 15 novembre, dallo Snorkel del San Juan era entrata acqua nelle batterie di riserva, che ha provocato un incendio. Dopo aver spento l'incendio, l'equipaggio ha scollegato le batterie di riserva ed il sottomarino continuava a muoversi alimentato dalle batterie di poppa dirigendosi a Mar della Plata alla velocità di 5 nodi.

    Le ricerche continuarono fino alla fine del 2017, ma non sono riuscite a trovarlo a causa della tecnologia insufficiente e della presenza di numerosi canyon sottomarini.

    Scoperta del relitto
    Il 16 novembre 2018, ARA San Juan è stata trovata a una profondità di 907 metri (2.976 ft), a 45°56'59"S 59°46'22"W nell'Oceano Atlantico al largo della Patagonia (a 20 km o 12 miglia
    dovute a NNW dall'anomalia sismica precedentemente riportata dalla CTBTO) e quasi 300 miglia nautiche (600 km) da Comodoro Rivadavia, da Ocean Infinity.03.jpg

    Pertanto, si presume che il San Juan sia esploso a causa dall'idrogeno rilasciato dalle batterie bagnatesi con acqua di mare, che era entrato attraverso lo Snorkel, ad una profondità di 40 metri per poi inabissarsi nel canyon dove è stato ritrovato.

    Il portavoce della Marina argentina, capitano Jorge Balbi, ha presentato le foto ravvicinate del relitto, effettuate da Ocean Infinity, in una conferenza stampa, confermando che il relitto è a 907 metri di profondità e vi sono detriti sparsi su una superficie di 80 x 100 metri quadri, nell'Oceano Atlantico al largo della Patagonia.04.jpg

    Video del ritrovamento

    05.jpg

    06.jpg

    L'ultima fotografia del San Juan partito da Ushaia naviga tranquillamente nel canale di Beagle.

    Leggi il seguito Leggi il seguito

    Un anno e due giorni dopo la sua scomparsa, la nave norvegese Seabed Constructor della Ocean Infinity, ha ritrovato il relitto del sottomarino argentino ARA San Juan a 907 metri di profondità nell'Oceano Atlantico meridionale al largo della Patagonia, dopo un anno e due giorni dalla sua scomparsa, avvenuta il 15 Novembre 2017.

    Era l'ultimo giorno di lavoro per la Ocean Infinity, doveva andare in Sud Africa per una revisione obbligatoria della nave norvegese Seabed Constructor, con la quale dallo scorso settembre ha effettuato le sue operazioni per conto dello Stato argentino.

    A bordo della nave norvegese Seabed Constructor vi erano tre ufficiali della Marina Argentina e quattro famigliari dei membri dell'equipaggio del sommergibile ARA San Juan in qualità di osservatori, rispettivamente Silvina Krawczyk (sorella del tenente Eliana Krawczyk, l'unica donna facente parte l'equipaggio del sottomarino), Luis Tagliapietra (padre del tenente comandante Alejandro Tagliapietra), Jose Luis Castillo (fratello dal caporale Enrique Castillo) e Fernando Arjona (fratello del caporale Alberto Arjona) ed appartenente alla Marina Argentina.

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    Fernando Arjona, José Luis Castillo, Luis Tagliapietra e Silvina Krawczyk

    Il "Seabed Constructor" è stato costruito in Norvegia nel 2014, è lungo 115 m, largo 22 m, ca. 8.000 tonnellate di dislocamento. E' dotata di un eliporto, droni subacquei, AUV (Autonomous Underwater Vehicle), ROV (Remote Operated Vehicles), laboratorio informatico di ultima generazione, gru da 250 tonnellate e motoscafi.

    (Come Opera Ocean  Infinity )

    La storia completa del sottomarino ARA San Juan (Sigla S-42).

    L'ARA San Juan,  era uno dei più nuovi e moderni sottomarini della Marina Militare Argentina, ARA è l'acronimo di Armada de la República Argentina, tale sigla è usata come prefisso per le unità della Marina Militare Argentina. Il San Juan era un sottomarino a propulsione Diesel - Elettrica, seconda unità della classe TR-1700, con il gemello ARA Santa Cruz costruito in Germania dalla Nordseewerke nel cantiere di Emden, fu varato il 20 giugno 1983 ed è entrato in servizio nella Marina Argentina il 18 novembre 1985 nel "Comando de la Fuerza de Submarinos (COFS)", la prima traversata oceanica avvenne dal Cantiere Navale di Thyssen Nordseewerke di Emden Mare del Nord fino al Mar del Plata (BNMP) dove arrivò il 16 gennaio 1986 navigando per 26 giorni con 638 ore di navigazione in immersione.

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    Nel 1994, durante l'esercitazione FleetEx 2/94 "George Washington" con la Marina degli Stati Uniti , San Juan evitò di essere scoperto dalle forze anti-sottomarine degli Stati Uniti per l'intera durata del gioco di guerra , penetrando nella difesa del cacciatorpediniere e "affondando (virtualmente)" il cacciatorpediniere USS Mount Whitney . Il sottomarino ha preso parte ad altre esercitazioni tra cui Gringo-Gaucho e UNITAS.

    Il Sottomarino ha subito un aggiornamento di mezza età tra il 2008 e il 2013, impiegando più tempo del previsto a causa di vincoli di bilancio. L'aggiornamento costava circa 100 milioni di pesos (US $ 12,4 milioni) e comprendeva più di 500.000 ore di lavoro durante le quali al sottomarino erano stati sostituiti i suoi quattro motori Diesel MTU e batterie. Gli aggiornamenti sono stati effettuati presso i cantieri navali di Tandanor e cantiere Almirante Storni del complesso navale argentino (CINAR). In seguito, il San Juan fu incaricato di svolgere esercitazioni di sorveglianza nella zona economica esclusiva intorno a Puerto Madryn, in particolare nel ruolo di combattere la pesca illegale.

    Scomparsa, ricerche e sforzi per il salvataggio
    Il 13 novembre 2017, il San Juan era partito da Ushuaia diretto alla sua base navale di Mar del Plata. Il 17 novembre 2017 è stato annunciato che del San Juan non si avevano più notizie da mercoledi 15 novembre, quando alle 7.19, avevano comunicato che i membri dell'equipaggio del sottomarino San Juan "sono stanchi" dopo aver subito una tempesta con onde fino a 6 metri in superficie e domato un incendio al blocco batterie di prua. Alle 7.30 locali il comandante dell’Ara San Juan, il capitano di fregata Pedro Martínez Fernández, trasmetteva un messaggio indicante "Batterie di prua fuori servizio a causa dell'entrata di acqua di mare dallo Snorkel nel sistema di ventilazione del blocco
    batterie n°3 che ha causato un cortocircuito e un incendio, scendiamo a 40 metri di profondità per cercare di riparare una parte delle batterie e riposare, nessuna notizia del personale" aggiungendo il “vi terrò informati” di rito. Succedeva a 432 chilometri (270 miglia) dalla costa patagonica all’altezza del Golfo San Jorge. Poi più nessuna notizia ed il silenzio straziante per chi aspettava sulla terraferma da quel momento tutto piombava nell’incubo.

    Un'operazione di ricerca e soccorso era stata condotta nella stessa area. C'erano 44 militari a bordo del sottomarino, inclusa la prima ufficiale sommergibilista donna argentina, Eliana María Krawczyk.

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    Le operazioni di ricerca e salvataggio sono stata effettuata sotto l'egida dell'International Submarine Escape and Rescue Liaison Office, un'organizzazione di oltre 40 paesi istituita nel 2003 in seguito al disastro sottomarino Russo di Kursk.L'area di ricerca era di 482.507
    chilometri quadrati e le condizioni meteorologiche durante il periodo di ricerca e soccorso erano pessime, con grandi onde e venti forti, rendendo il compito molto più difficile.
    Il 23 novembre il Governo argentino viene informato dal proprio ambasciatore a Vienna, Rafael Grossi che la CTBTO, Organizzazione del Comprehensive
    Nuclear Test Treaty ( Organizzazione del trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari), nelle sue stazioni idroacustiche HA10 Isola di Ascensione (Ascension Island) e HA04 Isole Crozet (Crozet) registrato una forte esplosione "anomalia idroacustica" dovuta ad un'implosione sottomarina avvenuto alle 13:51 GMT del 15 novembre alla posizione Latitudine: W46.12 gradi, Longitudine: S59,69 gradi che si trova a circa 30 miglia nautiche a nord dall'ultimo punto nave conosciuto del sottomarino ARA San Juan alle 10:31 (13:31 UTC ) del 15 novembre 2017. Il portavoce dell’ARA, capitan de navío Enrique Balbi, nella conferenza stampa indetta appositamente, parla di un “rumore anomalo, singolare, corto, violento e non nucleare consistente in un’esplosione”.

    Le operazioni di ricerca e soccorso hanno coinvolto più di 30 aerei e navi provenienti da Argentina, Brasile, Canada, Cile, Stati Uniti, Norvegia, Gran Bretagna e Russia e altri paesi. In tutto, oltre 4.000 persone provenienti da 13 paesi hanno collaborato alla ricerca, perlustrando un'area della dimensione della Spagna.

    Il 27 novembre è stato rivelato alla stampa che, secondo l'ultimo rapporto del sottomarino del 15 novembre, dallo Snorkel del San Juan era entrata acqua nelle batterie di riserva, che ha provocato un incendio. Dopo aver spento l'incendio, l'equipaggio ha scollegato le batterie di riserva ed il sottomarino continuava a muoversi alimentato dalle batterie di poppa dirigendosi a Mar della Plata alla velocità di 5 nodi.

    Le ricerche continuarono fino alla fine del 2017, ma non sono riuscite a trovarlo a causa della tecnologia insufficiente e della presenza di numerosi canyon sottomarini.

    Scoperta del relitto
    Il 16 novembre 2018, ARA San Juan è stata trovata a una profondità di 907 metri (2.976 ft), a 45°56'59"S 59°46'22"W nell'Oceano Atlantico al largo della Patagonia (a 20 km o 12 miglia
    dovute a NNW dall'anomalia sismica precedentemente riportata dalla CTBTO) e quasi 300 miglia nautiche (600 km) da Comodoro Rivadavia, da Ocean Infinity.03.jpg

    Pertanto, si presume che il San Juan sia esploso a causa dall'idrogeno rilasciato dalle batterie bagnatesi con acqua di mare, che era entrato attraverso lo Snorkel, ad una profondità di 40 metri per poi inabissarsi nel canyon dove è stato ritrovato.

    Il portavoce della Marina argentina, capitano Jorge Balbi, ha presentato le foto ravvicinate del relitto, effettuate da Ocean Infinity, in una conferenza stampa, confermando che il relitto è a 907 metri di profondità e vi sono detriti sparsi su una superficie di 80 x 100 metri quadri, nell'Oceano Atlantico al largo della Patagonia.04.jpg

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    Guestbook - Il mio preferito


    Nota n°2
    con Nicola il 07/08/2013 18:12
    Molto bello il tuo articolo sui Randagi vedrò di contribuire  e

     
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